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Il trading di “deprezzamento” torna alla ribalta! Circa 7 miliardi di dollari affluiscono in cinque giorni negli ETF su oro e bitcoin, i due principali asset rari si rafforzano insieme

Il trading di “deprezzamento” torna alla ribalta! Circa 7 miliardi di dollari affluiscono in cinque giorni negli ETF su oro e bitcoin, i due principali asset rari si rafforzano insieme

智通财经智通财经2026/08/26 22:31
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Per:智通财经

Con il riemergere delle preoccupazioni del mercato riguardo al deficit fiscale degli Stati Uniti, al debito pubblico e alle prospettive del dollaro, gli investitori si stanno riversando contemporaneamente sia sull’oro che su bitcoin, invece di scegliere tra i due asset.

Secondo quanto riportato da Finanza Intelligente APP, con il riemergere delle preoccupazioni del mercato riguardo al deficit fiscale degli Stati Uniti, il debito pubblico e le prospettive del dollaro, gli investitori stanno affluendo contemporaneamente sia verso l’oro che su bitcoin, abbandonando così la scelta esclusiva tra le due asset class. I più recenti dati sui flussi di capitale mostrano che gli ETF che tracciano oro e bitcoin hanno attirato complessivamente nei cinque giorni di contrattazione passati un afflusso record di circa 7 miliardi di dollari, facendo di questi due asset scarsi nuove importanti destinazioni per fondi in cerca di rifugio.

Secondo i dati, negli ultimi cinque giorni di contrattazione, lo SPDR Gold Shares (GLD.US) di State Street Investment Management ha attirato quasi 3,4 miliardi di dollari di capitali; l’iShares Bitcoin Trust ETF (IBIT.US) di BlackRock ha invece registrato un afflusso netto di circa 1,5 miliardi di dollari.

Entrambi i fondi si sono piazzati nella top ten per afflussi di capitali tra gli ETF statunitensi nello stesso periodo, con il GLD che si posiziona subito dietro solo a pochi grandi ETF azionari, tra cui lo S&P500 ETF (VOO.US).

È particolarmente degno di nota che oro e bitcoin stiano contemporaneamente registrando massicci afflussi di capitali.

In passato, quando aumentava il sentimento di avversione al rischio nei mercati, l’oro era solitamente la scelta preferita, grazie al suo status storico di bene rifugio, mentre la caratteristica di “oro digitale” di bitcoin era più spesso messa in dubbio. Oggi, invece, i due asset, rappresentanti della “scarsità” in forme diverse, stanno nuovamente rafforzandosi assieme.

Un fattore chiave di questo cambiamento è il fatto che il mercato è tornato a preoccuparsi della necessità di finanziamento degli Stati Uniti, dell’andamento del dollaro e delle possibili conseguenze dei tentativi del governo di abbassare i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine.

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Bessent, ha recentemente annunciato che il Tesoro raddoppierà almeno il volume di riacquisti di titoli del Tesoro a lunga scadenza. Dopo l’annuncio, rendimento dei Treasury USA e dollaro sono scesi, mentre oro e bitcoin hanno registrato forti rialzi. Ciò ha ulteriormente rafforzato la domanda degli investitori per asset rari la cui offerta non può essere facilmente aumentata dai governi.

Gautam Chhugani, analista senior di digital asset per Bernstein, ha dichiarato che l’era di 40 anni di calo dei tassi d’interesse sembra ormai finita e che, con il debito sovrano ai massimi storici, i governi si trovano ad affrontare costi di servizio del debito sempre più elevati. In questo contesto, gli investitori potrebbero beneficiare dal detenere asset scarsi che non possono essere facilmente creati o diluiti come bitcoin.

Il recente movimento di mercato ha riportato in auge anche il “reflation trade”. Questa logica prevede che, quando la pressione fiscale aumenta e i policy maker cercano di alleviare il peso del debito attraverso condizioni finanziarie più accomodanti, gli investitori sono maggiormente inclinati a detenere asset esterni al sistema monetario con offerta limitata.

