Il rialzo dei tassi di settembre è imminente: il dollaro inizierà un nuovo ciclo di crescita?
Dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione della scorsa settimana, il mercato ha ulteriormente consolidato le aspettative di un rialzo dei tassi a settembre, con numerosi istituti di Wall Street che hanno rivisto i loro report, prevedendo ora un aumento dei tassi a settembre. Dopo l'apertura di lunedì, l'indice del dollaro ha continuato la sua tendenza al rialzo. Considerando che il rialzo dei tassi è ormai ampiamente scontato dal mercato, dopo questa decisione la valuta statunitense potrà ancora avviare una nuova fase di apprezzamento?
Le aspettative sono pienamente valutate: il rialzo a settembre è ormai "inevitabile"
Secondo le valutazioni attuali del mercato dei futures sui tassi d'interesse, la probabilità di un aumento di 25 punti base da parte della Federal Reserve a settembre è ormai vicina al 90%, diventando quasi un consenso per il mercato. Dopo il rialzo dei tassi a settembre, le attese di mercato prevedono altri circa tre aumenti in questo ciclo, raggiungendo un tasso terminale attorno al 4,56%.
"Buy the rumour, sell the news": il dollaro potrà continuare a salire?
1. Il punto chiave riguarda i segnali di ulteriori rialzi dai dot plot
Il mercato ha già scontato ampiamente il rialzo dei tassi. L'effettivo annuncio di aumento offre poche nuove informazioni positive per i rialzisti. La reazione del dollaro dipenderà dai dot plot e dal tono del discorso del presidente Powell durante la conferenza stampa. Per consentire all'indice del dollaro di superare in modo deciso e stabile quota 100, la Federal Reserve dovrà segnalare, tramite i dot plot, un ciclo di rialzi prolungato, non solo un aumento isolato.
2. Crescono i timori per il deficit fiscale: questo è il tallone d'Achille strutturale del dollaro
Il continuo peggioramento della situazione fiscale statunitense è diventato la ragione principale della divergenza tra i rendimenti dei Treasury e l'andamento del dollaro. Attualmente, il deficit federale degli Stati Uniti si avvicina ai 2 bilioni di dollari, per la prima volta la spesa per interessi sui titoli di Stato ha superato 1 bilione di dollari, e la parte lunga dei Treasury ha iniziato a prezzare i rischi di una spirale del debito.
Yellen sta cercando di gestire la situazione con operazioni volte a stabilizzare il mercato dei Treasury; tuttavia, Trump alimenta ulteriormente le tensioni: la scorsa settimana ha presentato una proposta di politica fiscale espansiva. Se i repubblicani continueranno a controllare Camera e Senato, intendono concedere un sussidio di 5.000 dollari a tutti gli adulti americani. Il costo stimato supererebbe i 1,2 bilioni di dollari, circa il 4% del PIL, aumentando ulteriormente i rischi di deficit fiscale e la pressione sull'offerta di titoli di Stato.
3. Il Tesoro sostiene il debito a lunga scadenza: la "put" di Yellen
Per fronteggiare la pressione sui Treasury a lunga scadenza, il Dipartimento del Tesoro ha già inviato segnali a sostegno del mercato, offrendo di fatto una "put" per stabilizzare la situazione. Il 9 settembre, il Tesoro statunitense ha annunciato il riacquisto di titoli di stato decennali e ventennali per 6 miliardi di dollari, una cifra inferiore alle attese di mercato (8-10 miliardi di dollari). Tuttavia, se la Federal Reserve dovesse continuare ad alzare i tassi e il rendimento dei Treasury a 10 anni dovesse superare il 5%, è molto probabile che il Dipartimento del Tesoro intensifichi ulteriormente le operazioni di riacquisto, al fine di contenere l’innalzamento troppo rapido dei rendimenti a lungo termine.
La riunione FOMC di settembre presenta rischi asimmetrici per il dollaro
Scenario "dovish": se a settembre la Fed decidesse di non alzare i tassi (evento poco probabile) oppure adottasse una posizione accomodante (valore mediano dei dot plot al 4,125% o inferiore, ovvero meno di due aumenti futuri), potrebbero riemergere dubbi sull’indipendenza e la credibilità della Federal Reserve, portando il dollaro a subire un calo significativo.
Scenario "hawkish": se a settembre ci sarà un rialzo dei tassi ed i dot plot segnaleranno ulteriori aumenti (valore mediano superiore al 4,375%, ossia tre o più rialzi futuri), allora l’indice del dollaro potrebbe testare la resistenza a quota 100. Dal punto di vista tecnico, l’indice del dollaro ha formato un doppio minimo a 98,5, mentre la resistenza superiore si trova sulla neckline a 99,8.
Per quanto riguarda lo yuan, attualmente il differenziale sui tassi a 10 anni tra Cina e Stati Uniti ha raggiunto un valore storico. Questo differenziale non è favorevole a un apprezzamento duraturo dello yuan, ma l’elevato surplus commerciale continua a supportare il regolamento in USD delle aziende. Si prevede che, sotto l'influenza di questi due fattori, il cambio USDCNY si muova in una fase di consolidamento attorno a quota 6,70.


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