La probabilità di un aumento dei tassi sale al 66,4%, il prezzo dell'oro si impenna, il mercato inizia a soffrire di carenza di liquidità.
Huitong News, 1 settembre—— I toni da falco della Federal Reserve uniti alla diminuzione degli acquisti di titoli di stato americani spingono i tassi d’interesse verso l’alto, esercitando pressione sul prezzo dell’oro, che accelera al ribasso nel breve termine.
Martedì (1 settembre), durante la sessione asiatica ed europea, il prezzo dell’oro continua a scendere, attualmente in calo di oltre l’1,7%, scambiato attorno a 4373.
I segnali restrittivi della Federal Reserve alimentano aspettative di una stretta della liquidità, l’oro essendo un asset senza interesse soffre quando gli investitori esteri riducono l’esposizione ai Treasury USA alzando il livello dei tassi d’interesse. Queste due forze agiscono in sinergia aumentando il costo opportunità di detenere oro e il rischio di un ribasso dei prezzi, con gli ETF sull’oro anch’essi sotto pressione.
Segnali da falco da Jackson Hole: attese di politica monetaria restrittiva premono sull’oro
Il presidente della Federal Reserve, Kevin Walsh, ha tenuto un discorso da falco alla conferenza di Jackson Hole, evento che ha innescato direttamente la recente pressione ribassista sull’oro.
Walsh ha dichiarato che l’inflazione negli Stati Uniti non mostra un calo credibile: sia PCE che CPI rimangono sopra il target del 2%, le attuali condizioni finanziarie non sono abbastanza restrittive per contrastare l’alta inflazione, la Fed non esclude ulteriori aumenti dei tassi, e la priorità della politica monetaria sarà la stabilità dei prezzi piuttosto che sostenere la crescita economica.
Queste affermazioni hanno notevolmente alzato le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi sia a settembre che a dicembre.
L’aumento delle attese per un rialzo dei tassi favorisce il dollaro USA. L’oro non genera rendimenti da interessi, quindi quando il rendimento dei Treasury USA sale, l’attrattività relativa dell’oro diminuisce; l’aspettativa di una politica monetaria più restrittiva esercita quindi una pressione ribassista diretta sul prezzo dell’oro.
Cambio strutturale tra gli investitori di Treasury USA: la fuoriuscita di capitali esteri spinge verso l’alto il livello dei tassi
Oltre alla politica della Fed, il mercato dei Treasury USA vive un cambiamento strutturale che, insieme alle attese di rialzo dei tassi, solleva ulteriormente il livello generale dei tassi di interesse.
La quota di titoli di stato americani detenuti da investitori esteri è scesa al 40%, sotto il picco del 50% pre-crisi 2008.
In passato la domanda principale di Treasury proveniva da banche centrali estere come Cina e Giappone; ora gli investitori privati esteri hanno una posizione quasi doppia rispetto agli investitori istituzionali ufficiali.
Il capitale privato è più sensibile agli shock macroeconomici e al sentiment di rischio, amplificando la volatilità prezzo-rendimento dei Treasury.
Negli ultimi 12 mesi, la Cina ha continuato a ridurre le riserve in Treasury del 13%, mentre il Giappone ha mantenuto sostanzialmente stabile la sua posizione; in centri finanziari europei come Regno Unito, Belgio, Lussemburgo e Irlanda si notano invece aumenti netti, trainati principalmente da investitori privati globali.
Il deficit federale USA ha raggiunto il 6% del PIL, e unitamente a fattori di politica estera, molte istituzioni credono di essere già troppo esposte sull’asset dollaro, iniziando così a ridurre proattivamente il rischio sui Treasury.
La fuoriuscita di capitali esteri non è una vendetta panicata, ma un deflusso graduale delle posizioni.
Ma l’indebolimento della domanda estera farà salire il premio a termine dei Treasury e, di conseguenza, il livello generale dei tassi di interesse.
Anche se la Fed decidesse di non alzare i tassi, il rendimento dei Treasury che sale aumenterebbe comunque il costo-opportunità di detenere oro privo di interesse, esercitando ulteriore pressione sull’oro.
Esistono tuttavia fattori di compensazione: i titoli di stato degli altri paesi sviluppati non possono sostituire la liquidità dei Treasury statunitensi; le istituzioni globali a lungo termine restano fortemente dipendenti dai Treasury per la gestione della duration;
Le operazioni di buyback del Tesoro USA potrebbero alleviare la pressione sui rendimenti a lunga scadenza, ma nel breve periodo sarà difficile compensare del tutto la spinta all’aumento dei tassi causata dalla riduzione delle posizioni degli investitori privati.
(Grafico giornaliero del rendimento del Treasury a 10 anni USA, fonte: Yihuitong)
Volume in netto aumento, prezzo dell’oro in ampia fase di oscillazione
Bart Melek, responsabile della ricerca sulle materie prime di TD Securities, prevede che entro fine anno l’oro potrebbe oscillare nel range tra 4200 e 4700 dollari.
Lo studio su 13 istituzioni che gestiscono ETF mostra che, negli ultimi tre mesi, 5 hanno aumentato e 8 ridotto le posizioni in oro, segno di un atteggiamento prudente e diviso degli investitori professionali sulle prospettive dell’oro.
Il report COT sui posizionamenti in oro mostra che le posizioni sia di investitori istituzionali che retail sono recentemente aumentate, con long e short ai livelli più alti di periodo, il che evidenzia un aumento delle divergenze di opinione dopo il rally, e la possibilità che movimenti rialzisti o ribassisti vengano amplificati.
(Tabella delle posizioni sull’oro CFTC, fonte: CME)
Riepilogo logico: pressione dominante dei tassi brevi, narrativa del credito dollaro che lascia il passo al costo opportunità reale
Posizioni da falco della Federal Reserve portano attese di una stretta della liquidità monetaria;
Il calo della domanda estera di Treasury USA spinge al rialzo il livello centrale dei tassi, facendo volare il tasso reale.
Entrambe le forze aumentano il costo opportunità di detenere oro privo di interesse ma, se i tassi diventano troppo alti, rischiano di penalizzare il funzionamento dei governi globali e l’attività economica normale, per cui i tassi non possono salire all’infinito; un’impennata temporanea dei tassi potrebbe anzi aiutare il prezzo dell’oro a raggiungere velocemente un pavimento di periodo.
Nel lungo periodo, la continua riduzione delle posizioni estere sui Treasury può rappresentare una debolezza del credito del dollaro, favorevole all’oro, ma l’impatto dei maggiori investimenti nell’AI mantiene la liquidità globale più tesa, penalizzando i prezzi dell’oro.
Dal punto di vista tecnico, l’oro spot ha subito una correzione significativa recentemente, rompendo il fondo del box; in questa fase è probabile un eccesso di correzione di breve termine, con il nuovo livello centrale dei prezzi vicino a 4428; per ora, si segue l’andamento attorno a 4428, spartiacque per il trend di breve termine.
(Grafico giornaliero dell’oro spot, fonte: Yihuitong)
Alle ore 17:51 di Pechino, l’oro spot è quotato a 4369 dollari per oncia.
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