L'arte degli investimenti "fuori dal comune" nell'era di Bokey
Dal 1908, anno della sua fondazione a Edimburgo, Baillie Gifford si è sempre distinta nel campo della gestione degli investimenti. La sua strategia di punta, la Long Term Global Growth Strategy (LTGG), è oggi ben nota a molti. Lanciata a febbraio 2004, la strategia LTGG ha attraversato oltre vent'anni di cicli di mercato, affermando una filosofia d'investimento basata su orizzonti temporali ultra-lunghi e un turnover estremamente basso: la durata media di detenzione dei titoli arriva a 10 anni, con un turnover contenuto intorno al 10%. In questo periodo, Baillie Gifford ha registrato rendimenti eccellenti. Questo successo è dovuto alla profonda comprensione e persistente cattura degli “outlier”.
Nell'ambito degli investimenti di Baillie Gifford, gli “outlier” sono definiti come quelle aziende in grado di generare per il portafoglio almeno un ritorno 5x nel lungo termine. L'investimento orientato alla crescita è, nella sua essenza, un gioco di rendimento asimmetrico: il rischio al ribasso è limitato, mentre il potenziale al rialzo è illimitato.
Il contributo di questi outlier all'intero portafoglio è straordinario. Al 30 giugno 2026, nei 22 anni della storia della LTGG, 17 titoli outlier hanno contribuito per circa due terzi ai rendimenti cumulati complessivi. Tra essi, i tre grandi vincitori — NVIDIA (137x), Amazon (118x) e Tesla (79x) — hanno rappresentato miracoli di capitalizzazione composta.
Se si
Questo è il potere dei ritorni portati dagli outlier. Ed è anche il punto di forza principale di Baillie Gifford. La capacità di individuare outlier di questo team è tre volte superiore all'indice MSCI World, e negli ultimi cinque anni si avvicina al 9%.
Recentemente, Baillie Gifford e il suo team LTGG hanno condotto una serie di riflessioni e discussioni sulla strategia, valutando come individuare nuovi outlier nel nuovo contesto di mercato.
Adattarsi a un mercato in costante cambiamento
Dinanzi a un mercato sempre più complesso, Baillie Gifford resta fedele ai propri principi chiave, ma aggiorna costantemente la propria metodologia per adattarsi alla nuova era.
La “teoria della gestione degli errori” della psicologia evolutiva evidenzia il naturale pessimismo umano: scambiare un bastone per un serpente in un cespuglio è solo uno scomodo errore, ma scambiare un serpente per un bastone può essere fatale. Questa avversione alle perdite, amplificata dai media che ingigantiscono le catastrofi, porta i mercati finanziari a una cronica mancanza di ottimismo. Per contrastare questo bias cognitivo, Baillie Gifford ha sistematicamente integrato l’“ottimismo informato” (“Informed Optimism”) nel proprio processo d’investimento. Il caratteristico “framework delle dieci domande” costringe i ricercatori a immaginare come un’azienda possa valere 5 volte tanto e a disegnare una possibile evoluzione a 10 anni. Nella prima parte di ogni discussione sui titoli è addirittura vietato sollevare obiezioni negative. Ad esempio, già nel 2016 Baillie Gifford ipotizzò scenari blue-sky su NVIDIA con una capitalizzazione da 500 miliardi di dollari; oggi il suo valore supera i 5.000 miliardi.
La finanza tradizionale equipara spesso volatilità e rischio, ma Baillie Gifford ritiene che il vero rischio siano la “perdita permanente di capitale” e il “mancato aggancio alla crescita strutturale a lungo termine”. Nel febbraio 2025, AppLovin ha subito un attacco short che ha fatto crollare il titolo del 56%, ma Baillie Gifford non ha venduto in preda al panico: è tornata sulle ricerche a incrocio scoprendo che le accuse più gravi si basavano su un errore fondamentale del modello ricavi da parte degli shortisti. Non solo hanno mantenuto, ma hanno incrementato la posizione. Poco dopo, AppLovin ha visto crescere i ricavi dell’84% e l’EBITDA duplicato, portando 3,5x di ritorno in breve tempo. I dati mostrano che ogni volta che la LTGG ha subito drawdown oltre il 10%, ha poi rimbalzato in modo ancora più marcato (come dopo il -55,6% tra 2007-09 e il -53,5% nel 2021-22).
