L’ex CTO di Ripple rilascia una rivelazione bomba sul creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto
Il creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto, è scomparso più di dieci anni fa, lasciando una rete dal valore di trilioni e un mistero di cui la comunità crypto continua a discutere.
Ora, David Schwartz, CTO Emeritus di Ripple, ha aggiunto una nuova dimensione a questo dibattito, suggerendo che Satoshi potrebbe essere quattro persone.
Il commentatore crypto Digital Asset Investor (@digitalassetbuy) ha condiviso una clip da uno Space su X con protagonista Schwartz, in cui l'esecutivo di Ripple ha espresso opinioni schiette sulla situazione attuale di Satoshi. La conversazione ha toccato i rischi rappresentati dal quantum computing, l'accesso ai wallet e la possibilità che Satoshi non sia una singola persona.
Satoshi potrebbe essere quattro persone
Schwartz ha avanzato l’idea che i wallet di Satoshi non si sono mai mossi perché la persona, o le persone, dietro di essi semplicemente non esistono più. “Potrebbe essere che Satoshi fosse quattro persone e che abbiano impostato un sistema a tre o quattro chiavi e che tre di loro siano morti”, ha dichiarato. Non ha voluto impegnarsi su una sola teoria, ma ha sostenuto che, se qualcuno avesse ancora accesso a quelle monete, lo avrebbe già fatto capire.
Il suo ragionamento si basa su una questione pratica. Se Bitcoin adottasse mai un aggiornamento resistente al quantum computing che rendesse inaccessibili i wallet dei primi tempi, il vero Satoshi si troverebbe sotto enorme pressione per venire allo scoperto immediatamente. Schwartz ha affermato che lui non metterebbe mai sé stesso in quella posizione. La teoria della multi-firma ha un certo peso, considerate le competenze tecniche dietro la creazione di Bitcoin.
Una configurazione basata su soglie, che richiede più detentori di chiavi, spiegherebbe anche perché le monete siano rimaste immobili attraverso bull market e anni di intensa speculazione.
La questione Craig Wright
Schwartz ha trattato anche il caso di Craig Wright, l'informatico australiano che un tribunale britannico ha stabilito definitivamente non essere Satoshi Nakamoto. Wright ha trascorso anni a sostenere di essere l'autore del whitepaper di Bitcoin, prima che venisse scoperto che aveva fornito documenti falsificati come prova.
Schwartz ha fornito una lettura inaspettata. Ha riconosciuto che è “plausibile che Craig Wright fosse in qualche modo collegato alla creazione di Bitcoin”, suggerendo però che il suo comportamento potrebbe in teoria essere una deliberata distrazione.
Qualcuno che volesse davvero evitare di essere identificato come Satoshi, ha ragionato Schwartz, potrebbe orchestrare una rivendicazione imbarazzante e palesemente fraudolenta per screditare i sospetti.
Schwartz stesso resta un argomento
Da tempo Schwartz è a sua volta oggetto di speculazioni su Satoshi, dato che alcuni membri della comunità si sono soffermati sui suoi primi brevetti crittografici. Per ora, i wallet restano inattivi. L’identità di Satoshi rimane sconosciuta. La teoria di Schwartz, secondo cui la risposta possa coinvolgere quattro persone, alcune delle quali non sarebbero più in vita, aggiunge una possibilità significativa a una domanda che potrebbe non trovare mai risposta.
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