L'aumento salariale di luglio è il più alto dal 1997 + la crescita del PIL del secondo trimestre è stata rivista al rialzo! Le ragioni per un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone questo mese si rafforzano ulteriormente
L'aumento dei salari in Giappone ha raggiunto il livello più alto dal 1997, e la crescita economica del secondo trimestre è stata rivista al rialzo, rafforzando ulteriormente le ragioni già largamente attese dal mercato per un rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan la prossima settimana.
Secondo quanto riportato da InfoFinanza APP, l’aumento dei salari in Giappone ha raggiunto il livello più alto dal 1997 e la revisione al rialzo della crescita del PIL del secondo trimestre rafforzano ulteriormente le aspettative, ormai diffuse sul mercato, di un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone la prossima settimana.
I dati pubblicati martedì dal Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare del Giappone mostrano che i salari nominali in Giappone sono aumentati del 4,7% su base annua a luglio, accelerando rispetto alla crescita del 4% rivista a giugno. Questo incremento rappresenta il più alto dal 1997, ben al di sopra delle previsioni degli economisti del 3,8%, e continua a superare il 3% per il sesto mese consecutivo, registrando il periodo di crescita più lungo degli ultimi 34 anni.
I salari reali, rettificati per l’inflazione ed escluso l’effetto degli affitti, sono aumentati del 2,4%, rappresentando l’aumento più alto degli ultimi cinque anni; anche i salari base sono saliti del 4,1%. Un indicatore più stabile, che esclude bonus, straordinari e distorsioni del campione relativo ai lavoratori a tempo pieno, è cresciuto del 2,7%.

La crescita dei salari nominali in Giappone è la più veloce dal 1997
L’aumento dei salari deriva in parte da un’altra tornata di forti negoziazioni salariali annuali. I dipendenti delle aziende affiliate alla confederazione sindacale giapponese (Rengo) hanno ottenuto aumenti superiori al 5% per il terzo anno consecutivo. Inoltre, il salario minimo nazionale per l’anno fiscale in corso è aumentato a una media di 1.177 yen (7,55 USD) l’ora, segnando il secondo più grande aumento della storia; questo dimostra che la crescita dei salari si sta diffondendo a una base lavorativa e tra i settori più ampia.
La persistente carenza di manodopera ha ulteriormente aumentato la pressione sulle aziende per alzare i salari. Secondo un’indagine pubblicata il mese scorso da Teikoku Databank, la maggior parte delle aziende segnala una carenza di lavoratori a tempo pieno, in particolare nei settori finanziario, edilizio e logistico.
I buoni profitti aziendali hanno inoltre permesso alle società di sostenere i costi più elevati del lavoro. Nel trimestre concluso a giugno, i profitti ordinari delle aziende giapponesi sono aumentati per il settimo trimestre consecutivo, con i produttori a trainare la crescita grazie all’aumento della domanda legata all’intelligenza artificiale (AI) e ai data center.
I dati più recenti sono sostanzialmente in linea con la valutazione della Banca del Giappone sull’andamento salariale. Nel più recente outlook economico, la Banca del Giappone prevede che, con il mercato del lavoro che resta teso, i salari nominali continueranno a crescere a un ritmo vicino a quello attuale.
Nel frattempo, un report pubblicato martedì dall’Ufficio di Gabinetto del Giappone mostra che il PIL del Giappone relativo al secondo trimestre è cresciuto dell’1,4% su base annua rispetto al trimestre precedente, più della stima iniziale dell’1,1%, ma inferiore alle attese mediane degli economisti dell’1,8%. L’inclusione di nuovi dati per quel periodo ha rivisto al rialzo la crescita del PIL spinta dagli investimenti fissi delle imprese. Gli investimenti fissi delle imprese sono diminuiti dello 0,9% rispetto al trimestre precedente, mentre i dati preliminari mostravano una diminuzione dell’1,2%.

Questi due gruppi di dati migliori del previsto rafforzano ulteriormente le diffuse aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone la prossima settimana. Il mercato ha ormai quasi completamente scontato la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della banca centrale. Alcuni investitori prevedono che, dopo questo rialzo, la Banca del Giappone possa ulteriormente restringere la politica monetaria in un intervallo temporale relativamente breve.
La capacità della Banca del Giappone di mantenere la stretta dipenderà in parte dal fatto che la crescita dei redditi sia in grado di tradursi in una domanda interna più robusta. Tuttavia, al momento, questo elemento rimane incerto. I dati pubblicati la scorsa settimana mostrano che, a luglio, la spesa delle famiglie è calata per l’ottavo mese consecutivo in quanto i consumatori hanno ridotto le spese non essenziali. In precedenza, i dati sul PIL del secondo trimestre avevano evidenziato una sostanziale stagnazione dei consumi privati nel periodo di riferimento.
La possibilità che la crescita dei salari si trasformi in una maggiore spesa dipende in parte dal fatto che l’aumento dei salari possa superare il ritmo dell’aumento dei costi della vita. L’aumento continuo dei costi della vita sta portando le famiglie a mantenere un atteggiamento cauto. Un altro report di Teikoku Databank evidenzia che quasi 5.000 prodotti alimentari e bevande aumenteranno i prezzi a settembre, tre volte quanto successo un anno fa. L’agenzia indica tra i fattori che guidano gli aumenti la conflitto in Medio Oriente, che ha portato all’aumento dei prezzi di greggio e nafta, e l’indebolimento dello yen.