Anche Baillie Gifford commette errori. Nel 2022, preoccupati per la concorrenza e le incognite del Metaverso, hanno venduto Meta, perdendo il successivo rally del titolo, che ha poi quintuplicato il suo valore. Questa vicenda insegna che abbandonare troppo presto spesso è il vero rischio.
Così come il mercato evolve, anche la metodologia di Baillie Gifford si rinnova continuamente. Per prima cosa,
In secondo luogo,
Investire negli “outlier” nell’era dell’intelligenza artificiale
Non vi è dubbio che oggi l’intelligenza artificiale rappresenti un’opportunità imprescindibile per chi investe. Ma dove si nascondono gli outlier dell’era AI?
Baillie Gifford, rivisitando gli outlier storici, che fossero i macchinari per le miniere di Atlas Copco o il petrolio low-cost di Petrobras, nota che il
Anche nell’era dell’intelligenza artificiale, questa domanda resta cruciale: dove si collocano le competenze veramente rare? In quali segmenti permangono strutturalmente ritorni extra? Sebbene i ruoli di NVIDIA, TSMC e ASML siano già consolidati, Baillie Gifford è costantemente alla ricerca del prossimo asset che potrebbe frenare lo sviluppo dell’AI.
All’interno di questo paradigma, Baillie Gifford sottolinea che serve distinguere tra ampiezza del funnel di ricerca e ampiezza del portafoglio: “gettare una rete larga” amplia l’orizzonte di studio, ma non induce a diversificare eccessivamente, infatti il turnover resta invariato su livelli bassissimi.
I robot umanoidi potrebbero essere la prossima area di outlier: si stima infatti che entro il 2050 potrebbero essercene quasi un miliardo in uso nel mondo.
L’evoluzione del metodo Baillie Gifford
L’evoluzione della strategia LTGG di Baillie Gifford segue una logica: “cuore invariato, strumenti aggiornati”. Il punto fermo rimane la ricerca ossessiva degli outlier, mentre gli strumenti sono adattati costantemente: “l’osservazione ampia non serve a detenere tanti titoli, ma a creare più occasioni per applicare rigorosi criteri di crescita elevata”.
A livello mentale, l’ottimismo da attitudine individuale diventa processo di squadra. La discussione ottimistica forzata, il framework delle dieci domande e gli scenari blue-sky hanno permesso a Baillie Gifford di neutralizzare il pessimismo di mercato. Che si tratti di AppLovin, NVIDIA, o di MercadoLibre (crescita dei ricavi del 30% per 28 trimestri consecutivi, ma titolo crollato del 40% per compressione dei margini di breve periodo), il processo si dimostra efficace. In termini di gestione del rischio, Baillie Gifford abbandona categoricamente la vecchia equazione “volatilità = rischio” e adotta il nuovo paradigma: “il rischio vero è la perdita permanente di capitale”. Anche drawdown del 50% o oltre non hanno prodotto impoverimento definitivo, ma sono stati il trampolino per rendimenti extra; nel frattempo, la lezione di Meta ha reso il “mollare troppo presto” un pericolo da evitare sempre.
A livello metodologico, Baillie Gifford rimane fedele a una selezione concentrata, al possesso di lungo termine e a una focalizzazione sugli outlier, affinando però costantemente l’approfondimento tematico, la portata geografica e il monitoraggio dei colli di bottiglia. Come previsto dal team: “Il prossimo grande investimento LTGG potrebbe avere tratti completamente diversi dal passato”. Nell’epoca in cui l’AI e altre tecnologie dirompenti stanno trasformando il mondo, il vero lungo termine non è attendista: significa invece, con grande pazienza, disciplina rigorosa e ottimismo informato, cercare attivamente quegli outlier che cambieranno il futuro.
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