Osservazione di Wash: come spiegare l’impegno totale contro l’inflazione ma senza aumentare i tassi a ottobre
Huitong Network, 26 ottobre—— Da una parte si afferma la lotta contro l'inflazione, dall'altra si sospendono i rialzi dei tassi: le parole di Walsh influenzeranno il destino del dollaro e dell'oro
L’attuale resilienza dell’inflazione insieme alle tensioni energetiche in Medio Oriente porta la politica monetaria della Federal Reserve nel quarto trimestre in una delicata fase di equilibrio.
Da un lato, i prezzi elevati alimentano richieste di ulteriori rialzi dei tassi;
dall’altro, i segnali di debolezza dell’economia dopo l’aumento dei costi del credito, combinati con la tempistica delle elezioni di metà mandato, costringono la Fed a rallentare le mosse e osservare attentamente.
Il mercato e gli economisti mainstream hanno già elaborato una previsione principale: è molto probabile che a ottobre sia sospeso il rialzo dei tassi, lasciando però aperta l’opzione di un aumento a dicembre; questa dinamica di policy continuerà a guidare il pricing degli asset.
Rialzo dei tassi a settembre, aumento dei costi del credito per i residenti
La Federal Reserve ha completato il 16 settembre il primo rialzo dei tassi in oltre tre anni, aumentando all’unanimità il tasso sui federal funds di 25 punti base; l’intervallo obiettivo si attesta ora tra il 3,75% e il 4,00%.
La stretta di politica monetaria si è rapidamente trasmessa al credito al consumo, con l’aumento simultaneo dei tassi su carte di credito, mutui ipotecari a tasso variabile e prestiti su valore reale della casa, incrementando sensibilmente la pressione sui rimborsi per i debitori.
Punto focale della riunione: la sfida comunicativa di Walsh, ciò che non viene detto è ancora più rilevante
Il mercato si aspetta generalmente che la FOMC mantenga invariati i tassi questa settimana; l’attenzione della riunione non è sulla decisione stessa dei tassi, ma sulle dichiarazioni del presidente della Fed, Walsh.
Lui affronta una doppia sfida: da un lato deve ribadire al mercato la determinazione della Fed nel combattere l’inflazione; dall’altro deve giustificare in modo credibile la scelta di sospendere l’aumento dei tassi questa volta.
Questa situazione ricorda molto la riunione di luglio, quando il mantenimento dei tassi invariati era atteso, ma gli investitori non furono soddisfatti della reticenza di Walsh a dare segnali di ulteriori rialzi.
Stephen Stanley, capo economista di Santander US Capital Markets, commenta: “Mi aspetto che i tassi non cambino, ma penso davvero che a dicembre li aumenteranno di nuovo.”
“La parte più delicata della comunicazione durante questa riunione è che Walsh dovrà spiegare perché a ottobre non si è agito, illustrando al contempo perché in dicembre l’aumento dei tassi resta possibile.”
È importante per i trader osservare che a volte ciò che Walsh non menziona costituisce il segnale più decisivo.
L’assenza di toni aggressivi, o l’evitare commenti sui rendimenti dei titoli a lungo termine o sul prezzo del petrolio, possono celare un orientamento di policy che più facilmente spinge a un riprezzamento delle aspettative rispetto a dichiarazioni dirette.
Giudizio mainstream: sospensione del rialzo a ottobre per evitare la finestra elettorale sensibile
Mark Zandi, capo economista Moody’s Analytics, e Diane Swonk, chief economist di KPMG, condividono una valutazione simile: è molto probabile che la Fed resti ferma all’incontro di ottobre.
Da una parte, la Federal Reserve ha bisogno di tempo per assorbire e osservare l’effetto ritardato del rialzo dei tassi di settembre sull’economia reale; dall’altra, la riunione è molto prossima alle elezioni di metà mandato, e la Fed tenterà di evitare misure restrittive durante la finestra elettorale, riducendo letture politiche non necessarie.
In breve, a ottobre si opta per un “salto del rialzo dei tassi”, ma l’opzione di un aumento a dicembre resta aperta.
Insidie inflazionistiche dal prezzo del petrolio, debolezze nascoste nell’economia reale
Il motore centrale che sostiene la possibilità di ulteriori rialzi a fine anno è rappresentato dai rischi energetici derivanti dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’escalation della situazione in Iran ha fatto aumentare i prezzi del greggio e del diesel; tali costi di trasporto saranno progressivamente trasferiti sui beni di consumo, rendendo difficile una rapida riduzione della persistenza inflazionistica.
Ma l’economia non si rafforza in modo unidirezionale: il mercato del lavoro si sta indebolendo, si assiste a un raffreddamento delle assunzioni e la crescita salariale è già inferiore all’inflazione, riducendo il potere d’acquisto reale dei cittadini.
L’evoluzione delle tensioni geopolitiche e la durata dei prezzi alti del petrolio restano altamente incerte, rendendo altrettanto incerto il percorso delle prossime mosse della Federal Reserve.
La strategia della Fed vira verso la cautela, distinguendosi nettamente dal ciclo aggressivo del 2022.
Questa fase di stretta differisce radicalmente dai rialzi consecutivi e aggressivi del 2022.
La Federal Reserve utilizza il “pausa e osserva” come uno strumento di gestione del rischio, senza rinunciare all’obiettivo anti-inflattivo.
Secondo Swonk, la pausa dopo il rialzo facilita l’analisi da parte dei policymaker dei rischi latenti nell’economia e nei mercati finanziari.
L’obiettivo centrale della policy resta contenere i prezzi, evitando al contempo che i costi elevati del prestito e i rendimenti alti sul lungo termine generino ulteriori pressioni al ribasso.
Il membro del Board, Barr, sottolinea inoltre che saranno probabilmente necessari altri aggiustamenti di policy, benché il ritmo sia incerto. Se a inizio dell'anno prossimo il prezzo del petrolio e l’inflazione dovessero calare nettamente, il rialzo dei tassi di dicembre potrebbe segnare la fine dell’attuale ciclo restrittivo.
Implicazioni sui mercati: aspettative fluttuanti guidano le dinamiche di dollaro e oro
Questa linea guida di policy resta l’ancora fondamentale per il trend di dollaro e oro nell’ultimo trimestre. Se dalla riunione di ottobre dovessero emergere segnali accomodanti, riducendo le attese di rialzo a dicembre, i rendimenti dei Treasury americani calerebbero, il dollaro subirebbe pressioni e l’oro potrebbe beneficiare di un rimbalzo;
Se invece i funzionari continueranno a lasciare aperta la possibilità di un rialzo a dicembre, mantenendo elevate le aspettative sui tassi reali, il dollaro ne trarrà sostegno mentre l’oro, privo di rendimento, resterà sotto pressione per i maggiori costi opportunità. La battaglia sulle aspettative di rialzo dei tassi nel quarto trimestre continuerà a guidare i movimenti di dollaro e oro.
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