Il calo dell'utile netto non nasconde la forza motrice principale! BMO (Bank of Montreal) supera le aspettative con l'utile rettificato del terzo trimestre e prevede di avviare un piano di riacquisto di azioni fino a 25 milioni di titoli
A causa dell'impatto negativo di progetti una tantum come la vendita delle attività di trasporto e finanziamento ai fornitori, la Banca di Montreal ha registrato un calo dell'utile netto su base annua nel terzo trimestre. Tuttavia, l'utile per azione rettificato e i ricavi hanno entrambi superato le aspettative di mercato, e l'utile ante accantonamenti al lordo delle imposte di tutte le divisioni ha raggiunto un record. La banca ha inoltre annunciato l'intenzione di avviare nel terzo trimestre un programma di riacquisto di azioni fino a un massimo di 25 milioni di titoli.
Secondo quanto riportato da Zhitong Caijing APP, Bank of Montreal (BMO.US) del Canada ha presentato per l’ultimo trimestre un bilancio che, apparentemente, mostra qualche difficoltà, ma rivela miglioramenti di fondo: a causa di alcune operazioni una tantum tra cui la cessione delle attività di finanziamento nel settore dei trasporti e dei fornitori, l’utile netto è sceso su base annua, ma l’utile per azione rettificato e i ricavi hanno superato le aspettative del mercato, con i profitti ante accantonamenti fiscali in tutti i segmenti di business che hanno raggiunto livelli record. La banca ha inoltre annunciato l’intenzione di avviare un programma di riacquisto di azioni fino a un massimo di 25 milioni di azioni nel terzo trimestre.
Secondo il bilancio pubblicato da BMO, nel terzo trimestre conclusosi al 31 luglio, la banca ha registrato un utile netto di 1,75 miliardi di dollari canadesi (circa 1,26 miliardi di dollari statunitensi), pari a 2,38 dollari canadesi per azione; nello stesso periodo dell’anno precedente l’utile netto era di 2,33 miliardi di dollari canadesi, pari a 3,14 dollari canadesi per azione. Il calo dell’utile netto è stato principalmente causato da una serie di operazioni straordinarie, tra cui 962 milioni di dollari canadesi di costi derivanti dalla cessione delle attività di finanziamento nel settore dei trasporti e dei fornitori e 10 milioni di dollari canadesi da costi legati all’uscita di 138 filiali negli Stati Uniti.
Tuttavia, utilizzando il criterio rettificato adottato dalla banca per riflettere la performance operativa di base, nel terzo trimestre BMO ha ottenuto un utile per azione rettificato di 3,96 dollari canadesi, superiore ai 3,77 dollari canadesi previsti dagli analisti. I ricavi totali del trimestre sono aumentati del 10% su base annua, arrivando a 9,9 miliardi di dollari canadesi, anch’essi sopra le stime degli analisti (9,73 miliardi di dollari). Nel dettaglio, il reddito netto da interessi è cresciuto dell’1,3% a 5,57 miliardi di dollari canadesi; le entrate non da interessi sono invece aumentate del 24% a 4,33 miliardi di dollari canadesi.
Risultati record per tutti i segmenti, continua lo slancio nei mercati dei capitali e gestione patrimoniale
Il CEO di BMO, Darryl White, ha dichiarato che tutti i segmenti di business hanno raggiunto profitti ante accantonamenti fiscali a livelli record. Nel comunicato sui risultati, ha sottolineato il momentum sostenuto nei mercati dei capitali e nella gestione patrimoniale, nonché la continua crescita robusta dei prestiti commerciali sia in Canada che negli Stati Uniti.
Analizzando i singoli segmenti, la divisione bancaria statunitense di BMO ha registrato un utile netto rettificato di 925 milioni di dollari canadesi, superiore alle previsioni medie degli analisti di 846 milioni; il segmento dei mercati dei capitali ha riportato un utile netto rettificato di 649 milioni di dollari, anch’esso sopra la stima media di 601 milioni. In particolare, i ricavi dei mercati globali si sono attestati a 1,34 miliardi di dollari canadesi, in crescita del 27% su base annua, confermando il trend positivo delle banche nordamericane nelle attività di trading azionario e affini.
Va ricordato che la divisione mercati dei capitali di BMO è sempre stata fortemente orientata verso il trading azionario. Gabriel Dechaine, analista di National Bank of Canada, in un recente report ha evidenziato come, nei tre mesi terminati a giugno, le grandi banche statunitensi abbiano generalmente registrato forti incrementi dei ricavi da trading azionario, con BMO che ha saputo cogliere opportunità grazie alla sua presenza in questo campo.
Per quanto riguarda il comparto creditizio, nell’ultimo trimestre BMO ha accantonato riserve per perdite su crediti per un totale di 722 milioni di dollari canadesi, in diminuzione rispetto ai 739 milioni del trimestre precedente e ai 797 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, nonché inferiore ai 780 milioni previsti dagli analisti. Il calo degli accantonamenti su base congiunturale e annua indica un miglioramento della qualità degli attivi e un ambiente creditizio più stabile, risultato attribuito da White alla gestione proattiva del rischio e alla diversificazione del portafoglio.