L’oro è la scelta tradizionale grazie alla sua funzione di riserva di valore e all’attributo di bene rifugio sedimentato da millenni; anche bitcoin, la cui offerta finale è limitata a 21 milioni, è sempre più considerato da alcuni come uno strumento per diversificare il rischio di svalutazione monetaria e rischio fiscale.

Eric Balchunas, analista senior ETF per Bloomberg Intelligence, sottolinea che questo è molto importante per la narrativa a lungo termine di bitcoin, la cui caratteristica fondamentale dovrebbe essere proprio quella di “un asset resistente alla svalutazione monetaria”.

Il fondatore di Bridgewater Associates, Ray Dalio, ha recentemente consigliato agli investitori di ridurre l’esposizione alle obbligazioni e di destinare al massimo il 10%-15% del portafoglio in oro, mantenendo al contempo una “piccola” quota in bitcoin, così da affrontare eventuali rischi di crisi del debito statunitense.

Vale la pena notare che la velocità dei flussi in entrata si sta accelerando sensibilmente. Il GLD, che ha una dimensione di circa 155 miliardi di dollari, aveva registrato dall’inizio dell’anno una fuoriuscita netta di circa 2,8 miliardi di dollari, ma soltanto negli ultimi cinque giorni sono affluiti circa 3,4 miliardi, segno di un significativo cambiamento nell’atteggiamento degli investitori verso l’oro.

L’IBIT, che gestisce circa 60 miliardi di dollari, è stato relativamente stabile da inizio anno, con un flusso in entrata totale di circa 830 milioni di dollari, ma negli ultimi cinque giorni i flussi sono saliti circa a 1,5 miliardi di dollari.

Noelle Acheson, autrice di «Crypto Is Macro Now», ritiene che il punto davvero interessante non sia solo il flusso in sé, ma l’evidente trend di accelerazione dei flussi in ingresso. Secondo lei, questo slancio potrebbe significare che investitori precedentemente sottopesati su oro e bitcoin stanno rapidamente aumentando le loro posizioni.

I forti afflussi hanno contribuito anche al recente rialzo simultaneo di entrambi gli asset.

L’oro è salito di circa il 13% nel mese in corso, superando recentemente i 4.600 dollari per oncia; bitcoin ha brevemente sfondato la soglia degli 80.000 dollari. Questo rialzo simultaneo suggerisce che oro e bitcoin stanno attualmente beneficiando entrambi delle preoccupazioni riguardanti la situazione fiscale degli Stati Uniti, il debito pubblico e il potere d’acquisto del dollaro.

In passato, gli investitori potevano considerare oro e bitcoin come asset alternativi e concorrenti; tuttavia, l’analisi dei più recenti flussi di capitale mostra che alcuni iniziano a detenere entrambi, utilizzando l’oro come tradizionale bene rifugio e bitcoin come strumento di copertura contro i rischi monetari e fiscali di lungo periodo, grazie alla sua offerta fissa.

Ciò nonostante, non tutte le istituzioni di Wall Street ritengono che il “reflation trade” continuerà a essere il motore principale del rialzo di oro e bitcoin.

La stratega economica di Fundstrat, Hardika Singh, pensa che questa dinamica possa essersi indebolita e che le azioni, in ultima analisi, possano risultare una copertura più affidabile rispetto a oro o bitcoin.

Sottolinea che il crescente deficit fiscale americano è sicuramente un problema ma, se il mercato si abitua all’idea che nel breve non esiste una soluzione chiara, gli investitori potrebbero anche adattarsi a questo scenario fiscale.

In questo caso, è comunque possibile che oro e bitcoin continuino a salire, ma i motivi del rialzo potrebbero non essere più attribuibili solo alle preoccupazioni per la svalutazione monetaria.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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