Il mercato ha sottovalutato l'AI? Gli ordini arretrati nel settore cloud sono aumentati del 150% fino a 1,7 trilioni di dollari, Wall Street avverte: le valutazioni delle azioni tecnologiche hanno già raggiunto un "punto basso"
JPMorgan ritiene che la spesa in conto capitale per l’AI si stia convertendo efficacemente in ordini per i servizi cloud, con ordini arretrati aumentati di oltre il 150% su base annua fino a 17 mila miliardi di dollari, superando di gran lunga la crescita degli investimenti in conto capitale, che si attesta intorno all’80%. Nonostante le revisioni al rialzo delle previsioni di rendimento, la valutazione delle azioni tecnologiche è scesa ai minimi storici, con il rapporto prezzo/utili prospettico inferiore alla media dell’ultimo decennio. Le posizioni degli investitori istituzionali restano basse; se la narrazione di mercato si sposterà da “overinvestment” a “realizzazione dei ritorni”, le azioni tecnologiche potrebbero beneficiare di ricoperture e di un ritorno alla media.
Il mercato ha messo in dubbio la spesa in conto capitale legata all'AI per oltre un anno, ma i dati più recenti stanno cambiando questa narrazione.
Nell’ultimo anno, gli investitori hanno temuto che i giganti tecnologici, investendo centinaia di miliardi di dollari nelle infrastrutture AI, potessero affrontare il problema di "alti investimenti e bassi rendimenti". Tuttavia, con l’accelerazione della domanda di servizi cloud, sempre più segnali indicano che la spesa in conto capitale per l’AI si sta trasformando in ordini più robusti e in una crescita futura dei ricavi, anziché nell’ipotesi precedente di investimenti eccessivi.
I dati mostrano che gli ordini in sospeso delle attività cloud degli hyperscaler sono aumentati di oltre il 150% su base annua, per un totale di circa 1,7 trilioni di dollari, una crescita ben superiore all’aumento di circa l’80% della spesa in conto capitale nello stesso periodo. JPMorgan sottolinea che questa notevole divergenza indica che i potenziali ritorni sui ricavi degli investimenti nelle infrastrutture AI stanno superando le aspettative del mercato, e la pressione sulle valutazioni dei giganti tecnologici potrebbe avvicinarsi alla fine.
In questo contesto, JPMorgan sottolinea che il mercato sta rivalutando la redditività degli investimenti nelle infrastrutture AI, e i multipli di valutazione dei Magnificent 7 potrebbero aver raggiunto un minimo.
Gli investimenti in AI da costo a fonte di ricavo: la domanda dei cloud provider supera le attese
Le indicazioni emergenti dalla stagione delle trimestrali del secondo trimestre mostrano che la domanda di cloud computing si sta concretizzando rapidamente.
Secondo Mark Schilsky, analista di JPMorgan, la crescita degli ordini in sospeso delle attività cloud e dell’incremento netto del ricavo annuo ricorrente (ARR) superano di gran lunga quella della spesa in conto capitale, il che significa che la futura crescita dei ricavi potrebbe coprire gli attuali grandi investimenti infrastrutturali.
Andy Jassy, CEO di Amazon, durante la call sui risultati del secondo trimestre ha addirittura rivisto al rialzo l’outlook di lungo termine di AWS. Ha dichiarato che l’azienda in precedenza stimava che AWS potesse crescere fino a generare ricavi per centinaia di miliardi di dollari, mentre ora prevede che questa cifra almeno raddoppierà, con la possibilità di raggiungere in futuro 1 trilione di dollari di ricavi annui.
Jassy ha aggiunto di aver già osservato una domanda “sbalorditiva” per il 2028, mentre l’adozione su larga scala dei servizi di AI inference da parte della clientela enterprise è ancora agli inizi.
I vertici di Microsoft, Alphabet e Meta hanno lanciato segnali simili: la commercializzazione delle applicazioni AI è ancora nella fase iniziale di espansione e la domanda lato enterprise è ben lontana dal punto di maturazione.
Le aspettative sugli utili vengono riviste al rialzo, ma le valutazioni sono ai minimi storici
I fondamentali dell’AI continuano a migliorare, ma le valutazioni delle azioni tecnologiche hanno subito una notevole contrazione.
Dopo la correzione di luglio, il price/earnings prospettico del settore tecnologia dell’S&P 500 è sceso a circa 20 volte, vicino al minimo dell’ultimo anno, nel primo percentile della fascia storica delle valutazioni, inferiore alla media decennale di circa 23 volte. Ciò significa che il settore tecnologico sta attraversando una rara divergenza: le attese sugli utili migliorano, ma i multipli di valutazione continuano a scendere.
JPMorgan sottolinea che il price/earnings prospettico delle mega cap tecnologiche (escluse le società di semiconduttori) è attualmente inferiore di oltre 2 deviazioni standard rispetto alla media storica dal 2018. Se le valutazioni dovessero risalire a 1 deviazione standard sotto la media storica, ci sarebbe un potenziale di rialzo di circa il 30%; se tornassero vicine alla media di lungo termine, il rialzo potenziale arriverebbe a circa il 56%.
Allo stesso tempo, le performance dei cloud provider hyperscaler rispetto all’S&P 500 sono scese ai livelli minimi degli ultimi tre anni, e storicamente queste zone sono spesso seguite da forti recuperi verso la media.
L’allocazione dei capitali resta indietro, le azioni tecnologiche potrebbero beneficiare di un movimento di ricopertura
Il basso livello di valutazioni riflette anche il fatto che l’allocazione dei capitali istituzionali non ha ancora seguito pienamente il cambiamento dei fondamentali.
Secondo Deutsche Bank, sebbene la crescita degli utili e le previsioni dei grandi gruppi tecnologici siano migliorate in modo evidente, il posizionamento degli investitori istituzionali su questo settore è solo leggermente sovrappesato, ben al di sotto dei livelli riscontrati nei precedenti cicli di forte crescita degli utili.
Intanto, quest’anno i capitali si sono concentrati soprattutto sul settore dei semiconduttori, mentre la quota detenuta sulle big tech (esclusi i semiconduttori) resta relativamente bassa.
JPMorgan ritiene che, se il focus narrativo del mercato sull’AI passerà da “la spesa in conto capitale è eccessiva” a “i ritorni sull’investimento si stanno concretizzando”, la prossima spinta al rialzo per il settore tecnologico potrebbe provenire più da una rotazione interna che da un ulteriore rally dei titoli dei chip.
Dal punto di vista tecnico, il MAGS Index è rimbalzato di quasi il 10% rispetto ai recenti minimi, tornando sopra la media mobile a 200 giorni e avvicinandosi alla linea di trend rialzista di lungo periodo iniziata nell’aprile scorso. JPMorgan osserva che l’attuale media mobile a 200 giorni si è stabilizzata, a indicare che il mercato sta attraversando una prolungata fase di consolidamento. L’esperienza storica suggerisce che più è lunga la fase laterale, più potente sarà la rottura nella direzione scelta dal mercato.
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