Dopo un rimbalzo del prezzo delle azioni del 40%, Micron affronta questa sera la prova del bilancio: l’utile netto è previsto in aumento di oltre il 1000%, il mercato osserva da vicino la spesa per il capitale AI prevista per il prossimo anno.
Micron Technology pubblicherà i risultati finanziari dopo la chiusura dei mercati statunitensi mercoledì e l’attenzione del mercato si è già spostata dai risultati veri e propri alle dichiarazioni del management riguardo le prospettive di spesa in conto capitale per l’AI da parte dei grandi clienti cloud hyperscale per il prossimo anno. Questa dichiarazione determinerà direttamente se il rally del prezzo dell’azione, che ha segnato un rimbalzo del 40% dai minimi di luglio, potrà continuare.
In un contesto di domanda robusta per le infrastrutture AI, il titolo Micron è rimbalzato di oltre il 40% dai minimi del 29 luglio, aumentando la capitalizzazione di mercato di circa 370 miliardi di dollari. Daniel Morgan, Senior Portfolio Manager di Synovus Trust, ha affermato che se il management durante la conference call dei risultati dichiarerà chiaramente "non prevediamo un significativo taglio dei budget di spesa in conto capitale dei clienti hyperscale per il prossimo anno e prevediamo che la spesa continuerà", ciò rappresenterà un forte catalizzatore per il titolo.
Tuttavia, nonostante i recenti solidi fondamentali, il titolo Micron è scambiato a circa 7 volte il rapporto prezzo/utili a termine, molto al di sotto della media di circa 10 volte degli ultimi due anni e significativamente inferiore al multiplo di 19 dell’indice S&P 500. Le aspettative di un forte rallentamento del tasso di crescita per gli esercizi 2027-2028 e i rischi ciclici intrinseci del settore della memoria continuano a comprimere la valutazione.
Previsioni di revisione al rialzo degli utili, ma con margini più ristretti
Gli analisti prevedono generalmente che i risultati di questo trimestre di Micron segneranno un nuovo massimo storico, ma lo spazio per ulteriori revisioni al rialzo è più limitato rispetto ai trimestri precedenti.
Secondo le aspettative medie degli analisti raccolte da Bloomberg, l’utile netto per il quarto trimestre dell’esercizio fiscale 2026, chiuso ad agosto, dovrebbe raggiungere i 36 miliardi di dollari, con ricavi intorno ai 51,5 miliardi di dollari, con una crescita annua rispettivamente superiore al 1000% e al 350%. Il margine lordo è stimato all’86%, in forte aumento rispetto al 46% del quarto trimestre dell’esercizio 2025.
Il team guidato da Joseph Moore di Morgan Stanley prevede per il trimestre ricavi a 50,024 miliardi di dollari, con una crescita sequenziale del 20,7% e del 342,1% su base annua, leggermente inferiori alle aspettative di consenso. Il margine lordo è previsto all’86,4%, superiore all’85,3% del consensus; l’utile per azione previsto è di 31,20 dollari, leggermente inferiore ai 31,49 dollari attesi dal mercato.
Il report di Morgan Stanley del 28 settembre indica che si prevede un miglioramento degli utili nel trimestre, ma il margine sarà inferiore rispetto ai precedenti. Il team osserva che per i mercati DRAM e NAND la domanda è solida e i prezzi in aumento, ma alcuni contratti di lunga durata prevedono un tetto massimo ai prezzi e, trattandosi di un trimestre di 14 settimane, potrebbero emergere alcune resistenze tecniche.
Previsioni per il prossimo trimestre: slancio dei prezzi, ricavi oltre le attese
Per il trimestre successivo chiuso a novembre, Morgan Stanley prevede ricavi di 57,56 miliardi di dollari, con una crescita sequenziale del 15,1% e annua del 321,9%, superiori al consenso di 56,644 miliardi di dollari. In particolare, i prezzi DRAM sono attesi crescere del 12% trimestre su trimestre e quelli NAND del 10%. Il margine lordo è previsto all’88,1%, superiore all’85,3% atteso; l’utile per azione stimato è di 35,57 dollari, anch’esso superiore ai 35,07 dollari di consenso.
