Gli ordini alle fabbriche in Germania crescono oltre le previsioni per il terzo mese consecutivo, segnalando una ripresa economica sempre più evidente.
Secondo i dati pubblicati giovedì dall’Ufficio Federale di Statistica tedesco, gli ordini alle fabbriche in Germania sono aumentati del 2,5% su base mensile a luglio, dopo una revisione al rialzo del dato di giugno, che aveva registrato una crescita del 3,7%.
Secondo quanto riportato da Zhihui Finance APP, i dati pubblicati giovedì dall'Ufficio Federale di Statistica tedesco mostrano che gli ordini di fabbrica in Germania sono aumentati del 2,5% su base mensile a luglio, mentre il dato di giugno è stato rivisto al rialzo a una crescita del 3,7%. Questo risultato ha superato di gran lunga la mediana delle previsioni fatte da 21 economisti intervistati dal mercato, solo uno dei quali aveva previsto un valore superiore a quello effettivo. Con l’accelerazione del ritmo di ripresa della maggiore economia europea, la crescita mensile degli ordini di fabbrica in Germania ha superato le aspettative per il terzo mese consecutivo.
Dai dati suddivisi per settore, la crescita degli ordini è stata trainata principalmente da grandi commesse relative a navi, treni e aerei. Tuttavia, escludendo queste commesse di grande valore, il totale degli ordini ha registrato un calo, con l’industria automobilistica che ha mostrato la flessione più significativa. Anche i dati a tre mesi su base mobile, meno soggetti a volatilità, hanno confermato questa tendenza divergente: da maggio a luglio, gli ordini totali, corretti per l'inflazione, sono cresciuti dell’8% grazie alla forte domanda dai Paesi extra eurozona, che ha compensato il calo del mercato interno tedesco e degli altri mercati europei.
Questa divergenza è in linea con le difficoltà attuali dell’industria automobilistica tedesca. I dati mostrano che nel primo semestre di quest’anno le esportazioni tedesche di automobili e componenti sono diminuite del 5,8% rispetto all’anno precedente, con una diminuzione verso gli Stati Uniti pari addirittura al 17,2%. L’occupazione nel settore auto è scesa al livello più basso dal 2005. Società come Volkswagen e BMW continuano a subire pressioni sugli utili operativi e sono costrette a chiudere impianti e tagliare posti di lavoro.
I dati recenti indicano che, con il miglioramento delle esportazioni, importanti investimenti governativi per diverse centinaia di miliardi di euro destinati alla difesa e all’ammodernamento delle infrastrutture, e con le imprese che incrementano gli investimenti nell’intelligenza artificiale, l’economia tedesca sta gradualmente uscendo da anni di stagnazione.
A rafforzare in particolare la fiducia dei mercati è stata la revisione al rialzo del valore finale del PIL tedesco del secondo trimestre, passato dallo 0,2% inizialmente previsto allo 0,3%. Parallelamente, anche diversi indici di fiducia economica sono aumentati, e la fiducia nel settore manifatturiero ha raggiunto ad agosto il livello più alto dal 2022.
Il cancelliere tedesco Merz, una volta insediatosi, ha lanciato un ampio fondo speciale per migliorare le infrastrutture dei trasporti e digitali, promuovere l’innovazione tecnologica e sviluppare il settore della difesa. Il Ministero dell’Economia tedesco ha chiarito, in occasione della pubblicazione dei dati relativi agli ordini di giugno, che la tendenza alla crescita dei nuovi ordini nell’industria manifatturiera è principalmente dovuta a una forte domanda interna, sottolineando inoltre che “la significativa crescita dei produttori di beni strumentali potrebbe essere correlata agli acquisti pubblici per la modernizzazione delle Forze Armate tedesche e ai contratti relativi ai fondi speciali per infrastrutture e neutralità climatica”.
Inoltre, gli ingenti investimenti delle imprese nel settore dell’intelligenza artificiale sono diventati un motore di crescita fondamentale. La crescita degli ordini di nuovi prodotti nel comparto manifatturiero dell'eurozona è stata la più rapida degli ultimi 40 mesi, trainata in buona parte dall’impennata della domanda di soluzioni tecnologiche basate sull’intelligenza artificiale.
Tuttavia, i rischi non vanno sottovalutati. Le riforme a Berlino sono ostacolate dalle frizioni interne alla coalizione di governo, la concorrenza proveniente dalla Cina resta intensa e la Banca Centrale Europea potrebbe decidere di aumentare i tassi di interesse la prossima settimana, per rispondere alle pressioni inflazionistiche derivanti dall’escalation della situazione in Iran.
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