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Il CEO di AMC definisce 'oltraggiosi' i token azionari tokenizzati di Robinhood e ordina una revisione legale

Il CEO di AMC definisce 'oltraggiosi' i token azionari tokenizzati di Robinhood e ordina una revisione legale

CryptopolitanCryptopolitan2026/09/04 10:20
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Adam Aron, amministratore delegato di AMC Entertainment (NYSE: AMC), ha espresso pubblicamente il proprio dissenso nei confronti di Robinhood (NASDAQ: HOOD) in uno scambio pubblico con il CEO Vlad Tenev tra il 3 e il 4 settembre, chiedendo quale fosse la base legale su cui la piattaforma di intermediazione offre agli utenti azioni tokenizzate della sua società e di oltre altre 190 aziende. 

Riguardo a come AMC intende affrontare la questione in futuro, Aron ha affermato che si rivolgerà a consulenti legali esterni specializzati in titoli per approfondire la questione. 

“Qual è la preoccupazione?”

Ironia della sorte, le stesse informative di Robinhood dichiarano che i token sulla blockchain sono titoli di debito tokenizzati emessi da una società affiliata offshore, Robinhood Assets. I possessori ottengono esposizione al prezzo di un’azione. Ma ciò non significa possesso legale, e non hanno diritto di voto sulle proposte come fanno invece gli azionisti tradizionali.

Robinhood afferma inoltre chiaramente che i token non sono registrati come titoli negli Stati Uniti e non possono essere venduti lì. 

Tali informative però non bastano a tranquillizzare Aron, poiché secondo lui nessuno dovrebbe poter creare un prodotto che porti il nome AMC e ne segua l’andamento del titolo senza l’approvazione dell’azienda o senza passare dal regime normativo a cui AMC è sottoposta.

OpenAI ha già affrontato la questione delle azioni tokenizzate

Lo scorso anno, OpenAI ha pubblicamente preso le distanze dai token Robinhood legati al suo nome, dichiarando che non rappresentavano equity di OpenAI, che non aveva né collaborato né approvato Robinhood e che nessun trasferimento delle sue azioni era stato autorizzato.

La difesa di Tenev allora anticipava la sua replica secca di ora. Ha sostenuto che i token non fossero tecnicamente equity ma derivati, offrendo agli investitori retail esposizione a una società privata, e che la tokenizzazione di un’azienda non dovrebbe richiedere il consenso di quest’ultima. 

Aron sta mettendo direttamente alla prova questa seconda affermazione, insistendo sul fatto che il consenso di una società quotata e dei suoi regolatori sia ancora fondamentale.

La controversia si inserisce in un mercato che quest’anno è cresciuto enormemente. Secondo il data dashboard di The Block, le azioni tokenizzate hanno raggiunto un valore di mercato combinato di 13,4 miliardi di dollari al 1° settembre, rispetto ai 2,5 miliardi di dollari all’inizio del 2026. 

Robinhood è stata un fattore trainante di questa crescita, avendo elencato oltre 190 token azionari sulla propria rete basata su Arbitrum dopo averne aggiunti 100 in un solo lotto il 13 agosto.

 

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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