Nonostante le pressioni ribassiste, l’oro spot resiste alla tempesta hawkish mentre si avvicina una finestra di svolta?
Oggi, domenica (20 settembre), i mercati sono chiusi. Fino a venerdì (18 settembre), l'oro spot ha chiuso intorno a 4.377,52 dollari, in aumento dello 0,84%, con un prezzo di apertura di 4.340,30 dollari/oncia, un massimo a 4.399,49 dollari/oncia e un minimo a 4.334,37 dollari/oncia. L’oro spot ha superato con forza i 4.392,65 dollari/oncia (≈ 937 RMB/grammo), con un'impennata giornaliera dell’1,19%! Attese di rialzo dei tassi da parte della Fed in calo, la Banca Popolare Cinese che acquista oro per il 22° mese consecutivo (con un aumento di 20,22 tonnellate in agosto) e un attacco a una petroliera nello Stretto di Hormuz: una tripla tempesta che ha acceso una corsa globale verso i beni rifugio! Chow Tai Fook, Chow Sang Sang e Lao Feng Xiang hanno tutte superato in gruppo i 1.315 RMB/grammo per l'oro puro, segnando il massimo annuale!
【Flash News】
Dopo l’aumento dei tassi, il discorso aggressivo del presidente e il rendimento dei Treasury USA a 10 anni sopra il 5%—questo mix di eventi tipicamente negativo ha portato il prezzo dell’oro a scendere fino sotto i 4.250 dollari, per poi essere rapidamente risospinto verso l’alto, con la chiusura di venerdì vicino ai massimi settimanali di 4.400 dollari, interrompendo tre settimane consecutive di cali. Anche i rendimenti a lungo termine hanno iniziato a correggere dai massimi. Il messaggio dei mercati è chiaro: c’è pressione in vendita, ma le forze in acquisto sono ancora più forti.
Il prezzo del petrolio è sceso per il terzo giorno consecutivo, con il Brent vicino a 104 dollari e il WTI intorno ai 100 dollari, raffreddando le aspettative d’inflazione e concedendo una tregua ai tassi a lungo termine. Il costo opportunità di detenere asset senza rendimento diminuisce marginalmente: questo è il più classico vento favorevole per l’oro. Sebbene “correzione” non significhi “svolta”, una volta che la direzione inizia a cambiare, il “tetto” si assottiglia strato dopo strato.
In passato il prezzo dell’oro era sostenuto dalle attese di allentamento monetario, oggi ci sono forze più lente, più sorde ma più durature: le banche centrali di tutto il mondo continuano a diversificare le riserve e a ridurre l’esposizione ai Treasury USA; le posizioni globali negli ETF sull’oro sono risalite vicine a 3.000 tonnellate, rilanciando la domanda d’investimento; in India, l’acquisto di oro digitale in agosto è aumentato del 110% rispetto all’anno precedente, mentre la domanda d’oro fisico resta stabile. Questi capitali sono poco sensibili ai tassi a breve termine, non comprano ai massimi, ma intervengono a ogni correzione, fornendo spessore al supporto di fondo.
Il deficit complessivo degli Stati Uniti rimane sopra il 6% del PIL, con il solo costo degli interessi che supera i 1.000 miliardi di dollari l’anno. Più a lungo i tassi rimangono elevati, più difficile sarà gestire questo onere. L’idea tradizionale che “tassi più alti siano necessariamente negativi per l’oro” è sempre meno valida: tassi elevati acuiscono infatti i timori sulla sostenibilità del debito e proprio questo fa dell’oro uno strumento di copertura. Goldman Sachs mantiene un target a fine 2027 di 5.400 dollari, UBS prevede una salita graduale a 5.400 dollari entro settembre 2027, mentre Société Générale stima un range di 5.000–5.250 dollari. La differenza tra gli analisti è sull’entità del rialzo, non sulla direzione.
La possibilità che il prezzo del petrolio continui a scendere: decide la pendenza delle aspettative d’inflazione e dei tassi reali;
La possibilità che il rendimento dei Treasury USA a 10 anni si riporti e mantenga sotto il 5%: decide se la pressione rimarrà o se verrà dissipata;
Il tono dei funzionari Fed: determina le probabilità di nuovi rialzi a ottobre e dicembre;
I volumi di transito nello Stretto di Hormuz e la situazione in Medio Oriente: determinano la necessità di aumentare la componente rifugio nel portafoglio;
I flussi negli ETF e il ritmo degli acquisti delle banche centrali: determinano se il supporto di fondo potrà rafforzarsi ulteriormente.
【Analisi Tecnica Aggiornata sull’Oro Spot】
Dal punto di vista tecnico, l’inversione dalla media mobile a 50 giorni ha confermato l’orientamento rialzista di medio termine, rafforzato dalla sequenza di minimi crescenti iniziata da metà luglio. Finché il prezzo dell’oro resta sopra l’area dei 4.405 dollari, c’è spazio per un’ulteriore salita con nuovi target tra 4.466 e 4.500 dollari; una perdita della zona pivot dei 4.331 dollari richiederebbe un nuovo test dei 4.281 e dei 4.235 dollari.
Più del livello, conta il ritmo: in un contesto di “dot plot” aggressivo della Fed e di tassi elevati, il fatto che il prezzo dell’oro non crolli segnala che la logica trainante si è già trasformata.
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