Morgan Stanley ritiene che il trend di aumento dei prezzi nel mercato DRAM sia ormai assodato e, dopo gli ultimi rialzi delle stime Trendforce, anche sul mercato NAND la convergenza sia in corso. Il team stima che, nel quarto trimestre del calendario, il prezzo di partenza della memoria sia aumentato del 15%-20% rispetto al trimestre precedente, con alcune categorie in crescita ancora maggiore.
Relativamente alla struttura della domanda, Morgan Stanley osserva che, nonostante qualche incertezza sul mercato consumer, l’offerta si è spostata stabilmente verso l’ambito enterprise e la loro analisi dei canali mostra che la memoria acquistata dalle aziende viene subito distribuita, con rischio di accumulo nei magazzini piuttosto basso.
Tema centrale: la durata del ciclo più rilevante della performance attesa
Il dibattito su Micron non riguarda più “quanto sarà forte il ciclo” ma “quanto potrà durare”, una prospettiva che ha effetti significativi sulla rivalutazione del titolo.
Secondo Bloomberg, ci si attende che la crescita dei ricavi di Micron rallenti drasticamente dal 247% del fiscal 2026 al 96% nel 2027, e ulteriormente al 12% nel 2028. Il rapido rallentamento atteso spiega la valutazione attuale a sette volte gli utili futuri.
Shaon Baqui, Senior Equity Analyst di Janus Henderson, afferma che se il settore della memoria riuscirà a mantenere margini superiori all’80% e un flusso di cassa costante, ci sarà spazio per una rivalutazione su multipli più alti.
Morgan Stanley elenca le tre principali preoccupazioni degli investitori riguardo la durata dell’attuale ciclo: uno, il rischio di de-specking (riduzione delle specifiche) nei server AI; due, espansione dell’offerta cinese di memoria; tre, l’incremento complessivo dell’offerta trainato dalla spesa in conto capitale. Il team risponde punto per punto: la domanda di memoria per AI è poco sensibile al prezzo, l’espansione cinese non supererà i produttori occidentali nell’attuale contesto e le analisi indicano che nel 2027 e 2028 il mercato sarà ancora più stretto. Morgan Stanley mantiene il rating overweight e un target price di 1.200 dollari per Micron.
Sostenibilità del rally: valutazione scontata e ricerca di catalizzatori
Il rimbalzo del titolo Micron dai minimi di luglio supera il 40% e il guadagno annuale arriva al 273%, quarta miglior performance nell’S&P 500. Eppure, il prezzo rimane circa il 12% sotto il massimo storico registrato il 25 giugno, segno che la rivalutazione non è ancora completa.
Di recente, il settore dei semiconduttori ha visto alta volatilità. Il Philadelphia Semiconductor Index il 14 settembre ha avuto un crollo giornaliero vicino al 6%, innescato dall’appello del CEO di Anthropic, Dario Amodei, a rallentare lo sviluppo dei modelli AI all’avanguardia per maggiori garanzie di sicurezza. Successivamente, la popolarità dell’assistente Muse AI di Meta ha riacceso la fiducia del mercato nell’applicazione consumer dell’AI, facendo rimbalzare l’indice di oltre il 13%.
Inoltre, Morgan Stanley segnala che anche il progresso sul buyback azionario di Micron merita attenzione. A causa delle restrizioni legate al "Chips Act", il ritorno di cassa agli azionisti nell’attuale ciclo è stato limitato, ma dal prossimo dicembre lo spazio per buyback dovrebbe ampliarsi, sebbene il team suggerisca agli investitori di mantenere aspettative prudenti.
In sintesi, le dichiarazioni del management sulle prospettive di spesa AI per i grandi clienti nel 2027 saranno la variabile chiave che determinerà se il titolo Micron riuscirà a superare i massimi storici e completare la sua rivalutazione.
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