L’analista macro Jim Willie ha affermato in una recente intervista podcast che una crisi imminente del mercato obbligazionario, legata in parte alle tensioni geopolitiche dovute alla guerra in Iran, potrebbe spingere i paesi a preferire asset di regolamento neutrali invece dei Treasury americani per gli scambi internazionali.
Secondo lui, man mano che le nazioni diventano più caute nel detenere il debito di paesi considerati come svalutatori della propria valuta tramite massiccia stampa di denaro, cercheranno alternative prive di quel fardello politico, ed è qui che vede il potenziale ingresso di $XRP.
Perché osserva attentamente la DTCC
Willie ha citato un recente annuncio della Depository Trust and Clearing Corporation, che ha confermato che lo XLM di Stellar aiuterà a gestire il regolamento di alcune azioni e obbligazioni, inclusi strumenti legati a S&P 500 e Russell 2000. Tuttavia, ha evidenziato un aspetto non menzionato nell’annuncio: il regolamento dei derivati, un mercato che stima intorno ai 4 trilioni di dollari l’anno e a cui non è ancora stato assegnato un asset confermato per la gestione.
La matematica dietro la teoria su $XRP
Willie ha fatto dei semplici calcoli per illustrare la portata di ciò che descrive. Se anche solo l’1% di quel mercato annuale dei derivati da 4 trilioni di dollari venisse gestito tramite $XRP, significherebbe 40 trilioni di dollari l’anno, ovvero circa 3 trilioni di dollari al mese in volumi di transazioni. Secondo lui, un throughput simile non sarebbe realistico al prezzo attuale di $XRP, suggerendo che per gestire tali volumi in modo efficiente il token dovrebbe scambiare a circa 1.000$.

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