Evaporati quasi 40 trilioni di yen, la capitalizzazione si riduce a un terzo: Kioxia cade dal primo posto in Giappone, la narrativa dell’AI storage subisce un doppio contraccolpo.
La pressione principale proviene da due estremi: il ritorno sugli investimenti nel capitale AI è messo in discussione, mentre l'espansione accelerata dei produttori cinesi sta influenzando le aspettative sul prezzo globale del NAND. La riduzione delle partecipazioni da parte di Bain Capital e l'elevata posizione a leva dei piccoli investitori amplificano ulteriormente il rischio di ribasso. Il report finanziario previsto per la fine di ottobre sarà un nodo cruciale di verifica, mentre gli analisti continuano a prevedere un ritorno del 118%.
Il leader giapponese del NAND Flash, Kioxia, sta attraversando una drastica ricostruzione della valutazione. Questa azienda, che solo un mese fa aveva superato Toyota conquistando il primo posto per capitalizzazione di mercato in Giappone, ha visto il suo valore scendere da un massimo storico di 60 trilioni di yen (380 miliardi di dollari) a circa un terzo di quel valore, evaporando quasi 40 trilioni di yen (253 miliardi di dollari): il raffreddamento delle narrazioni legate all’AI Storage e l’ascesa dei produttori cinesi di NAND stanno esercitando una doppia pressione sull’azienda.
Venerdì scorso, il titolo Kioxia ha subito un crollo intraday fino al 16%, portando il calo complessivo rispetto al massimo dello scorso mese a oltre il 52%, con una perdita di capitalizzazione di mercato di almeno 30 trilioni di yen (circa 185 miliardi di dollari). La posizione di mercato dell’azienda è scesa dal primo al quarto posto nel ranking giapponese. Questo ribasso si inserisce in un contesto di generale pressione sul settore globale dei semiconduttori: giovedì scorso l’indice americano dei titoli di chip è sceso di oltre il 4% in un solo giorno, mentre crescono i dubbi su quanto effettivamente gli ingenti investimenti in AI possano generare ritorni adeguati.

Il rapido ritracciamento di Kioxia riflette una sistematica rivalutazione sul premio dell’AI Storage nei mercati. Secondo Yugo Tsuboi, chief strategist di Daiwa Securities, i produttori cinesi di chip per memoria stanno ricevendo sempre maggiore attenzione e il mercato teme che la crescita dei prezzi globali dello storage possa attenuarsi. Aggiunge inoltre: “Sta diventando sempre più difficile prezzare un’ulteriore accelerazione degli utili ed è possibile che i capitali orientati al breve termine siano ansiosi di realizzare i guadagni.” Kioxia rilascerà i risultati finanziari a fine ottobre: la capacità degli utili di sostenere l’attuale valutazione sarà una prova cruciale.
Da un aumento annuo superiore al 600% al dimezzamento: volatilità estrema guidata dalla narrazione sull’AI
L’ultima ondata di rialzi e ribassi di Kioxia rappresenta un esempio lampante dell’euforia sull’investimento AI seguita da una correzione realistica.
Dal debutto in borsa nel 2024, il titolo Kioxia è salito vertiginosamente grazie al boom della domanda di storage per AI, raggiungendo picchi annui di oltre il 600% e, a metà giugno, superando Toyota come la società quotata dal valore più alto in Giappone, entrando anche tra i migliori titoli dell’indice globale MSCI. In quel periodo, le aspettative per la domanda di chip per memoria, alimentata dalla costruzione di infrastrutture per AI, erano estremamente elevate e Kioxia, uno dei principali fornitori mondiali di NAND Flash, veniva considerata un beneficiario centrale di questa tendenza.
Tuttavia, questa narrazione si è bruscamente interrotta nell’arco di un solo mese. Dal primo posto nella capitalizzazione giapponese al dimezzamento del valore di mercato, Kioxia ha impiegato circa un mese. Gli investitori hanno iniziato a esaminare con maggior cautela le valutazioni globali dei produttori di chip, mettendo in dubbio la capacità degli investimenti su larga scala nell’AI di generare profitti proporzionati. Anche la prospettiva degli investimenti in AI per TSMC, pur con fondamentali solidi, non è bastata a fermare il cambio di umore del mercato, che ha ulteriormente intensificato la pressione di vendita sull’intero settore.
