Gli investitori in Bitcoin ora hanno il quadro completo prima della mossa della Fed: ecco cosa dice
L'ultimo importante rapporto sull'inflazione prima dell'attesissima riunione della Federal Reserve della prossima settimana è stato pubblicato venerdì e ha aggiunto ulteriore complessità al quadro economico già complicato, mostrando un mercato del lavoro solido, un'inflazione persistente e prezzi del petrolio a 100 dollari al barile.
Le aspettative di un aumento dei tassi sono aumentate vertiginosamente nelle ultime settimane, il che potrebbe rappresentare un problema per gli asset rischiosi come bitcoin.
Tutti i dati sono disponibili
Secondo gli analisti del Kobeissi Letter, ora la banca centrale statunitense dispone di tutti i pezzi del puzzle, dato che praticamente tutti i dati economici rilevanti sono stati pubblicati nelle scorse settimane prima della cruciale riunione FOMC del 15-16 settembre. E la combinazione appare orientata verso una posizione restrittiva.
Il rapporto sull’occupazione di alcune settimane fa aveva mostrato che l'economia statunitense aveva aggiunto 162.000 posti di lavoro ad agosto, quasi il triplo delle aspettative, segnalando che il mercato del lavoro rimane molto più forte del previsto ed è probabilmente in grado di resistere a una politica monetaria più restrittiva. È poi arrivato il dato PPI, che ha mostrato che l’inflazione dei produttori è salita al 5,4%, rispetto al 4,8% di luglio. Altri componenti del PPI, confluiti nell'indicatore PCE preferito dalla Fed, hanno mostrato anch'essi segnali di rafforzamento.
Il CPI di venerdì ha confermato che l’inflazione al consumo resta ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed. Inoltre, la scorsa settimana i prezzi del petrolio hanno superato i 100 dollari al barile, mentre il prezzo del diesel ha raggiunto livelli record nel paese. Questo ha aumentato il rischio che i costi energetici e di trasporto più elevati possano diffondersi ulteriormente nell’economia.
Cosa significa per Bitcoin?
La reazione iniziale di BTC è stata piuttosto indicativa, con l’asset che venerdì ha vissuto una forte volatilità. Prima è sceso da 77.000 a 76.000 dollari, poi è schizzato quasi a 80.000 dollari, per poi tornare al punto di partenza. La probabilità di un aumento dei tassi di 25 punti base è inizialmente balzata al 79% dopo la pubblicazione del CPI, mentre successivamente Reuters ha segnalato che i future stimavano le probabilità all’87%, rispetto al 72% prima del dato sull’inflazione.
Tassi più elevati tipicamente sostengono i rendimenti dei Treasury e il dollaro, mentre restringono le condizioni finanziarie e riducono la domanda per asset rischiosi come BTC. Di conseguenza, questo rappresenta il rischio più evidente per bitcoin.
Tuttavia, il successivo recupero potrebbe suggerire che gli investitori abbiano già scontato gran parte degli aumenti dei tassi attesi. Pertanto, la riunione del 16 settembre diventa meno una questione di se la Fed li aumenterà, cosa ormai ampiamente attesa, e più una questione di quanto Kevin Warsh e gli altri responsabili politici si mostreranno restrittivi nel discorso successivo e se i mercati riterranno probabili ulteriori aumenti.
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