La crisi di credibilità della Federal Reserve può portare il prezzo dell’oro a nuovi massimi?
Fonte: China Gold Network
L’oro, come asset di copertura contro l’incertezza valutaria, ha ricevuto sostegno dal prezzo in un contesto di mercato in cui si è esagerato con le aspettative di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, ma i segnali di svolta nella politica monetaria stanno diventando sempre più confusi. Il futuro andamento dell’oro dipenderà principalmente dalla direzione della politica della Federal Reserve e dalle variazioni del livello di fiducia del mercato nei suoi confronti.
Tuttavia, la fiducia del mercato verso la Federal Reserve è un fattore variabile e irrazionale, simile ai cambiamenti nelle relazioni interpersonali: anche i segnali più lievi possono indebolire la fiducia, e al momento la credibilità della Federal Reserve sta affrontando una prova estremamente difficile.
Dopo l’insediamento di Walsh come nuovo presidente della Federal Reserve, negli ultimi due meeting sui tassi d’interesse, il tasso è stato mantenuto tra il 3,5% e il 3,75%. Dichiarando pubblicamente una “tolleranza zero” verso l’inflazione elevata, ha ribadito l'obiettivo di inflazione al 2% come imprescindibile. Tuttavia, nella pratica non è stato avviato immediatamente un rialzo dei tassi, ma sono state attuate diverse riforme interne: riduzione delle linee guida prospettiche, istituzione di gruppi di lavoro speciali, revisione dei meccanismi di comunicazione delle politiche, della gestione dei bilanci e del quadro della politica sull’inflazione. La logica centrale superficiale di queste misure è orientare il mercato a concentrarsi sui dati economici e a ridurre il rumore creato dalle dichiarazioni degli ufficiali, concedendo alla Federal Reserve più tempo per osservare il mercato e prendere decisioni.
Secondo questa logica, il prezzo internazionale dell’oro ha ancora un sostegno fino a novembre. L’ampliamento delle operazioni di riacquisto di titoli a lungo termine da parte del Tesoro americano può attenuare la tendenza al rialzo dei rendimenti dei titoli americani fra settembre e novembre, con l’intento principale di abbassare il tasso di cambio del dollaro e i tassi di interesse a lungo termine, così da creare un ambiente favorevole e stabile per il mercato azionario americano nel periodo delle elezioni di metà mandato. Il calo dei rendimenti dei titoli americani e l’indebolimento del dollaro forniscono ulteriori spinte al rialzo per l’oro; l’argento, grazie alla sua doppia natura di metallo prezioso rifugio e bene industriale, segue con forza l’andamento positivo dell’oro e delle banche.
Responsabile editoriale: Zhu Henan
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