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Il dollaro si indebolisce per il secondo mese consecutivo! L'aumento del riacquisto dei titoli di stato USA suscita preoccupazioni politiche. Wall Street prevede un'ulteriore calo a settembre.

Il dollaro si indebolisce per il secondo mese consecutivo! L'aumento del riacquisto dei titoli di stato USA suscita preoccupazioni politiche. Wall Street prevede un'ulteriore calo a settembre.

智通财经智通财经2026/08/31 22:41
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Per:智通财经

Il dollaro si è indebolito per il secondo mese consecutivo ad agosto. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti prevede di accelerare il riacquisto di titoli di Stato, suscitando nuove preoccupazioni tra gli investitori esteri sulla direzione della politica statunitense e riaccendendo le speculazioni sul fatto che le politiche dell’amministrazione Trump possano favorire un dollaro debole.

Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, il dollaro si è indebolito per il secondo mese consecutivo ad agosto; il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti prevede di accelerare il riacquisto di titoli di Stato, generando nuove preoccupazioni tra gli investitori esteri riguardo all'orientamento delle politiche USA e riaccendendo le speculazioni di mercato secondo cui le politiche dell’amministrazione Trump potrebbero tendere a favorire un dollaro debole. Nel frattempo, nonostante le recenti dichiarazioni aggressive del presidente della Federal Reserve, Walsh, che avevano temporaneamente rafforzato il dollaro, il mercato resta diviso sulla reale probabilità che la Fed rispetti le attuali aspettative di aumento dei tassi di interesse già incorporate nei prezzi.

L’indice Bloomberg Dollar Spot ad agosto è sceso complessivamente dello 0,9%, segnando così il secondo mese consecutivo di ribasso dopo il calo dell’1,3% di luglio. Nei primi otto mesi di quest’anno, l’indice ha chiuso in ribasso in cinque occasioni, attraversando attualmente il più lungo periodo di cali mensili consecutivi dall’inizio di febbraio.

Una delle ragioni principali della pressione sul dollaro di questo mese deriva dall’approccio più attivo del Segretario al Tesoro, Bensent, nella gestione del debito. All’inizio del mese, Bensent ha annunciato a sorpresa che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti prevede di ampliare la portata dei riacquisti di titoli di Stato, precisando che l’importo per singola operazione potrebbe superare i 4 miliardi di dollari. Questa iniziativa ha provocato inquietudine tra gli investitori esteri e riacceso le speculazioni che una serie di politiche del governo statunitense possa mirare a indebolire il dollaro.

Come risposta, hedge fund, società di gestione patrimoniale e altri investitori speculativi hanno ridotto le proprie posizioni long sul dollaro. Lunedì, Bensent ha inoltre dichiarato che lui e il presidente della Federal Reserve, Walsh, sono “allineati” sulla questione dei titoli di Stato. Questa presa di posizione ha nuovamente attirato l’attenzione degli investitori sull’interazione tra le politiche fiscali e monetarie statunitensi.

La stratega macro Tatiana Darie ha affermato che, dopo che la scorsa settimana Walsh ha ribadito l’obiettivo di inflazione della Federal Reserve, le preoccupazioni sulla credibilità della politica monetaria della Fed si sono allentate; tuttavia, le dichiarazioni più recenti di Bensent ricordano agli investitori che il suo stile più interventista rappresenta ancora un ulteriore rischio di policy per il dollaro.

Lunedì il dollaro è sceso di circa lo 0,2%, restituendo parte dei guadagni di venerdì scorso. Nella giornata precedente, Walsh aveva promesso di riportare l’inflazione americana all’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve, spingendo il mercato ad aumentare le scommesse su ulteriori rialzi dei tassi. L’inflazione statunitense rimane da oltre cinque anni al di sopra del target del 2% della Fed.

Attualmente, i trader stimano che la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed a settembre abbia superato il 50%, e il mercato ha aumentato anche le scommesse su una possibile ulteriore stretta monetaria entro quest’anno.

In genere, un aumento delle attese di rialzi dei tassi accresce il rendimento degli attivi in dollari, offrendo così un sostegno alla valuta USA. Tuttavia, alcune istituzioni di Wall Street ritengono che il mercato abbia forse valutato in modo troppo aggressivo le possibili azioni della Fed.

Erik Nelson, strategist di Wells Fargo, prevede che il dollaro potrebbe continuare a indebolirsi a settembre, in quanto è probabile che la Fed non riesca a rispettare l’entità dei rialzi già scontati dal mercato. Se ciò si concretizzasse, il ritiro delle precedenti scommesse sui tassi da parte dei trader potrebbe mettere sotto pressione sia i rendimenti dei Treasury sia il dollaro, portando a una rivalutazione dei prezzi.

Attualmente, il dollaro si trova sotto l’influenza di due diverse forze di policy. Da una parte, Walsh ha riaffermato chiaramente l’obiettivo di inflazione al 2% e ha segnalato la possibilità di ulteriori strette monetarie se necessario, rafforzando la fiducia del mercato nella credibilità della Fed e fornendo un supporto al dollaro.

Dall’altra, l’espansione dei riacquisti di Treasury da parte di Bensent e il maggiore interventismo sul mercato obbligazionario fanno temere agli investitori che il governo puntasse ad abbassare il costo del finanziamento a lungo termine, riaccendendo le speculazioni sulle politiche volte a indebolire il biglietto verde.

Pertanto, anche se le aspettative di rialzi dei tassi si sono rafforzate, il dollaro non ha trovato lo slancio per una crescita sostenuta. Questo contrasto di policy rende inoltre il mercato valutario più sensibile ai dati economici statunitensi. In particolare, Walsh non è propenso a comunicare in anticipo al mercato la direzione futura dei tassi tramite “forward guidance”, il che significa che gli investitori dovranno fare ancora più affidamento su ogni singolo dato macroeconomico per valutare la prossima mossa della Fed.

Questa settimana il mercato presterà particolare attenzione al rapporto sull’occupazione statunitense che sarà pubblicato venerdì, per giudicare meglio lo stato dell’economia e del mercato del lavoro americani.

Alex Cohen, strategist Forex di Bank of America, ha affermato che i dati economici degli Stati Uniti per agosto saranno fondamentali. Se i dati sul lavoro e l’inflazione risultassero deboli, la Fed potrebbe mantenere i tassi invariati; ma se i dati sorprendessero al rialzo, potrebbero rendere più urgente un nuovo incremento dei tassi, mettendo ancora alla prova la credibilità della Banca centrale americana.

Man mano che il mercato attende nuovi dati macroeconomici, la volatilità del dollaro ha già iniziato a crescere. Negli ultimi due giorni di trading, la volatilità implicita a un mese sull’indice del dollaro è aumentata, segnalando che i trader si stanno preparando a possibili oscillazioni più ampie del cambio nelle prossime settimane.

Nel complesso, il dollaro si trova ora in un contesto in cui segnali di politica fiscale e monetaria tirano in direzioni opposte. L’espansione dei riacquisti dei Treasury da parte di Bensent ha riacceso i timori che il governo USA possa preferire una valuta debole, mentre la posizione aggressiva di Walsh rafforza le aspettative di rialzo dei tassi e sostiene il dollaro. Con la seconda discesa mensile consecutiva del biglietto verde, la capacità dei prossimi dati su lavoro e inflazione di sostenere la valutazione attuale del mercato sui rialzi della Fed sarà un fattore decisivo per la direzione del dollaro a settembre.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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