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Il rendimento dei titoli di Stato trentennali al 5,82%! Il costo del debito del Regno Unito sale ai massimi dal 1998, con una crescente pressione sul bilancio pubblico

Il rendimento dei titoli di Stato trentennali al 5,82%! Il costo del debito del Regno Unito sale ai massimi dal 1998, con una crescente pressione sul bilancio pubblico

华尔街见闻华尔街见闻2026/09/09 02:18
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Per:华尔街见闻

Il costo a lungo termine del debito britannico è salito ai livelli più alti degli ultimi trent'anni, mentre l'ondata globale di vendite di obbligazioni sta trasmettendo pressione direttamente sulle finanze pubbliche del Regno Unito.

Martedì, la Debt Management Office (DMO) del Regno Unito ha completato un'emissione di titoli di Stato trentennali per 4 miliardi di sterline, con un rendimento fissato al 5,82%, il tasso più alto dalla fondazione della DMO nel 1998. Questo dato non solo segna il massimo trentennale per il costo del debito britannico a lunga scadenza, ma pone inoltre vincoli maggiori al prossimo bilancio dello Stato.

Il gestore di fondi Gordon Shannon ha dichiarato che la crescita dei rendimenti sui gilt britannici è strettamente collegata all’andamento dei mercati globali, ma "il forte aumento dei costi di finanziamento interni ridurrà senza dubbio lo spazio di manovra per il governo nella legge di bilancio del prossimo mese".

Nel frattempo, il rendimento dei titoli di Stato britannici a dieci anni è salito al 5,2%, il valore più alto tra i paesi del G7. Il Cancelliere dello Scacchiere John Healey, in un discorso di lunedì, ha ammesso che il Regno Unito spende ogni anno 110 miliardi di sterline solo per gli interessi sul debito, una cifra che supera tutti i principali capitoli di spesa pubblica a eccezione della sanità, ed ha promesso di "affrontare con sincerità" la necessità di contenere la spesa nel bilancio.

Emissione accolta con entusiasmo dal mercato, gli alti rendimenti attirano gli investitori

Nonostante la turbolenza dei mercati, questa emissione di gilt ha registrato una forte domanda tra gli investitori. Secondo le informazioni preliminari inviate agli investitori, la domanda complessiva per questa emissione sindacata ha superato gli 85 miliardi di sterline, con un rapporto di copertura molto superiore all’offerta.

Stephen Jones, Chief Investment Officer di Aegon Asset Management, ha dichiarato: “Per alcuni si tratta di dolore, per altri di opportunità. Gli investitori ritengono che il livello attuale dei rendimenti dei gilt britannici sia ora abbastanza interessante da meritare un incremento delle posizioni.”

Anche la CEO della DMO, Jessica Pulay, ha sottolineato che la transazione si è svolta con successo in un contesto di mercato volatile, "a ulteriore prova della continua forza e profondità del mercato dei titoli di Stato britannici, nonché del forte supporto degli operatori al piano di finanziamento".

La DMO prevede quest’anno un’emissione totale di 250 miliardi di sterline in titoli di Stato, a sostegno dei piani di spesa pubblica del governo.

L'ondata globale di vendite obbligazionarie alimenta la dinamica

L’aumento dei costi di finanziamento del Regno Unito non è un evento isolato, ma riflette le tensioni persistenti nel mercato obbligazionario globale.

Il motore principale di questa nuova ondata globale di vendite di obbligazioni è stato il forte rialzo dei prezzi dell’energia dopo lo scoppio della guerra in Iran – con il Brent ormai di nuovo vicino ai 100 dollari al barile, le aspettative di un taglio dei tassi da parte delle principali banche centrali si sono ridotte drasticamente, con conseguenze prolungate sulle prospettive di crescita economica e inflazione a livello mondiale.

Martedì, anche i rendimenti a lunga scadenza degli altri principali paesi europei hanno segnato nuovi massimi: quello dei titoli francesi a trent’anni è salito al 5,02%, livello più alto da settembre 2008; quello dei Bund tedeschi a trent’anni è salito al 3,86%, record dal 2011.

Per quanto riguarda il Regno Unito, il prezzo di mercato indica che i trader si aspettano che la Bank of England (BoE) effettui almeno un ulteriore aumento di 25 punti base del tasso di riferimento entro l’anno. Un aumento che probabilmente non arriverà nella riunione di questo mese, ma gli investitori prevedono ampiamente che la BoE rallenterà il ritmo di vendita dei suoi titoli (quantitative tightening), poiché questa operazione ha esercitato pressione aggiuntiva verso l’alto sui rendimenti a lunga scadenza.

La pressione degli interessi sul debito spinge verso il consolidamento fiscale

I crescenti costi di finanziamento stanno portando i conti pubblici britannici in una situazione sempre più difficile. La spesa annua del Regno Unito per gli interessi sul debito, pari a 110 miliardi di sterline, è ormai "il secondo dipartimento" del bilancio pubblico – come ha detto il Cancelliere John Healey nel suo discorso di lunedì, se si considerassero gli interessi sul debito come un ministero, sarebbe secondo solo a quello della sanità e supererebbe la somma di difesa, interni e giustizia.

Dalla pandemia, i rendimenti a lunga scadenza del Regno Unito hanno seguito una tendenza costantemente al rialzo; il rincaro dei prezzi dell’energia causato dalla guerra in Iran e i timori di un eccesso di offerta di debito a livello globale hanno accelerato ulteriormente questa spinta. L’emissione di gilt trentennali al 5,82% ha ora "fissato" ufficialmente questo record trentennale anche nel costo delle nuove obbligazioni emesse, aggravando l'onere fiscale per i decenni a venire.

In questo contesto, il prossimo bilancio pubblico dovrà probabilmente fare i conti con uno spazio di manovra molto più limitato, e il dilemma tra espansione della spesa e consolidamento fiscale sarà sempre più marcato per il governo.

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