Dietro la calma degli indici USA si muovono correnti sotterranee: un partner di Goldman Sachs rivela quattro fattori chiave che guidano il mercato
Bobby Molavi, partner di Goldman Sachs, ha sottolineato che l'incertezza sulla regolamentazione dell'AI, il prezzo del petrolio che supera i 100 dollari, il rendimento dei Treasury USA che supera il 5% e il crescente dissenso sulle politiche della Federal Reserve stanno alimentando rischi di inflazione e tassi d'interesse, mettendo sotto pressione l'AI e le strategie di trading momentum precedentemente dominanti. Di conseguenza, i capitali si stanno spostando verso i settori del software, difensivo ed energetico, accelerando una rivalutazione interna del mercato.
L'indice S&P 500 mostra una volatilità limitata in superficie, ma al suo interno il mercato potrebbe essere in preda a una profonda rivalutazione. Bobby Molavi, partner di Goldman Sachs, ha sottolineato nel suo ultimo commento di mercato che le controversie sulla regolamentazione dell'AI, il prezzo del petrolio sopra i 100 dollari, il rendimento del decennale USA oltre il 5% e le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed stanno agitando contemporaneamente il mercato, creando una marcata discrepanza tra la performance degli indici e la struttura interna del mercato.
Molavi osserva che l'S&P 500 si aggira ancora sui livelli di inizio giugno, circa 7600 punti, ma la rotazione dei fattori, la volatilità dei mercati regionali e le divergenze tra i diversi temi di investimento hanno subito forti variazioni, facendo sembrare il mercato più impegnato in un vero e proprio "reset" delle posizioni piuttosto che in una normale rotazione di stile. Alcuni mercati asiatici stanno già mostrando segnali di un ribilanciamento eccessivamente ottimistico, mentre il divario di performance tra software e semiconduttori, o tra momentum a breve termine e a lungo termine, si sta ulteriormente ampliando.
Una caratteristica evidente dell’attuale mercato è che le posizioni sono già relativamente pulite, ma le oscillazioni a livello di fattore risultano ancora più marcate. I settori forti nel lungo periodo sono stati colpiti da vendite, i capitali si sono spostati verso software e segmenti difensivi, mentre il fattore momentum ha subito uno dei più violenti reversal giornalieri degli ultimi cinque anni, aumentando così la vulnerabilità interna del mercato.
Le polemiche sulla regolamentazione dell’AI aumentano, ma la logica della spesa in capitale non è cambiata
Di recente, sono aumentate le discussioni sul ritmo di sviluppo dei modelli AI avanzati e sui limiti della regolamentazione, con il mercato che inizia a temere che il settore AI possa affrontare vincoli politici ancora più severi. Da un lato, queste controversie stanno spingendo il tema della regolamentazione dell’AI al centro dell’agenda politica, dall’altro hanno avviato dibattiti sulla possibilità che le grandi aziende del settore puntino a innalzare le barriere all'ingresso tramite la regolamentazione.
Ciononostante, le tensioni in ambito regolatorio non hanno ancora modificato la logica principale degli investimenti in capitale nell’AI. Le ultime rilevazioni mostrano che l’AI viene già utilizzata per ridurre i cicli di progettazione dei prodotti, automatizzare mansioni e aumentare l’efficienza produttiva; l’attenzione del mercato si sta gradualmente spostando dagli investimenti in infrastrutture alla commercializzazione dell’AI e ai ritorni effettivi.
Man mano che l’offerta di potenza di calcolo aumenta, il premio di scarsità precedentemente applicato a chip e risorse di calcolo si sta riducendo e il settore software sta tornando a essere sotto i riflettori degli investitori. La logica degli scambi su AI si sta quindi spostando da “quanto investire” a “quanti ritorni generare”.
Il prezzo del petrolio supera i cento dollari, i rischi di approvvigionamento si estendono all’inverno
Il prezzo del petrolio ha ormai superato stabilmente i 100 dollari, con il rischio che possa salire ulteriormente fino a 110 dollari. Recentemente, infrastrutture energetiche in Medio Oriente sono state attaccate e alcuni importanti corridoi di trasporto petrolifero alternativi allo Stretto di Hormuz sono stati colpiti, esponendo l’offerta globale di greggio a nuove turbolenze.