Il coefficiente CET1 (Common Equity Tier 1) di BMO è pari al 13%, invariato rispetto al trimestre precedente, leggermente inferiore al 13,5% dello scorso anno ma comunque ben superiore al minimo dell’11% richiesto dalle autorità di vigilanza canadesi per le grandi banche.
A causa delle svalutazioni di avviamento collegate alla cessione delle attività di finanziamento nel settore trasporti e fornitori, il ROE (Return On Equity) di BMO per il trimestre è sceso all’8,4% rispetto all’11,6% dell’anno precedente. Tuttavia, su base rettificata, il ROE è salito al 14%, vicino all’obiettivo del 15% fissato per il 2027.
In concomitanza con i risultati, BMO ha comunicato l’intenzione di avviare un programma di riacquisto regolare di azioni proprie (Normal Course Issuer Bid, NCIB) fino a un massimo di 25 milioni di azioni ordinarie. La banca notificherà l’operazione alla Borsa di Toronto e prevede di dare il via al piano annuale intorno all’8 settembre.
Focalizzazione e aggiustamenti strategici delle attività statunitensi
Negli ultimi anni, il business statunitense è stato al centro della strategia di revisione di BMO. La banca ha consolidato tutte le attività americane in un'unica unità, dismesso alcune linee di prestiti a minore redditività, venduto una serie di filiali e concentrato le risorse in aree prioritarie come la California. L’utile netto rettificato della divisione US Banking nel terzo trimestre, superiore alle previsioni, mostra che tali cambi strategici stanno iniziando a produrre risultati concreti.
Secondo John Aiken, analista di Jefferies, la solida performance del retail banking statunitense rappresenta un “elemento chiaramente positivo” e dimostra che la banca non si affida soltanto alla gestione patrimoniale e ai mercati dei capitali per superare le aspettative del mercato. Secondo le sue previsioni, gli investitori accoglieranno con favore questi risultati.
Inoltre, durante il trimestre, BMO ha continuato la sua espansione strategica: ha rafforzato la sua presenza in Australia, ha acquisito il business dei mercati dei capitali della società Euroz Hartleys Group per consolidare la propria posizione nel settore dei metalli e delle miniere. All’inizio del mese, BMO e Royal Bank of Canada (RBC) hanno concordato la vendita della loro piattaforma di pagamenti congiunta Moneris per 2 miliardi di dollari canadesi alla società di investimento tecnologico Francisco Partners. Queste mosse evidenziano l’obiettivo strategico di BMO di ottimizzare il portafoglio d’attivi e concentrarsi sulle aree di maggiore forza.
Confronto con i concorrenti: Scotiabank supera le attese nello stesso trimestre
Nello stesso giorno, anche Scotiabank (BNS.US) ha pubblicato risultati superiori alle attese. Nel terzo trimestre, l’utile per azione rettificato di Scotiabank è stato pari a 2,28 dollari canadesi, contro i 2,01 dollari previsti dal mercato; l’utile netto attribuibile agli azionisti è stato di 2,91 miliardi di dollari canadesi, anch’esso superiore alla previsione degli analisti di 2,63 miliardi di dollari.
Il CEO Scott Thomson ha definito il trimestre “da record per la banca, con forti risultati in tutte le linee di business”. Gli utili delle attività internazionali sono stati pari a 725 milioni di dollari canadesi, contro una media prevista di 629 milioni, mentre quelli dei mercati dei capitali hanno raggiunto i 647 milioni, ben oltre i 514 milioni attesi e in crescita del 37% su base annua. Aiken ha qualificato questi risultati come “sorprendentemente robusti”, ricordando però che: “Anche se crediamo che il mercato valuterà positivamente la performance di Scotiabank, l’8% di risultato sopra le attese potrebbe non essere pienamente riflesso nella valutazione della banca.”
Nello stesso trimestre, Scotiabank ha accantonato riserve per perdite su crediti pari a 1,08 miliardi di dollari canadesi, inferiori alle attese di mercato di 1,13 miliardi, segnalando a sua volta una stabilizzazione del contesto creditizio. La banca prosegue la trasformazione strategica avviata da Thomson tre anni fa, con taglio dei costi, centralizzazione delle attività internazionali, cessioni di alcune attività in America Latina e maggiore attenzione al mercato statunitense, inclusa la partecipazione nella Cleveland KeyCorp (KEY.US).
I risultati di BMO e Scotiabank danno il via positiva alla stagione delle trimestrali delle sei principali banche canadesi. Entrambe hanno beneficiato della vivacità delle operazioni sui mercati dei capitali, del miglioramento del business negli Stati Uniti e all’estero e della diminuzione degli accantonamenti per perdite su crediti. È particolarmente degno di nota come la forza del segmento equity e fixed income abbia continuato la tendenza già osservata nel trimestre precedente, a conferma della dinamicità del mercato nordamericano.
Guardando ai prezzi di Borsa, le sei principali banche canadesi hanno generalmente registrato rialzi quest’anno, pur con performance individuali differenziate. BMO, grazie agli effetti iniziali della ristrutturazione negli USA, si distingue tra i migliori risultati settoriali; Scotiabank, pur in crescita con il settore, mostra un incremento inferiore ad alcuni concorrenti. Con l’avanzare della stagione delle trimestrali, il mercato osserverà con attenzione se anche le altre grandi banche canadesi sapranno mantenere questa tendenza sopra le attese.
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