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La Federal Reserve cerca di minimizzare il fatto che, lo scorso anno, il valore delle riserve ufficiali d’oro detenute a livello globale abbia superato quello dei titoli di Stato USA: la svolta strategica delle banche centrali mondiali è ormai una realtà.

La Federal Reserve cerca di minimizzare il fatto che, lo scorso anno, il valore delle riserve ufficiali d’oro detenute a livello globale abbia superato quello dei titoli di Stato USA: la svolta strategica delle banche centrali mondiali è ormai una realtà.

汇通财经汇通财经2026/09/07 02:41
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Per:汇通财经

汇通网9月7日讯—— Un antico adagio rivela la verità: se qualcosa necessita di grandi sforzi per essere spiegato come poco importante, proprio questo dimostra quanto sia già sotto i riflettori. Un recente memorandum di ricerca pubblicato dalla Federal Reserve cerca di minimizzare un evento storico: nel 2025 il valore delle riserve ufficiali globali in oro supererà ufficialmente quello dei Treasury statunitensi detenuti da enti stranieri. Sebbene la Federal Reserve tenti di fornire spiegazioni tecniche, le banche centrali di tutto il mondo stanno facendo le proprie scelte con azioni concrete. Non si tratta solo di un sorpasso nei numeri, ma di una profonda riconfigurazione della logica nell'allocazione degli asset di riserva globale, segnando l'ascesa dell'oro da asset marginale a posizione strategica centrale.



Si dice spesso che più si cerca di nascondere qualcosa, più se ne evidenzia l'importanza. Quando la Federal Reserve ha pubblicato recentemente, in modo poco consueto, un memorandum di ricerca nel tentativo di contestualizzare il sorpasso dell’oro sui Treasury come una questione marginale, ciò non ha fatto altro che confermare il forte impatto di questo evento sull’attuale ordine finanziario.

Questo punto di svolta storico è stato intuito per primo da Tavi Costa, fondatore di Azuria Capital LLC, e ha rapidamente ricevuto il riconoscimento da parte di autorevoli istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale.

In un contesto di sconvolgimenti nell’equilibrio finanziario mondiale, il tentativo di minimizzare questi fatti non fa altro che mettere in luce l’irreversibilità della crescita di importanza dell’oro. È iniziata silenziosamente una rivoluzione nella definizione degli asset di riserva.


Le giustificazioni della Federal Reserve e le prove della realtà


Il tempismo con cui la Federal Reserve ha pubblicato il memorandum non è casuale, essendo coinciso con l'annuncio del Tesoro USA di voler raddoppiare tramite un piano di riacquisto la scala degli acquisti di titoli di stato a lungo termine. Benché ufficialmente non si parli di controllo della curva dei rendimenti, la motivazione appare chiara. Se vi fossero domanda e fiducia sufficienti da parte di investitori privati e istituzionali nel mercato dei Treasury a lunga scadenza, il governo non avrebbe bisogno di intervenire direttamente per iniettare liquidità. Al contrario, tale intervento dimostra, seppure indirettamente, la scarsa fiducia nel comparto dei bond statunitensi, mentre la domanda di oro è in forte aumento.

Di fronte al fatto che le riserve auree abbiano superato i Treasury USA, la Federal Reserve presenta due spiegazioni tecniche apparentemente ragionevoli: da un lato, la crescita di valore dell’oro sarebbe dovuta principalmente all’aumento del prezzo, non a un incremento esplosivo degli acquisti delle banche centrali; dall'altro, nelle riserve globali in oro sarebbero ancora compresi ingenti stock storici risalenti all’epoca del sistema di Bretton Woods. Queste argomentazioni tecniche evidenziano alcune specificità metodologiche, senza però poter nascondere il fatto principale:
Anche escludendo le riserve auree detenute dagli Stati Uniti, entro la fine del 2025 il valore delle riserve in oro delle principali economie mondiali raggiungerà comunque i 4.000 miliardi di dollari, superando i 3.900 miliardi di dollari dei Treasury statunitensi posseduti da istituzioni estere.
Questo confronto di forza reale non può essere spiegato semplicemente dalle fluttuazioni di prezzo.

