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I tori dell'oro internazionale sono in pericolo: il crollo del dollaro USA e dello yen giapponese è solo l'antipasto?

I tori dell'oro internazionale sono in pericolo: il crollo del dollaro USA e dello yen giapponese è solo l'antipasto?

新浪财经新浪财经2026/09/08 06:20
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Oggi, martedì (8 settembre) durante la sessione asiatica, dopo il "triplice smacco" dei dati non agricoli, il mercato dell’oro non crolla ma rimbalza! L’oro spot viene quotato a 4.429,94 dollari/oncia, in aumento dello 0,55%, con massimi e minimi a 4.442,87/4.405,55, mentre il livello dei 4.400 è stato difeso per tre volte. I dati non agricoli di agosto hanno registrato un incremento di 162.000 posti, disoccupazione al 4,1%, possibilità di rialzo dei tassi a settembre circa al 60%, con titoli del Tesoro USA e dollaro sotto pressione; il prezzo del petrolio in Medio Oriente alimenta l’inflazione rafforzando la stretta monetaria. Nel breve termine, si osservano resistenze tra 4.440 e 4.465 e un forte supporto a 4.350; prima della pubblicazione di PPI/CPI si suggerisce cautela nella rottura dei livelli.

【Flash News】

Mentre l’oro spot si muove ripetutamente attorno al livello dei 4.400 dollari e i rialzisti a fatica mantengono la posizione, pochi notano che il crollo settimanale di 400 punti del tasso di cambio USD/JPY ha già lanciato un segnale di allarme sul mercato dei metalli preziosi: questa correzione potrebbe soltanto essere agli inizi.

Guardiamo innanzitutto il movimento estremo di USD/JPY: la scorsa settimana, una sola affermazione del membro falco della Bank of Japan, Hajime Takata, che "è possibile un rialzo continuativo dei tassi", ha scatenato il mercato, facendo crollare il dollaro/yen da 160 fino intorno a 153, segnando il maggior ribasso settimanale degli ultimi mesi; attualmente il mercato assegna una probabilità del 97% a un rialzo dei tassi da parte della BoJ a settembre. Tuttavia, è curioso notare che l’indebolimento del dollaro non ha dato slancio al prezzo dell’oro, ma ha finito per metterlo sotto pressione — perché, ora, ciò che pesa sull’oro non è il dollaro, ma le aspettative di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

La linea di difesa dei rialzisti dell’oro è ormai in bilico: dopo il boom dei dati non agricoli, la probabilità di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre è salita dal 50% al 60%, il livello dei 4.400 dollari è stato testato due volte e solo grazie agli acquisti delle banche centrali il prezzo si è mantenuto. Tuttavia, la "munizione" dei rialzisti si sta esaurendo: secondo i dati della CFTC, le posizioni nette lunghe sul COMEX Gold sono diminuite di oltre 10.000 contratti; solo l’ETF SPDR Gold continua ad acquistare passivamente, ma questa configurazione di "speculatori che abbandonano mentre i portafogli resistono" non potrà reggere a lungo. Se questa settimana i dati CPI USA sorprenderanno al rialzo e le aspettative sui tassi si consolideranno, il livello dei 4.400 sarà probabilmente infranto e saranno messi alla prova sia la media mobile a 100 giorni di 4.365 dollari sia il supporto finale a 4.300 dollari.

Anche la correzione di USD/JPY è tutt’altro che conclusa: JPMorgan avverte che al momento restano scoperti posizioni short sullo yen pari a 16-17 trilioni di yen e, in caso di rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan la prossima settimana, potrebbe scatenarsi una vera fuga degli short che porterebbe il dollaro/yen nell’area 142-146. Ora entrambi i mercati sono in attesa dei dati CPI di questa settimana per decretare la "sopravvivenza": se l’inflazione scenderà, le aspettative di rialzo della Fed crolleranno, l’oro rimbalzerà e USD/JPY si stabilizzerà; ma se l’inflazione rimarrà elevata, la rottura dell’oro e il crollo continuo di USD/JPY potrebbero solo essere all’inizio.

【Ultima Analisi Tecnica sull’Oro Spot】

Analizzando dal punto di vista tecnico: attualmente tutte le scale temporali mostrano un andamento laterale. Su base settimanale, giornaliera e a 4 ore, si osservano bande di Bollinger che si restringono e medie mobili che si avvicinano, senza alcun segnale di forti rialzi o ribassi.

Inoltre, le candele giornaliere mostrano volumi in calo e corpi sempre più piccoli; ciò lascia intuire che, prima della pubblicazione dei dati CPI di questa settimana, il mercato difficilmente sperimenterà forti fluttuazioni.

Un altro dettaglio su cui concentrare l’attenzione: nel ciclo H4, i minimi sono in costante ascesa; il minimo di venerdì scorso era 4.365, quello di lunedì 4.380, segno evidente che la forza ribassista si sta indebolendo. Seguendo questa tendenza, il minimo di martedì potrebbe essere ancora più alto; attenzione quindi all’area dei 4.400 in basso e, se si segue la tendenza rialzista, oggi si può puntare ancora a salire, con obiettivi ai massimi di 4.450 e 4.500 dollari.

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