Morgan Stanley analizza il modello "bilancio come servizio" di Nvidia (NVDA.US): azione vista a 300 dollari, cautela sul fronte credito
Nvidia sta utilizzando sempre più il suo solido bilancio per sostenere il finanziamento delle infrastrutture AI; con l’aumento dell’esposizione potenziale, il mercato del credito necessita di una maggiore attenzione.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, Morgan Stanley ha pubblicato un report di ricerca valutando, da una prospettiva cross-asset, il modello "Balance Sheet-as-a-Service" di NVIDIA (NVDA.US). Il report ritiene che NVIDIA stia utilizzando sempre più il proprio solido bilancio per supportare il finanziamento delle infrastrutture AI: partecipazioni azionarie, pagamenti anticipati, leasing, supporto al valore residuo, capacità invenduta e accordi di revenue sharing stanno diventando meccanismi chiave per il finanziamento della potenza di calcolo nell'ecosistema. Con la crescita delle esposizioni contingenti, sarà necessario dare maggiore attenzione al lato creditizio.
I punti fondamentali del report sono suddivisi in due parti: azioni e credito. Morgan Stanley assegna un rating "Overweight" (Sovrappeso) alle azioni NVIDIA, con un target price di 300 dollari; per quanto riguarda il credito, mantiene una posizione "Neutrale/In attesa", ritenendo che i rischi di coda siano ancora in una fase iniziale, con bassa trasparenza e grande scala, e preferisce non intervenire al momento.
Lato azionario: rating "Overweight", target price 300 dollari
L’analista Joseph Moore di Morgan Stanley assegna alle azioni NVIDIA un giudizio "Overweight" con un target price di 300 dollari. Egli ritiene che i solidi risultati trimestrali abbiano posto le basi per un'evoluzione ulteriormente favorevole.
Nel dettaglio, la serie Rubin ha consentito a NVIDIA di riprendere il controllo della narrazione. Rispetto alla Grace Blackwell Ultra, Rubin ha aumentato il throughput per megawatt di 30 volte e ridotto il costo per token del 35%; la dimensione delle opportunità corrispondenti per ogni gigawatt è salita dai 18 miliardi di dollari della Hopper, ai 25 miliardi della Blackwell, fino ai 40 miliardi della Vera Rubin.
Anche i commenti del management per l’esercizio 2028 sono molto positivi. Il report sottolinea che circa il 70% della crescita dei ricavi attesa per l’anno fiscale 2028 resta fortemente vincolata dall’offerta, mentre la domanda supera di gran lunga questo livello. Con una gamma di prodotti ancora più ricca – inclusi networking, Groq e Vera – NVIDIA potrà ottenere un valore superiore.
La revisione al rialzo del margine lordo ha eliminato le preoccupazioni del mercato. L’indicazione di un margine lordo al 72%-73% per il 2028 è in linea con le aspettative di Morgan Stanley, principalmente grazie al trasferimento dei costosi costi di storage e all’aumento dell’utile lordo. Gli impegni di fornitura sono più che raddoppiati a 279 miliardi di dollari, di cui 179 miliardi coprono la maggior parte dei 252 miliardi previsti per il COGS tra il 2027 e il 2028.
Le entrate da revenue sharing non sono ancora incluse nelle previsioni, il che potrebbe portare un ulteriore upside. Le nuove opportunità in ambito cloud sono ancora ridotte, ma crescono rapidamente. Sarà sufficiente distribuire alcuni gigawatt perché l’EPS dell’esercizio 2029 possa essere rivisto al rialzo a doppia cifra, con rischi al ribasso limitati.
Inoltre, continueranno sia gli investimenti nell’ecosistema sia la restituzione di capitale agli azionisti. Il totale annualizzato di dividendi e buyback per il trimestre supera i 100 miliardi di dollari, con una crescita prevista in linea con quella dei ricavi per il prossimo anno. Secondo il report, anche consumando parte della liquidità per supportare l’ecosistema, la logica di valore rimarrà solida.
Lato creditizio: rating invariato “Neutrale/In attesa”, rischi di coda ancora difficili da valutare
Lindsay Tyler, analista credito TMT di Morgan Stanley, assegna a NVIDIA un rating “Neutrale/In attesa” (Neutral | Sidelined) per il credito. Il report evidenzia che la crescita straordinaria sta trasformando la solidità finanziaria di NVIDIA in uno strumento strategico di finanziamento per l’AI, introducendo però nuovi rischi. I modelli e gli indicatori di valore relativo mostrano una situazione ancora accettabile, ma i rischi di coda sono ancora in una fase iniziale, con scarsa trasparenza e portata significativa; di conseguenza, l’istituto preferisce restare in attesa.
Il report prevede che entro la fine del 2028 l’esposizione creditizia totale di NVIDIA potrebbe salire a circa 200 miliardi di dollari, di cui circa 170 miliardi riconducibili a “esposizione contingente”, suddivisa principalmente in tre categorie:
1. Circa 40 miliardi di dollari: legati a passività da leasing, inclusi impegni non ancora iniziati, garanzie di leasing con partner, ecc.;
2. Circa 65 miliardi di dollari: riconducibili al supporto potenziale del valore residuo; per attivare oltre 500 miliardi di dollari di capitale di terzi, NVIDIA potrebbe, in alcune circostanze, fornire un supporto del valore residuo fino al 25%;
3. Circa 65 miliardi di dollari: riferiti a nuove modalità di revenue sharing/supporto creditizio. Questo modello può stabilire una soglia minima di ricavi, ossia NVIDIA partecipa al revenue sharing solo quando i ricavi derivanti dall’uso delle GPU da parte dei cloud provider superano un valore determinato, aiutando così ad abbreviare la durata dei contratti con i clienti e ad allungare quella dei finanziamenti.
Morgan Stanley fa sapere che lo spread creditizio di NVIDIA è migliorato, ma raccomanda comunque agli investitori di restare pazienti. Secondo il report, in quanto entità con rating Aa1/AA, lo spread appare relativamente ampio, ma considerando la limitata trasparenza e la scala del finanziamento all’innovazione GPU/XPU dell’ecosistema, pari ad almeno mille miliardi di dollari, è ancora troppo presto per intervenire. La banca mantiene una posizione “neutrale” sul credito NVIDIA, sottolineando che la vera insidia sta nel fatto che l’esposizione contingente potrebbe risultare inferiore alle attese.
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