Rispondendo all'ondata di "odio" contro i data center, Trump: gli americani contrari "finiranno per restare indietro e diventare poveri"
Il presidente degli Stati Uniti, Trump, ha pubblicamente sostenuto la costruzione di data center, avvertendo che rallentare lo sviluppo delle infrastrutture per l’AI permetterebbe ad altri Paesi di sorpassare gli Stati Uniti. Tuttavia, la pressione elettorale ha causato una spaccatura all’interno del Partito Repubblicano e numerosi legislatori di diversi Stati hanno bloccato i relativi progetti. Attualmente, decine di progetti di data center negli USA sono stati sospesi a causa dell’opposizione locale, con investimenti coinvolti per circa 150 billions di dollari.
Il presidente degli Stati Uniti si è personalmente impegnato per sostenere la costruzione delle infrastrutture dell’AI, ma i politici americani, sotto la pressione elettorale, stanno cambiando fronte, facendo intensificare il braccio di ferro politico attorno ai data center.
Il 31 agosto, Trump ha pubblicato un post sul suo social Truth Social, utilizzando toni decisi per difendere la crescita dei data center, afferma che le comunità americane che si oppongono ai progetti "vogliono restare indietro e povere", e invita tutti a "far decidere i dati".
Questa è la sua dichiarazione pubblica più diretta in assoluto riguardo allo sviluppo delle infrastrutture AI negli Stati Uniti. Secondo gli analisti, questa ondata di costruzione sta diventando una questione delicata per le elezioni di metà mandato, causando lacerazioni interne al Partito Repubblicano.
Secondo il Financial Times, decine di progetti di data center in tutto il paese sono stati sospesi o annullati per opposizione locale, coinvolgendo investimenti di circa 150 miliardi di dollari.
Contemporaneamente, deputati repubblicani e democratici annunciano a gara misure per sospendere, revisionare o vietare nuovi progetti, tentando di assecondare il consenso popolare prima delle elezioni. Questa ondata di opposizione minaccia non solo il piano d’investimento del settore tecnologico ma anche l’agenda economica del governo Trump.
Conti economici: l’impatto degli investimenti AI sulla politica elettorale
Trump nel suo post collega la costruzione dei data center direttamente alla prosperità nazionale. Scrive:
Se uccidiamo questa gallina dalle uova d’oro, potrete dare la colpa solo a voi stessi.
Aggiunge anche argomentazioni dei dirigenti delle grandi aziende tech, sostenendo che una frenata nell’espansione dei data center darebbe ad altri paesi l’opportunità di superare gli Stati Uniti nel settore AI.
Secondo gli analisti, gli investimenti legati all’AI sono attualmente un motore fondamentale per la crescita economica statunitense e contribuiscono ad attutire l’impatto dei prezzi elevati dell’energia. Ciò significa che la stagnazione nella costruzione dei data center non è solo un problema di settore, ma incide direttamente sulla narrazione delle performance economiche dell’amministrazione Trump.
In parallelo con l’intervento di Trump, anche il capitale della Silicon Valley passa all’attacco.
Secondo il Financial Times, un gruppo di advocacy legato a miliardari del mondo della tecnologia e dell’AI ha annunciato lunedì il lancio di una “campagna pubblica da diversi milioni di dollari”, volta a promuovere i benefici economici dei data center attraverso pubblicità in Kansas, Ohio e Wisconsin.
Il gruppo è affiliato al super PAC Leading the Future, che ha raccolto oltre 75 milioni di dollari da miliardari della Silicon Valley. Tra i sostenitori figurano venture capitalist come Marc Andreessen, Ben Horowitz e il co-fondatore di OpenAI Greg Brockman.
Il gruppo afferma che sosterrà, prima delle elezioni di novembre, i candidati statali e federali che si impegnano a rimuovere gli ostacoli alla costruzione delle infrastrutture AI negli Stati Uniti.
Fratture interne: dal sostegno al voltafaccia
Poche ore dopo il post di Trump, il vice presidente Vance si è recato in Michigan per una manifestazione. Lungo il tragitto ha dichiarato che "circa il 99% dell’opposizione" deriva dall’aumento dei prezzi dell’energia nelle zone circostanti e, se gli sviluppatori sapranno risolvere questo problema, "i data center non saranno così controversi".
In Michigan, entrambi i partiti sono fortemente contrari ai data center, tanto che Mike Rogers, candidato al Senato federale appoggiato da Trump, ha chiesto di sospendere tali progetti per un anno in tutto lo stato.
Il governatore del Texas, il repubblicano Greg Abbott, era precedentemente un forte sostenitore dello sviluppo dei data center, ma questo mese ha di fatto bloccato centinaia di progetti nel suo stato, affermando che gli sviluppatori "hanno ricevuto l’opposizione che meritano".
Byron Donalds, candidato repubblicano a governatore della Florida, in origine aveva accolto con favore l’arrivo dei data center, ma ora ha cambiato posizione, assumendo un atteggiamento critico.
Strategisti repubblicani avvertono che i data center stanno diventando un “veleno politico”: i sondaggi interni mostrano che questi progetti sono impopolari e sono ormai un canale di sfogo della pubblica opinione contro la crescente influenza delle grandi aziende tech, l’aumento del costo dell’energia e l’impatto disruptive dell’AI.
Trump stesso ha ammesso in precedenza che i data center necessitano di una “operazione di salvataggio PR”.
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