Alta probabilità di rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone questo mese
Oltre ai due dati pubblicati martedì, anche una serie di dati precedenti sostengono un rialzo dei tassi della Banca del Giappone questo mese. I dati pubblicati a fine agosto hanno mostrato che, nonostante le misure adottate dal governo giapponese per ridurre i costi dell’energia, l’indicatore chiave dell’inflazione di Tokyo è accelerato per il terzo mese consecutivo. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) di Tokyo, esclusi gli alimentari freschi, è aumentato dell’1,8% su base annua in agosto, leggermente superiore rispetto all’1,7% di luglio e in linea con le previsioni degli economisti. I dati sull’inflazione di Tokyo sono generalmente considerati un importante indicatore anticipatore dei trend dei prezzi a livello nazionale. Escludendo alimentari freschi ed energia, l’indice CPI core è salito del 2% su base annua, mentre il CPI complessivo è aumentato dell’1,9%. I principali driver dell’inflazione includono i costi dei beni durevoli per istruzione e intrattenimento e i costi sanitari; gli affitti sono aumentati significativamente, così come i costi dei ristoranti.
Inoltre, a luglio, il CPI giapponese esclusi gli alimentari freschi è aumentato dell’1,8% su base annua, in accelerazione rispetto all’1,6% del mese precedente ed è aumentato per il secondo mese consecutivo; il CPI core, che esclude alimentari freschi ed energia, è salito dell’1,9%, mentre il CPI complessivo è aumentato anch’esso dell’1,9%. Un indicatore chiave della persistenza dell’inflazione, il prezzo dei servizi, è salito dell’1,2%, in leggera accelerazione rispetto a giugno.
Secondo fonti informate, la Banca del Giappone sarebbe incline ad aumentare il tasso di interesse di riferimento di 25 punti base questo mese per contrastare il rischio dell’aumento dei prezzi, senza escludere la possibilità di un’accelerazione del percorso restrittivo in seguito. Le stesse fonti spiegano che il rischio d’inflazione viene ancora considerato al rialzo, e l’aumento dei prezzi dei servizi e il persistente indebolimento dello yen rafforzano ulteriormente le ragioni per intervenire.
Le fonti rivelano che attualmente i funzionari della Banca del Giappone vedono uno scenario economico sostanzialmente in linea con le loro previsioni. Uno di loro ha affermato che la situazione non è ancora cambiata in modo significativo, motivo per cui non è necessario adottare una stretta più forte, come un rialzo di 50 punti base, riducendo così la probabilità di una mossa più aggressiva.
Le stesse fonti aggiungono che la Banca del Giappone è consapevole che potrebbe essere necessario ulteriori aumenti dei tassi dopo settembre, e che intende modulare la velocità dei rialzi in modo flessibile in base allo sviluppo dell’economia e ai rischi d’inflazione. Ciò significa che, se necessario, non è esclusa un’accelerazione del percorso di rialzo dei tassi.
I dati del mercato dei swap mostrano che il mercato prezza completamente un rialzo di 25 punti base entro settembre e si attende un altro rialzo prima di gennaio del prossimo anno. Il governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, ha già lasciato intendere che un’azione nelle riunioni di questo mese è possibile; mentre uno dei membri più “falco” del comitato di politica monetaria, Hajime Takata, non ha escluso la possibilità di un rialzo significativo o di rialzi consecutivi.
Vale la pena notare che Nomura Securities ha recentemente indicato che, se le pressioni al ribasso sullo yen si intensificassero ulteriormente, la Banca del Giappone potrebbe alzare i tassi tre volte consecutive entro dicembre in un caso estremo. Yujiro Goto, direttore della strategia valutaria di Nomura, ha dichiarato in un’intervista che un rialzo di 25 punti base questo mese “appare ragionevole”, e che “se la debolezza dello yen si estenderà verso quota 160, non si può escludere la possibilità di un aumento consecutivo dei tassi in ottobre e dicembre”.
Tre rialzi consecutivi sarebbero comunque un ritmo restrittivo eccezionalmente aggressivo per una banca centrale che negli ultimi trent’anni ha combattuto la deflazione e mantenuto i costi dei prestiti vicino allo zero. L’aspettativa di base di Yujiro Goto, tuttavia, è più moderata. Egli ritiene che almeno un rialzo a trimestre da parte della Banca del Giappone sia ragionevole e necessario, mantenendo l’attuale target di 154 per il tasso di cambio dollaro-yen.
Yujiro Goto osserva inoltre che la posizione del governo giapponese sulla politica monetaria potrebbe diventare la variabile chiave per capire se lo yen può rafforzarsi in modo sostenuto. Gli investitori stanno seguendo attentamente le dichiarazioni del primo ministro Sanae Takaichi, che in passato si è mostrata prudente sui rialzi dei tassi; il mercato vuole capire se ora sostenga ulteriormente una stretta della politica da parte della banca centrale.
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