Perché Anthropic ha bisogno urgentemente di un IPO? Il private equity non riesce a sostenere il costo dei 750 miliardi della potenza di calcolo
Anthropic, a causa dell'esaurimento dei finanziamenti privati e degli impegni di potenza di calcolo che ammontano a 750 miliardi di dollari, è stata costretta a rivolgersi al mercato pubblico. Nonostante le perdite e le controversie sulla sicurezza, la IPO di novembre è considerata una svolta cruciale nella catena di finanziamento della corsa agli armamenti nell'intelligenza artificiale.
Secondo Woofun AI, il processo di IPO imminente di Anthropic sta portando Wall Street, già sotto tensione, al punto di stress massimo. Gli investitori sottolineano che la logica centrale dietro la spinta dell’AI giant a quotarsi pubblicamente è un semplice, quanto crudele, problema aritmetico: la sua dimensione è cresciuta fino a raggiungere i limiti che il mercato privato di finanziamento non può più sostenere. Mentre la corsa agli armamenti nell’AI entra in una fase profonda, gli impegni di spesa per centinaia di miliardi di dollari accumulati dai principali operatori stanno spingendo al limite la capacità di offerta del sistema finanziario: questa ondata infrastrutturale ricorda, per grandezza, quella della rete ferroviaria o dell’autostrada interstatale negli Stati Uniti. Dato l’aumento esplosivo dei costi dei prestiti privati, accedere alla vasta liquidità dei mercati pubblici è diventata la soluzione migliore per nutrire la prossima fase della competizione nell’AI.
Dal punto di vista finanziario, la tensione tra gli ingenti impegni in potenza di calcolo e l’esplosione dei ricavi rappresenta il vero motore della quotazione. Nel prospetto depositato il 26 ottobre, Anthropic ha rivelato che gli impegni in potenza di calcolo per i prossimi anni potrebbero raggiungere i 750 miliardi di dollari, con oltre 600 miliardi già impegnati in costi infrastrutturali futuri e altri 150 miliardi potenzialmente in arrivo da transazioni aggiuntive.
Secondo i dati raccolti da Woofun AI, nel primo semestre 2026 i ricavi di Anthropic sono saliti a 16,3 miliardi di dollari, contro 1,1 miliardi dell’anno precedente; tuttavia, nello stesso periodo, la perdita netta dichiarata ammonta a 80,7 miliardi di dollari, attribuibili in larga parte a spese contabili legate al finanziamento.
Queste perdite contabili celano la reale solidità dell’azienda, ma la necessità di enormi investimenti in capitale obbliga la società a cercare fonti di finanziamento ancora più profonde per sostenere la crescita esponenziale delle proprie infrastrutture.
Il confronto tra le difficoltà di finanziamento mette ulteriormente in luce la necessità dei mercati pubblici. Nonostante l’ultimo round di finanziamento di OpenAI sia stato il più grande della storia, ci sono voluti mesi per raccogliere oltre 120 miliardi di dollari, una cifra difficilmente replicabile nell’attuale clima di mercato. La domanda per le azioni Anthropic è altissima: Storm Duncan, fondatore della banca d’investimento Ignatious, ha persino proposto di scambiare una residenza dal valore di circa 4,8 milioni di dollari più un lotto adiacente per un totale di circa 8 milioni in azioni, ma la transazione non è ancora avvenuta; ottenere capitali privati si fa sempre più difficile. Come parte del pacchetto record di 60 miliardi di dollari in finanziamento chip (nome in codice interno Project North Star, che comprende circa 42 miliardi garantiti da Broadcom come debito di primo livello e circa 18 miliardi come debito subordinato), Anthropic ha collocato presso Blackstone (BX.US) 9 miliardi in debito subordinato, con un rendimento superiore al 10%, più alto rispetto all’8,5% di circa 4,4 miliardi quattro mesi fa. I restanti 9 miliardi di debiti subordinati saranno probabilmente distribuiti nei prossimi mesi, segno che gli investitori privati chiedono premi maggiori per il rischio AI.
Nel frattempo, le preoccupazioni del mercato sul debito infrastrutturale dell’AI si intensificano: Firmus, società australiana di data center investita da Nvidia (NVDA.US), ha abbandonato la quotazione a causa della volatilità di mercato; il titolo del fornitore di servizi AI cloud coreano Elice è sceso del 32% il primo giorno di trading; parte delle obbligazioni di CoreWeave (CRWV.US) hanno rendimenti vicini al 15%. Questi casi mostrano come il mercato privato sia ormai saturo e abbia urgente bisogno che quello pubblico condivida il rischio.
Sebbene il calendario della quotazione sia stato modificato, la direzione rimane chiara. Inizialmente si prevedeva che Anthropic avrebbe avviato la vendita a ottobre, ma è poi slittata alla settimana del 16 novembre. Secondo il Wall Street Journal, questa decisione di ritardare è stata presa prima che le controversie sulla sicurezza dell’AI emergessero con le dimissioni di alcuni ricercatori, e i consulenti ritenevano che fosse meglio pubblicare prima i risultati del terzo trimestre; in seguito il dibattito sulla sicurezza ha aumentato l’attenzione del mercato sull’azienda.
Nonostante le controversie sulla sicurezza, gli investitori di Anthropic hanno descritto gli ultimi risultati finanziari come “incredibili”, respingendo le preoccupazioni su un rallentamento della crescita dei ricavi. Considerate le dimensioni e la maturità dell’azienda, la quotazione è vista come una conseguenza naturale. Questa IPO arriva in un momento di ansia generale di Wall Street sulle operazioni AI, soprattutto dopo il recente scetticismo verso le imprese che affittano potenza di calcolo o costruiscono data center. Anthropic potrebbe essere costretta a quotarsi in condizioni non ideali, ma gli investitori ritengono che questo sia il modo migliore per affidare al mercato l’ultima prova d’appello sull’hype dell’AI. Con una valutazione vicina ai 2.000 miliardi di dollari e ricavi annui per 16,3 miliardi, la IPO di Anthropic non riguarda solo il destino dell’azienda, ma ridefinirà anche i confini della percezione del settore fra bolla e valore dell’AI.
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