La Federal Reserve cerca di minimizzare il fatto che, lo scorso anno, il valore delle riserve ufficiali d’oro detenute a livello globale abbia superato quello dei titoli di Stato USA: la svolta strategica delle banche centrali mondiali è ormai una realtà. image 0

Le banche centrali votano con le azioni: lo status strategico dell’oro è inattaccabile


Il sorpasso numerico può forse essere spiegato dai prezzi, ma le azioni reali delle banche centrali non devono essere sottovalutate: stanno rafforzando la posizione strategica dell’oro con acquisti continuativi e massicci. Secondo quanto riportato nel Central Bank Gold Reserves Survey 2026 del World Gold Council, negli ultimi quattro anni la media degli acquisti annui di oro da parte delle banche centrali globali è stata circa 1.000 tonnellate, il doppio della media dell’ultimo decennio. Ciò dimostra chiaramente che la domanda di oro da parte delle banche centrali non risponde a logiche speculative di breve periodo, ma a una strategia di lungo termine.

Ancora più interessante è lo scenario atteso dal mercato. Secondo l’indagine, il 45% delle banche centrali interpellate prevede di aumentare le proprie riserve auree nei prossimi 12 mesi, una quota record, mentre l’89% ritiene che il totale delle riserve auree delle banche centrali globali continuerà a crescere. Guardando più avanti, l’84% dei partecipanti prevede che la quota dell’oro nelle riserve globali aumenterà ulteriormente nei prossimi cinque anni, e contestualmente il 74% ritiene che la quota del dollaro diminuirà. Questi dati non rappresentano una nostalgia per il vecchio sistema di Bretton Woods, ma una visione strategica previsionale delle istituzioni finanziarie mondiali riguardo ai rischi futuri, segno tangibile della loro fiducia nell’oro.

La Federal Reserve cerca di minimizzare il fatto che, lo scorso anno, il valore delle riserve ufficiali d’oro detenute a livello globale abbia superato quello dei titoli di Stato USA: la svolta strategica delle banche centrali mondiali è ormai una realtà. image 1

Oltre la guerra valutaria: rimodellare la nuova geografia degli asset finanziari globali


Naturalmente, bisogna essere consapevoli che il sorpasso di valore delle riserve auree non significa che il dollaro perderà a breve lo status di valuta di riserva dominante, né che i Treasury USA smettano improvvisamente di essere l’asset più liquido e profondo dei mercati finanziari globali. Il ruolo fondamentale dei bond statunitensi rimane saldo nel breve periodo, ma questo non è il vero nodo della questione.

Il punto centrale della rivoluzione in atto non è una semplice sostituzione dell’oro rispetto al dollaro, ma una trasformazione fondamentale nella mentalità delle banche centrali riguardo all’allocazione degli asset. L’oro viene sempre più visto come una risorsa strategica, in parallelo alle riserve in dollari e capace di sostituire parzialmente queste ultime in contesti specifici. La Federal Reserve può tentare di smorzare con spiegazioni tecniche l’impatto psicologico legato a questo sorpasso, ma non può negare la logica di fondo:
Nel contesto di una crescente incertezza globale, l’oro non è più soltanto uno strumento di copertura, ma è diventato un asset valutario chiave e insostituibile nei mercati finanziari mondiali.


In conclusione


In sintesi, le motivazioni tecniche presentate dalla Federal Reserve per spiegare il sorpasso dell’oro sui Treasury risultano deboli e poco convincenti. Pur se il ruolo dominante del dollaro come valuta di riserva non verrà scalfito nel breve termine, la tendenza delle banche centrali ad aumentare stabilmente l’oro tra le proprie riserve indica che la strategia attuale sta passando da una dipendenza univoca dal dollaro a una diversificazione. Lo status dell’oro come asset valutario strategico è ormai consolidato; la sua importanza, pari a quella delle riserve in dollari e tale da poterle in parte sostituire, rappresenta una tendenza irreversibile dei nostri tempi. Questo gioco di scelte tra valore e fiducia finirà per riprogettare i futuri equilibri della finanza globale.

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Grafico giornaliero dell’oro spot — Fonte: Yihuitong

Orario di Pechino 7 settembre, 10:27 — Oro spot: 4.407,72 dollari/oncia

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