I prezzi di oro e argento salgono: i rischi nello Stretto di Hormuz compensano la pressione dei tassi d'interesse
Huixun.com, 9 settembre—— Mercoledì (9 settembre), durante la sessione mattutina statunitense, i prezzi dell'oro e dell'argento spot sono saliti. L'acuirsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran, il Brent che supera i 100 dollari al barile, insieme all'indebolimento del dollaro statunitense, hanno rafforzato gli acquisti di beni rifugio prima della pubblicazione dei dati sull'inflazione statunitense di questa settimana. Al momento della stesura, l'oro spot è negoziato intorno ai 4413,82 dollari l'oncia, con un aumento dell'1,34%; l'argento spot è quotato a 67,180 dollari, in rialzo del 2,21% nella giornata.
Mercoledì (9 settembre), durante la sessione mattutina statunitense, i prezzi dell'oro e dell'argento spot sono saliti. L'acuirsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran, il Brent che supera i 100 dollari al barile, insieme all'indebolimento del dollaro, hanno rafforzato gli acquisti di beni rifugio prima della pubblicazione dei dati sull'inflazione statunitense di questa settimana. L'oro spot si muove intorno ai 4413,82 dollari l'oncia, in aumento dell'1,34%; l'argento spot segna 67,180 dollari, in crescita del 2,21% nella giornata.
Attualmente il mercato vede un intreccio tra ottimisti e pessimisti: da una parte vi è domanda di beni rifugio legata alle tensioni geopolitiche, dall'altra la Federal Reserve mantiene una posizione aggressiva. I prezzi attesi di mercato mostrano che la probabilità di un aumento dei tassi di 25 punti base durante la riunione della Fed del 15-16 settembre è circa il 60%; il rendimento dei Treasury decennali si avvicina al 4,81%, un nuovo massimo dal ottobre 2023. L'indice dei prezzi alla produzione degli Stati Uniti (PPI) sarà pubblicato giovedì, mentre quello dei prezzi al consumo (CPI) uscirà venerdì; la rinnovata spinta al rialzo dei prezzi del petrolio ha riacceso i timori inflazionistici, aumentando l'importanza dei due indicatori per il mercato.
Nel breve termine, l'ambiente per l'oro presenta sia vantaggi sia svantaggi, ma nel complesso tende al rialzo: l'aumento del petrolio e dei rendimenti obbligazionari statunitensi accresce il costo opportunità di detenere metalli preziosi; tuttavia, gli afflussi di capitali rifugio, l'indebolimento del dollaro e le preoccupazioni sulla sicurezza delle rotte petrolifere nel Golfo controbilanciano l'impatto negativo dei tassi di interesse.
Sebbene oro e argento abbiano mostrato un rimbalzo, nessuno dei due è ancora riuscito a superare importanti resistenze tecniche, il che indica che il trend non si è ancora completamente invertito. L'oro ha rimbalzato dal supporto a 4347 dollari e sta testando la resistenza a 4422 dollari; l'argento mantiene il supporto a 64,73 dollari ma resta sotto pressione sotto i 67,21 dollari. Il comportamento dei prezzi mostra che il mercato approfitta delle correzioni, spinte dalle tensioni geopolitiche, per acquistare; tuttavia, saranno i dati sull'inflazione a determinare se il rimbalzo potrà continuare o se si arresterà sotto le aspettative di rialzo dei tassi della Fed.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta la variabile geopolitica più cruciale per il prezzo del petrolio, le attese su inflazione e la domanda di beni rifugio. I militari statunitensi hanno riferito che martedì le forze USA hanno affondato cinque petroliere iraniane che stavano attaccando le navi da guerra USA; come risposta, l'Iran ha colpito obiettivi militari americani in Giordania. Entrambe le parti cercano di controllare lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale prima di un eventuale conflitto. Gli scontri continui hanno spinto il prezzo del Brent a 100,72 dollari, mentre il WTI ha aperto a 95,25 dollari.
Per l'oro, le turbolenze geopolitiche hanno un doppio effetto: la crisi dello Stretto di Hormuz sostiene gli acquisti di beni rifugio; tuttavia, il rialzo dei prezzi dell'energia rafforza le aspettative di inflazione, mantenendo elevati i rendimenti dei Treasury statunitensi e lasciando un rischio continuo di aumento dei tassi nella riunione Fed della prossima settimana.
Prima dell'apertura di Wall Street, i mercati azionari mondiali mostrano segnali contrastanti, con un'impostazione complessivamente debole. Il superamento dei 100 dollari del greggio, insieme ai rendimenti obbligazionari a massimi triennali, hanno portato in ribasso i futures sugli indici statunitensi. Le oscillazioni nel mercato obbligazionario pesano sui titoli sensibili ai tassi, mentre il settore energetico appare relativamente sostenuto. Anche i mercati europei ed asiatici sono influenzati dall'aumento del petrolio e dei rendimenti, facendo raffreddare l'appetito per il rischio mentre i trader attendono i dati sull'inflazione statunitense.
Andamento dei principali mercati esterni: il petrolio WTI scambia a New York forte, circa 95,25 dollari al barile; il Brent circa 100,72 dollari. Il rendimento dei Treasury decennali statunitensi si avvicina al 4,81%, mentre l'indice del dollaro si indebolisce.
Il prossimo obiettivo rialzista dei compratori dell'oro spot è portare il prezzo sopra la resistenza di 4422,00 dollari; una rottura confermata aprirebbe la strada verso 4465,00 dollari, con target successivo a 4512,00 dollari.
Obiettivo ribassista di breve per i venditori: una discesa sotto il supporto di 4347,00 dollari porterebbe i prezzi a 4290,00 dollari, e ulteriormente a 4263,00 dollari.
Prima resistenza a 4422,00 dollari, poi 4465,00 dollari; primo supporto a 4347,00 dollari, poi 4290,00 dollari.
Il prossimo obiettivo rialzista dei compratori dell'argento spot è superare i 67,21 dollari; una volta rotta questa soglia si punta a 68,74 dollari, e successivamente a 70,76 dollari.
Obiettivo ribassista: rottura del supporto a 64,73 dollari, con target successivo a 62,57 dollari.
Prima resistenza a 67,21 dollari, poi 68,74 dollari; primo supporto a 64,73 dollari, poi 62,57 dollari.
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