Dopo aver raggiunto un nuovo massimo storico, il prezzo del rame è sceso a 14.200 dollari mentre il mercato attende i segnali della Federal Reserve.
Dopo aver raggiunto un massimo storico, il prezzo del rame è arretrato, in quanto la stabilizzazione del dollaro USA ha indebolito parte della forza che aveva precedentemente spinto al rialzo i metalli. Tuttavia, fattori come le basse scorte, la scarsità dell’offerta spot e l’insufficiente sviluppo di nuove miniere continuano a sostenere il prezzo del rame, e il mercato mantiene un atteggiamento ottimistico sull’andamento di medio-lungo termine.
Martedì, la maggior parte dei metalli di base quotati sulla London Metal Exchange (LME) ha registrato un calo. Il prezzo del rame LME è sceso a 14.149 dollari per tonnellata, dopo aver appena raggiunto un nuovo record di chiusura giornaliera il giorno precedente; il future sul rame ha infine chiuso a 14.273 dollari per tonnellata. Al momento della redazione, la perdita del prezzo del rame si è ridotta allo 0,1%, con una quotazione di 14.257,9 dollari per tonnellata. Alluminio e nichel hanno subito ulteriori cali, con l’alluminio a -0,4% e il nichel a -0,5%.
Nel breve termine, l’attenzione del mercato si sposta sul discorso che il presidente della Federal Reserve, Walsh, terrà questo venerdì al meeting annuale delle banche centrali a Jackson Hole. Gli investitori cercheranno segnali su come la Federal Reserve intende affrontare l’inflazione e se la politica monetaria potrebbe subire ulteriori aggiustamenti.

Dollaro stabile, l’offerta sul mercato del rame resta al centro dell’attenzione
La settimana precedente, le misure d’intervento sul mercato obbligazionario USA avevano temporaneamente indebolito il dollaro e rafforzato i prezzi dei metalli. Tuttavia, questa settimana il dollaro si è mantenuto stabile, attenuando tale sostegno. Anche Bessent lunedì non ha fornito ulteriori dettagli sul piano di riforma della gestione del debito, riducendo il fervore delle operazioni basate sulle aspettative di intervento nel mercato obbligazionario.
Il lato dell’offerta continua a rappresentare un importante fattore di supporto per il prezzo del rame. Le scorte di rame LME rimangono relativamente basse e il mercato continua a temere che lo scarso sviluppo di nuove miniere possa ampliare il futuro gap dell’offerta. Nell’ultimo settimana, la questione delle scorte ha attirato ulteriore attenzione: il prezzo spot del rame ha superato nettamente quello dei futures, segnalando un’intensificarsi della competizione per le risorse spot a breve termine.
Sebbene successivamente lo spread tra prezzo spot e futures si sia ridotto, le ampie richieste di prelievo registrate lunedì hanno comunque destato attenzione sul mercato. Secondo l’ultimo rapporto di Citi, la previsione del prezzo del rame per la fine dell’anno rimane a 15.000 dollari per tonnellata, con la raccomandazione agli investitori di acquistare in caso di una flessione delle posizioni di mercato dai livelli attuali.

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