Goldman Sachs: La domanda di chip di memoria per l'IA è sottovalutata, il mercato azionario sudcoreano ha ancora uno spazio di crescita dell'80%
Timothy Moe, Chief Equity Strategist per l’Asia Pacifico di Goldman Sachs, mantiene l’obiettivo dell’indice KOSPI a 12.000 punti, implicando un potenziale rialzo di quasi l’80% rispetto ai livelli attuali. Moe sottolinea che il mercato sottovaluta sistematicamente la durata del ciclo di profitti dei chip di memoria AI. I giganti tecnologici americani potrebbero aumentare la spesa in conto capitale a oltre 1,2 trilioni di dollari l’anno prossimo, mentre la carenza di chip indotta dall’espansione dei data center dovrebbe aggravarsi ulteriormente entro il 2027. Attualmente, il KOSPI viene scambiato a un rapporto prezzo/utili atteso di appena 5,3, circa la metà della media storica.
Timothy Moe, Chief Equity Strategist per la regione Asia-Pacifico di Goldman Sachs, mantiene una posizione fortemente rialzista sul mercato azionario sudcoreano, ritenendo che il mercato sottovaluti gravemente la durata del ciclo di domanda dei chip di memoria guidato dall’intelligenza artificiale. L’indice di riferimento sudcoreano KOSPI avrebbe ancora un potenziale di crescita di quasi l’80%, e Moe mantiene invariato il target a 12.000 punti.
Secondo Bloomberg, Moe ha dichiarato in un’intervista venerdì scorso: “Il mercato sottovaluta la durata di questo ciclo di profitti”, prevedendo che il prossimo anno la spesa in capitale delle principali aziende tecnologiche americane supererà i 1,2 migliaia di miliardi di dollari, ben al di sopra della precedente stima di 800 miliardi.
Questa valutazione positiva contrasta nettamente con l’andamento recente del mercato: il KOSPI, dal massimo storico di giugno, ha perso il 27%. Colossi come Samsung Electronics e SK Hynix hanno riportato risultati eccellenti, senza tuttavia riuscire a rilanciare le quotazioni. Il target fissato da Moe suggerisce che, se le sue previsioni sui profitti si avverassero, i livelli attuali offrirebbero agli investitori un buon margine di sicurezza.
Il ciclo dei profitti è sottovalutato, la domanda di chip rimarrà elevata
Il punto centrale di Moe è che il mercato sottovaluta sistematicamente la persistenza del ciclo di profitti delle aziende coreane produttrici di chip di memoria. Moe prevede che la crescita degli utili dei componenti del KOSPI sarà quest’anno circa del 360%, rallentando al 35% nel 2027, ma sottolinea come questa eventuale decelerazione sia già pienamente recepita dal mercato e non possa spiegare l’attuale debolezza delle quotazioni.
La corsa globale alla costruzione di data center è il motore principale di questa visione. Moe evidenzia che l’espansione massiccia dei data center ha portato a una grave carenza di chip di memoria e storage, trainando verso l’alto i prezzi dei chip; questa situazione di squilibrio tra domanda e offerta dovrebbe intensificarsi ulteriormente entro il 2027. Sostiene inoltre che i grandi operatori cloud “devono continuare a investire anche se per un periodo non generano profitti”, e che la nuova domanda di capacità di calcolo comporta una fortissima intensità di consumo di memoria, favorendo direttamente i produttori di chip di memoria.
Valutazioni ai minimi storici, il target è sostenibile
In termini di valutazione, Moe ritiene che i prezzi attuali del KOSPI riflettano pienamente le aspettative negative, anzi siano addirittura eccessivamente penalizzati. Il target di 12.000 punti si basa su un rapporto prezzo/utili previsto di 7,5, mentre il KOSPI oggi scambia a una previsione di soli 5,3 volte gli utili, circa la metà della media degli ultimi sette anni.
Moe afferma che, se le aziende coreane dovessero centrare le sue stime di profitto, il target dei 12.000 punti “non sarebbe così aggressivo come potrebbe sembrare”. Quando il target è stato fissato tre mesi fa era tra le previsioni più aggressive sul mercato, ma Moe sottolinea la volontà di difendere questa posizione, fondata sulla capacità reale di generazione degli utili.
Moe non nasconde i rischi potenziali: riconosce la minaccia dei competitor, tra cui l’ascesa di ChangXin Memory Technologies e le possibili resistenze politiche negli Stati Uniti all’espansione massiccia dei data center, fattori che generano incertezza. Nonostante ciò, Moe ritiene che questi rischi non compromettano la leadership strutturale dei principali produttori di chip di memoria nei prossimi anni. Secondo lui, la domanda strutturale di investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale continuerà a guidare il settore, e le barriere tecnologiche sviluppate dalle aziende coreane di chip, soprattutto nel campo della memoria ad alta larghezza di banda, garantiranno loro vantaggi duraturi nell’attuale ciclo di domanda.
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Dati: Circle ha emesso circa 3 miliardi di USDC sulla blockchain Solana nelle ultime 24 ore.
Xinyia discute il trend: Possibili scenari per bitcoin dopo il 9.7

JPMorgan avverte: l'etichetta "Fondo di transizione" dell'UE è troppo rigorosa e potrebbe ostacolare il finanziamento dei mercati emergenti.
Il dipartimento di gestione patrimoniale di JPMorgan ha dichiarato che l'etichetta “transformation” prevista dall'Europa per i fondi potrebbe escludere inutilmente alcuni asset da una fonte di finanziamento importante.

