Besant incontra il governatore della Banca del Giappone: forti segnali di supporto degli Stati Uniti per un rafforzamento dello yen, sottolineando la necessità di evitare oscillazioni eccessive dei tassi di cambio.
Secondo il verbale dell'incontro pubblicato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, durante l’incontro con Kazuo Ueda domenica scorsa, la Segretaria al Tesoro USA, Yellen, ha "espresso un forte sostegno alle misure decisive adottate dal Giappone in materia di politica monetaria e di mercato, al fine di affrontare il problema dello yen chiaramente sottovalutato", sottolineando che l’indebolimento dello yen sta aumentando le pressioni inflazionistiche interne in Giappone. Secondo i media giapponesi, funzionari statunitensi hanno dichiarato che durante l’incontro, Yellen ha esortato il Giappone a ulteriori aumenti dei tassi d’interesse. Il mercato prevede ormai quasi al 100% una probabile rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone a settembre.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha pubblicamente rivelato il contenuto dell’incontro tra il Segretario al Tesoro Baisent e il Governatore della Banca del Giappone Kazuo Ueda, mandando un chiaro segnale che Washington spera che il Giappone allevi l’indebolimento dello yen tramite politiche monetarie e interventi di mercato.
Secondo il verbale dell’incontro reso noto nella serata del 1° settembre (fuso orario della costa orientale USA), durante il meeting con Ueda il 30 agosto, il Segretario al Tesoro Baisent ha “fortemente sostenuto che il Giappone adotti misure decise di politica di mercato e monetaria per affrontare il problema del chiaro sottovalutamento dello yen”, sottolineando che la debolezza dello yen sta accentuando le pressioni inflazionistiche interne in Giappone.
Lo stesso giorno, Baisent ha scritto sui social che è stato lieto di incontrare il suo “vecchio amico” Ueda durante la riunione dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali del G20. Le parti hanno discusso dell’alleanza USA-Giappone, delle comuni priorità sulle politiche macroeconomiche e finanziarie, della normalizzazione della politica monetaria nipponica, nonché dell’importanza di stabilizzare le aspettative sull’inflazione e di evitare eccessive fluttuazioni valutarie tramite una politica responsabile e una comunicazione efficace.
Questa posizione segue la linea delle recenti dichiarazioni di politica economica di Baisent. Il 31 agosto, infatti, in un’intervista a CNBC, Baisent aveva affermato di credere che il governo giapponese e la Bank of Japan avrebbero agito per rafforzare lo yen; secondo NHK, un alto funzionario del Dipartimento del Tesoro americano avrebbe aggiunto che Baisent avrebbe esortato il Giappone ad ulteriori aumenti dei tassi durante l’incontro con Ueda.
Perché gli USA sottolineano ora la “eccessiva volatilità” dello yen?
Dai contenuti resi noti dall’incontro, l’attenzione degli Stati Uniti non è solo sul tasso di cambio dello yen in sé, ma piuttosto sull’interazione tra yen, inflazione e politica monetaria giapponese.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sottolineato che Baisent ha rimarcato come una politica monetaria ben calibrata e ben comunicata sia fondamentale per ancorare le aspettative sull’inflazione e prevenire eccessive oscillazioni valutarie.
Il Tesoro ha inoltre affermato che Baisent sostiene “fortemente” le precedenti misure di politica di mercato e monetaria del Giappone a fronte del chiaro sottovalutamento dello yen, menzionando specificamente che la debolezza dello yen sta acuendo le pressioni inflazionistiche interne.
La svalutazione dello yen fa salire i costi di importazione di beni ed energia, trasmettendo i rincari ai prezzi interni. Con l’inflazione giapponese ancora superiore al target di lungo termine della Bank of Japan, un ulteriore indebolimento dello yen complica la prosecuzione della politica monetaria accomodante.
Dunque, Baisent sottolinea che il Giappone dovrebbe: stabilizzare le aspettative inflazionistiche attraverso una traiettoria di politica più solida e chiara, riducendo al contempo la volatilità eccessiva dello yen.
Secondo Bloomberg, Baisent aveva già più volte suggerito che il Giappone dovesse alzare i tassi d'interesse per sostenere lo yen. Questa dichiarazione pubblica dopo l’incontro con Ueda è un segnale ulteriore di sostegno all’azione del Giappone.
Baisent suggerisce più volte: il Giappone deve ulteriormente aumentare i tassi
Sebbene il comunicato ufficiale del Dipartimento del Tesoro non riporti esplicitamente che si chieda al Giappone di aumentare i tassi, le recenti dichiarazioni pubbliche di Baisent collegano ripetutamente il rafforzamento dello yen alla normalizzazione della politica monetaria giapponese.