Contestualmente, le scorte mondiali di petrolio sono relativamente basse e il rallentamento dei flussi attraverso Hormuz e altri oleodotti limita la capacità di alcuni attori di immettere scorte sul mercato. Con l’aumento simultaneo dei noli, dei premi di rischio guerra e dei costi assicurativi, gli shock all’offerta di petrolio potrebbero essere ulteriormente amplificati dalle dinamiche di trasporto e stoccaggio.
La stagione invernale, periodo di massima domanda, è dietro l’angolo, mentre i consumatori già affrontano costi di vita elevati. Un ulteriore aumento del prezzo del petrolio potrebbe trasmettersi ai costi energetici e di trasporto finali, esercitando nuova pressione inflazionistica.

Il rendimento dei Treasury USA sopra il 5%, crescono le pressioni da rifinanziamento
Il rendimento del Treasury USA a 10 anni ha attraversato la soglia chiave del 5% per la prima volta dal 2007. Pressioni inflazionistiche, solidità dell’economia, deficit fiscale, mutamenti nella base investitori e un forte incremento nell’emissione di obbligazioni stanno spingendo verso l’alto i rendimenti dei bond a livello globale.
Il Tesoro USA ha tentato in precedenza di migliorare la liquidità del mercato e alleggerire la pressione sui rendimenti tramite operazioni di riacquisto, ma i risultati sono stati limitati. Contemporaneamente, il debito USA deve far fronte a importanti esigenze di rollover: dei circa 7.000 miliardi di dollari in T-bills a breve termine, circa 6,1 trilioni scadranno entro il prossimo anno, mentre per il 2027 e il 2028 saranno necessari ulteriori rifinanziamenti rispettivamente per circa 4 e 3,5 trilioni.
In presenza di un deficit fiscale elevato e di un’offerta di bond in crescita, le esigenze di rifinanziamento continueranno a rappresentare una fonte di incertezza per il mercato obbligazionario.

Inflazione e dati occupazionali pongono la Fed di fronte a scelte difficili
Le banche centrali globali si trovano ad affrontare un contesto di policy sempre più complesso: la crescita economica necessita di sostegno, ma i prezzi energetici e le pressioni inflazionistiche riducono i margini di manovra per l’allentamento monetario. Mantenere tassi alti, o addirittura aumentarli ulteriormente, potrebbe anche aggravare il peso del debito per governi, imprese e famiglie.
I dati economici USA più recenti aumentano l’incertezza sulle politiche. Il PPI è salito del 5,4% su base annua, i nuovi occupati di agosto sono stati 162.000, i dati occupazionali dei due mesi precedenti sono stati rivisti al rialzo, il CPI segna +3,4% su base annua: l’inflazione resta nettamente sopra il target Fed del 2%. Nel frattempo, il recente aumento del petrolio non si riflette ancora interamente nei dati d’inflazione prospettica.
In questo scenario, il mercato resta diviso sulle prossime mosse della Fed, mentre le riunioni FOMC e le relative indicazioni di policy saranno un catalizzatore chiave per l’andamento dei prezzi degli asset nelle prossime settimane.
Il reversal del momentum è violento, mercato in costante riorganizzazione interna
Oltre ai fattori macro, è da monitorare anche la profonda riorganizzazione dei fattori interni al mercato. Le posizioni complessive sono notevolmente inferiori rispetto al passato, e sono diminuiti esposizione totale, esposizione netta, ratio long/short, leve e concentrazione, mentre anche i volumi degli ETF a leva sono in calo.
Parallelamente, il fattore momentum registra una volatilità inusitata negli ultimi anni. Le strategie momentum a 3 e 12 mesi hanno mostrato una volatilità relativa di circa l’11%, e la performance negativa giornaliera delle strategie momentum di lungo periodo segna il ribasso più accentuato degli ultimi cinque anni.
Le strategie legate all’AI, finora dominanti nel lungo periodo, hanno subito prese di profitto, mentre i settori software e difensivi sono rimbalzati, con i flussi a breve termine che si spostano su energia, qualità e segmenti difensivi. La storica correlazione tra fattore momentum e tema AI si sta via via indebolendo, con una rapida riscrittura delle logiche di scambio all’interno del mercato.
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