Espansione della produzione NAND in Cina: possibile anticipo del punto di svolta del ciclo dello storage
L’altra causa principale del recente ribasso di Kioxia è una pressione strutturale dal lato dell’offerta: i produttori cinesi di NAND stanno accelerando l’aumento della capacità produttiva e ridefinendo il mercato attraverso la concorrenza sui prezzi.
Secondo l’analisi di Yugo Tsuboi di Daiwa Securities, l’ascesa delle aziende cinesi di memorie ha indotto il mercato a rivalutare il margine di crescita dei prezzi nello storage globale. Durante il precedente trend sull’AI, la convinzione diffusa era che i prezzi dello storage avrebbero continuato a salire e ci si aspettava una crescita sostenuta degli utili di Kioxia basata su questa ipotesi. Tuttavia, se una significativa capacità produttiva a basso costo da parte dei cinesi dovesse entrare sul mercato, tale premessa risulterebbe compromessa.
L’attività di Kioxia è fortemente focalizzata sul NAND Flash, il che la rende molto più sensibile ai cicli dei prezzi rispetto ai concorrenti con linee di prodotto più diversificate. Tsuboi sottolinea anche: “Il settore dei chip è storicamente soggetto agli urti del cosiddetto ‘silicon cycle’, uno schema che abbiamo già visto molte volte.” Il timore dei mercati è che la combinazione tra la domanda trainata dall’AI e l’espansione produttiva cinese possa anticipare il prossimo punto di inversione del ciclo dello storage rispetto alle precedenti previsioni.
Uscita degli azionisti e posizioni a leva: rischio di ribasso ancora non esaurito
Oltre alle pressioni sui fondamentali, Kioxia affronta anche potenziali rischi derivanti dalla sua struttura di capitale.
L’abbandono di Bain Capital da parte degli azionisti è stato interpretato da alcuni investitori come un segnale che il ciclo positivo dei semiconduttori e dei prezzi delle azioni Kioxia potrebbe essere vicino al culmine. Essendo uno tra gli azionisti istituzionali più importanti, le operazioni di Bain Capital hanno aumentato ulteriormente la pressione di vendita in un momento di vulnerabilità del sentiment di mercato.
Contemporaneamente, gli investitori retail giapponesi detengono ingenti posizioni a leva su Kioxia e, qualora la vendita accelerasse, la pressione dei margin call potrebbe innescare una spirale negativa, esponendo il titolo a rischi di ribasso ancora maggiori.
Ciononostante, il consenso degli analisti rimane generalmente ottimista su Kioxia. Secondo le previsioni raccolte da Bloomberg, ci si attende un ritorno stimato di circa il 118% nel prossimo anno. Inoltre, l’indice Topix effettuerà una revisione dei componenti in ottobre, apportando probabili flussi passivi verso Kioxia che potrebbero offrire un certo supporto al titolo.
Confronto tra pari: rivalutazione diffusa del premio AI Storage
La situazione vissuta da Kioxia non è isolata, ma riflette una più ampia ricostruzione delle valutazioni nel settore mondiale dello storage e dei chip.
Anche concorrenti come Micron e Samsung si trovano a dover fare i conti con una rivalutazione del premio legato all’AI Storage. Negli ultimi mesi, molti investitori hanno progressivamente abbandonato i titoli legati all’AI in favore dei settori rimasti indietro, un cambio di trend particolarmente accentuato su Kioxia: dato il rialzo eccessivo precedente, la correzione è di conseguenza più violenta.
I risultati di fine ottobre di Kioxia rappresenteranno un importante banco di prova per il mercato. In quell’occasione, la capacità dell’azienda di fornire dati di redditività che possano rispondere ai dubbi sulla sostenibilità della domanda di storage per AI e le strategie di gestione rispetto alla concorrenza cinese influenzeranno direttamente se la ristrutturazione della valutazione si rivelerà solo una correzione temporanea o l’inizio di un’inversione di tendenza strutturale.
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