Il 31 agosto Baisent, intervistato da CNBC, ha dichiarato di essere fiducioso che “il governo giapponese e la Bank of Japan adotteranno misure favorevoli a un rafforzamento dello yen”.
Alla domanda se ciò implicasse una possibile stretta della Bank of Japan, Baisent ha risposto che ritiene “il mercato stia già prezzando questa evenienza”.
Baisent ha aggiunto di essere in possesso di alcune “informazioni non note al mercato”, e per questo è convinto che il governo giapponese e la BOJ alla fine agiranno per rafforzare lo yen.
Secondo i report, lunedì un alto funzionario del Dipartimento del Tesoro ha dichiarato ai media giapponesi NHK che Baisent nell’incontro del 30 agosto con Ueda ha chiesto al Giappone un ulteriore rialzo dei tassi.
Tuttavia, secondo Reuters, la richiesta non è confermata nei verbali ufficiali, per cui Baisent sta pubblicamente promuovendo la normalizzazione della politica monetaria giapponese, più che comunicare una richiesta ufficiale USA di incremento dei tassi in occasione di un meeting specifico.
Intervento congiunto a fine luglio: perché lo yen resta debole?
L’incontro tra Baisent e Ueda si colloca anche nel contesto di un raro intervento congiunto USA-Giappone sul mercato valutario a fine luglio.
Il 31 luglio, i governi di Stati Uniti e Giappone hanno acquistato congiuntamente yen per sostenere la valuta, un’azione rara volta a contenere il deprezzamento eccessivo dello yen e la volatilità correlata sui mercati finanziari.
Tuttavia, l’intervento non ha invertito completamente la debolezza dello yen.
Il 31 agosto Baisent ha anche affermato che gli Stati Uniti non possono cambiare l’“equilibrio naturale” dei cambi tramite politiche, ma che queste possono comunque dare segnali ai mercati. Ha aggiunto di credere che il governo giapponese agirà per rafforzare lo yen.
Questo spiega il forte interesse dei mercati verso l’incontro Baisent-Ueda.
Rispetto all’azione diretta di luglio sul forex, ora Baisent punta maggiormente su aggiustamenti di policy da parte del Giappone, cioè sulla normalizzazione della politica monetaria, una comunicazione più chiara e la stabilizzazione delle aspettative inflazionistiche, per rafforzare lo yen su basi più solide.
Verso il meeting di settembre: la probabilità di aumento dei tassi sfiora il 100%
Con i continui segnali di Baisent, anche le decisioni della Bank of Japan al prossimo meeting di settembre sono ora sotto i riflettori del mercato.
Secondo Bloomberg che cita i dati swap su indici overnight, al 1° settembre il mercato prezza una probabilità di circa il 99% di rimozione dell’allentamento dei tassi da parte della Bank of Japan il 18 settembre, più del doppio rispetto a un mese prima.
La prossima riunione di politica monetaria della Bank of Japan è fissata per il 17-18 settembre.
Uno dei motivi per la crescente speculazione è il fatto che l’inflazione interna nipponica resta sopra il target, mentre la debolezza dello yen accresce i costi delle importazioni. In queste condizioni, la pressione sulla Bank of Japan si sta spostando da “serve davvero una stretta?” a “a quale velocità deve avvenire la normalizzazione?”.
Dal punto di vista USA, la politica monetaria giapponese ha anche un impatto globale sui mercati finanziari.
Se la Bank of Japan dovesse mantenere una politica troppo accomodante mentre lo yen resta debole, si rischia di accentuare l’inflazione giapponese; al contrario, una stretta rapida potrebbe rafforzare lo yen, con possibili effetti su rendimenti dei titoli di Stato giapponesi e allocazione globale dei capitali.
Dunque il vero focus dell’incontro tra Baisent e Ueda non è solo se gli USA “sostengano un rafforzamento dello yen”, ma che il Dipartimento del Tesoro USA ha ormai pubblicamente accorpato cambio yen, inflazione e normalizzazione della politica monetaria giapponese nello stesso quadro di policy.
Dopo il raro intervento congiunto nel forex di fine luglio, Washington invia ora un segnale ulteriore di supporto al Giappone a favore della stabilizzazione dello yen attraverso politiche monetarie e azioni di mercato. Avvicinandosi la riunione di settembre della Bank of Japan, il vero nodo per Ueda sarà come bilanciare inflazione, tasso di cambio e crescita economica, sotto l’attento sguardo dei mercati.
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