Il prezzo dell'oro registra un aumento dell'15% ad agosto, il migliore degli ultimi 25 anni: la domanda di copertura contro il rischio di potere d'acquisto spinge l'oro verso nuovi massimi
Huitong News, 31 agosto—— L'oro ha registrato un aumento di circa il 15% ad agosto, segnando la migliore performance mensile dal gennaio 1999. Le preoccupazioni per l'inevitabile crescita del debito pubblico hanno riacceso le scommesse sulla svalutazione del dollaro, catalizzate dall'espansione degli acquisti di titoli di stato a lungo termine da parte del Tesoro USA. Washington si trova di fronte a una scelta tra "ridurre il deficit, tollerare alti tassi di interesse, lasciar svalutare il dollaro", mentre gli investitori dubitano sempre più che verrà effettivamente scelta la strada del taglio del deficit. Quando l'aumento dei rendimenti riflette i timori sulla sostenibilità fiscale più che la crescita, l'oro si trasforma da una scommessa sui tassi in una copertura contro il rischio di perdita di potere d'acquisto; anche se Warsh mantiene la linea falco, la politica monetaria dovrà inevitabilmente confrontarsi con la realtà fiscale.
L'oro ha subito una netta correzione alla fine della scorsa settimana, ma il brillante rialzo di agosto dovrebbe rappresentare un campanello d'allarme per gli investitori.
All'inizio della scorsa settimana, il prezzo dell'oro ha guadagnato circa il 15% nel solo mese di agosto, destinato a segnare la migliore performance mensile dal gennaio 1999. Questa ondata è alimentata dalla crescente preoccupazione del mercato per l'impennata del debito pubblico, mentre gli investitori si chiedono con sempre maggiore insistenza: come farà la maggiore economia mondiale a gestire questo fardello, senza sacrificare il potere d’acquisto della sua moneta nazionale?
Le preoccupazioni sul debito riaccendono la strategia di svalutazione
Questi timori hanno ridato slancio alle operazioni sulla svalutazione del dollaro, catalizzate dalla decisione del Tesoro USA di aumentare gli acquisti di titoli di stato a lungo termine, nel tentativo di alleviare la pressione sui costi di finanziamento. Sebbene questi riacquisti siano ancora lontani dall’essere una vera e propria espansione monetaria o un controllo ufficiale della curva dei rendimenti, il mercato ha già interpretato la direzione intrapresa.
Di fronte a un onere del debito pubblico sempre più gravoso, il governo degli Stati Uniti ha sostanzialmente tre strade davanti a sé: tagliare spese e deficit, tollerare costi di finanziamento significativamente più alti, o trovare il modo di ridurre questi costi permettendo che sia inflazione e svalutazione a corrodere gradualmente il valore reale del debito. Al momento, sembra che gli investitori dubitino sempre più che Washington abbracci davvero la prima opzione, e questo rappresenta un punto di svolta nella logica sull’oro.
La relazione tra oro e rendimento si sta trasformando
È proprio per questo motivo che il rapporto tra oro e rendimenti obbligazionari sta diventando sempre più complesso. Tradizionalmente, un aumento dei rendimenti reali è negativo per l’oro, poiché innalza il costo opportunità del detenere un bene che non frutta interessi. Ma quando l’aumento dei rendimenti deriva dai dubbi degli investitori sulla sostenibilità fiscale, questo rapporto si indebolisce.
Questa differenza potrebbe diventare sempre più rilevante in futuro. Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh può anche mantenere una linea dura contro l’inflazione, ma se i tassi dovessero salire di molto, ciò aumenterebbe a sua volta i costi del servizio del debito pubblico, amplierebbe il deficit e porterebbe a una più massiccia emissione di Treasury. Alla fine, la politica monetaria dovrà fare i conti con la realtà fiscale, una costrizione che nessuna retorica da falco può cancellare.
Una correzione non preoccupa, la matematica è ancora a favore dell’oro
Ciò non significa che il prezzo dell’oro salirà sempre in modo lineare. Dopo la forte crescita di agosto, volatilità e prese di profitto sono da mettere in conto. Ma gli investitori non dovrebbero perdere di vista il quadro generale. In passato, il responsabile della strategia di State Street Global Advisors, Aakash Doshi, aveva dichiarato che l’oro a 10.000 dollari l’oncia è solo una questione di “quando” e non di “se”. Previsioni simili possono sembrare estreme, ma oggi poggiano su fondamenta più solide di un semplice ottimismo speculativo.
La corsa dell’oro risponde a un interrogativo fondamentale sulla sostenibilità del sistema monetario globale. Finché i governi accumuleranno debito a una velocità superiore a quella di crescita reale dell’economia, la scommessa sulla svalutazione resterà viva. Ed è questa la realtà scomoda: dall’altra parte del bilancio, la matematica rimane dalla parte dell’oro.
Conclusioni
Dalle operazioni di riacquisto di titoli di stato alla svalutazione del dollaro, fino al rally del 15% dell’oro in un solo mese: il mercato sta votando con capitali reali le logiche fiscali. Washington non ha ancora preso una posizione chiara tra “riduzione del deficit, tolleranza di alti tassi, lasciare svalutare la moneta”, ma gli investitori stanno già scegliendo, considerando l’oro come ultima barriera contro il rischio sul potere d’acquisto.
Nel breve termine una correzione è inevitabile, ma se la tendenza all’espansione del debito non cambierà, questa fase rialzista dell’oro guidata dai fondamentali fiscali potrebbe essere solo all’inizio.
Grafico giornaliero dell’oro spot Fonte: Yihuitong
Fuso orario GMT+8, 31 agosto 11:22 Oro spot quotato a 4.428,44 dollari l’oncia
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