S&P riscrive le regole di classificazione delle azioni! Fondi per 375 miliardi di dollari potrebbero essere costretti a riallocare i loro portafogli, una grande riorganizzazione in arrivo tra azioni growth e value.
Dopo che S&P Dow Jones Indices ha adottato nuove regole di classificazione delle azioni, si prevede una riorganizzazione tra i titoli growth e value.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, dopo che S&P Dow Jones Indices introdurrà nuove regole di classificazione azionaria, i titoli growth e value saranno soggetti a un nuovo rimescolamento. Secondo una dichiarazione rilasciata dall’indice provider venerdì, S&P includerà asset intangibili, utili previsti e free cash flow tra gli indicatori per valutare se un’azienda sia sottovalutata rispetto al prezzo delle sue azioni. Contemporaneamente, verrà eliminato il momentum di prezzo a 12 mesi come indicatore del potenziale di crescita aziendale. Queste nuove regole, introdotte dopo una recente consultazione pubblica, entreranno ufficialmente in vigore nella ricostituzione annuale dell’indice prima dell’apertura dei mercati del 21 dicembre.

La performance a lungo termine sottotono delle value stock ha spinto i provider di indici a riconsiderare le regole correlate
Questo adeguamento potrebbe costringere i fondi che replicano tali indici a ribilanciare i portafogli per adeguarli ai nuovi componenti dell’indice. Secondo l’analista di Bloomberg Intelligence James Seyffart, ci sono almeno 375 miliardi di dollari in fondi passivi collegati agli indici coinvolti.
La decisione di S&P nasce da un dibattito di lunga data sull’efficacia degli indicatori tradizionali per i titoli value. Ricercatori e fund manager ritengono che le deludenti performance di lungo periodo delle value stock siano in parte dovute a limiti nei criteri di valutazione, in particolare al rapporto prezzo/valore contabile (price-to-book).
Questa modifica mira a considerare anche le spese in ricerca e sviluppo e altri asset sviluppati internamente che, secondo le norme contabili usuali, vengono spesso classificate come costi invece che come attività di bilancio. Secondo i critici, questo porta a una sopravvalutazione apparente delle aziende a forte contenuto di proprietà intellettuale, rischiando così la loro esclusione dagli indici value.
S&P non è l’unico indice provider a valutare un cambiamento delle regole. FTSE Russell sta anch’esso considerando di rivedere la suddivisione fifty-fifty tra titoli growth e value nei propri indici di riferimento, a causa della crescente predominanza dei colossi tecnologici sul mercato. La relativa consultazione si concluderà l’11 dicembre.
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