Secondo quanto riferito, Dow sta valutando l'uscita dal progetto di joint venture chimica saudita da 20 miliardi di dollari, con Saudi Aramco possibile acquirente.
Secondo fonti informate, Dow Chemical sta valutando di uscire dalla joint venture chimica da 20 miliardi di dollari creata insieme a Saudi Aramco. Questa mossa fa parte degli sforzi della società americana per affrontare il perdurare della crisi del settore e accelerare la ristrutturazione e l’ottimizzazione del proprio portafoglio di asset.
Secondo quanto riportato da fonti informate, Dow sta valutando la possibilità di uscire dalla joint venture chimica con Saudi Aramco, del valore fino a 20 miliardi di dollari. Questa decisione fa parte degli sforzi della società statunitense per affrontare il perdurante stato di debolezza del settore e accelerare l’ottimizzazione del proprio portafoglio di attività.
Fino allo scorso anno, Dow deteneva il 35% delle quote della joint venture Sadara Chemical Co., mentre la restante parte era posseduta da Saudi Aramco. Le fonti indicano che Saudi Aramco potrebbe cogliere l’occasione per acquisire la partecipazione di Dow e rafforzare ulteriormente il proprio controllo sul progetto. Poiché le informazioni sono ancora riservate, le fonti hanno voluto restare anonime.
Si apprende inoltre che anche altri investitori strategici o finanziari potrebbero manifestare interesse per la quota detenuta da Dow. Tuttavia, le fonti aggiungono che non è stata ancora presa una decisione definitiva e che Dow potrebbe infine scegliere di mantenere la propria partecipazione attuale.
Sulla scia della notizia, il prezzo delle azioni Dow ha registrato un incremento fino a circa il 5% nel pre-market statunitense.
I rappresentanti di Dow non hanno risposto alle richieste di commento, mentre Saudi Aramco ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni.
A causa della prolungata debolezza del comparto industriale, Dow sta passando in rassegna il proprio portafoglio e la distribuzione del capitale per focalizzarsi sulle aree di business in grado di generare rendimenti più elevati. La joint venture con Saudi Aramco rappresenta una delle collaborazioni più importanti per Dow nell’area mediorientale: un eventuale ritiro segnerebbe una svolta significativa nella strategia regionale dell’azienda.
Sadara Chemical è stata fondata nel 2011 con l’obiettivo di creare un complesso chimico integrato, per un investimento totale superiore a 20 miliardi di dollari. Il complesso comprende 26 unità produttive, con una capacità annua di oltre 3 milioni di tonnellate di prodotti chimici e plastici.
Durante la fase di investimento, Dow ha progressivamente accumulato esposizioni debitorie legate al progetto, tra cui una garanzia su una linea di credito rotativa da 500 milioni di dollari, pensata per far fronte a possibili esigenze di liquidità. Secondo quanto comunicato da Dow, Sadara Chemical avrebbe prelevato 80 milioni di dollari da tale linea nel quarto trimestre del 2025.
In caso di uscita, Dow potrebbe veder ridotto il proprio impegno finanziario potenziale verso la joint venture. Nel frattempo, Sadara Chemical resta un elemento essenziale per Saudi Aramco nella strategia di crescita delle attività chimiche e nella valorizzazione degli idrocarburi, un obiettivo che si allinea perfettamente con la politica saudita di diversificazione economica e rafforzamento dell’economia non legata al petrolio.
Vale la pena ricordare che Saudi Aramco è anche il maggiore azionista di SABIC, la più grande azienda chimica dell’Arabia Saudita.
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