1,9%! L’inflazione in Giappone a luglio ha raggiunto il massimo annuale, con prezzi di energia e alimentari freschi entrambi in accelerazione
I prezzi dell'energia sono tornati in territorio positivo per la prima volta dal novembre 2025, poiché il conflitto in Medio Oriente ha fatto aumentare i costi del petrolio oltre la capacità di copertura dei sussidi governativi. L'inflazione all'ingrosso di luglio ha raggiunto il 7,2%, con la bolletta elettrica come voce a maggior contributo, indicando che i costi energetici si stanno rapidamente trasferendo dalla produzione al consumo. I prezzi dei prodotti freschi sono aumentati del 7% su base annua, quasi raddoppiando rispetto al mese precedente. Il rafforzamento dei dati conferma gli avvertimenti ufficiali, rafforzando ulteriormente le aspettative del mercato su una più rapida stretta della politica monetaria da parte della Banca del Giappone.
Le pressioni inflazionistiche in Giappone si sono notevolmente intensificate nell'estate 2026. A luglio, il tasso complessivo di inflazione è salito al livello più alto dell'anno, con i prezzi dell'energia e degli alimenti freschi che accelerano simultaneamente, suscitando un'ulteriore attenzione del mercato sull'orientamento della politica monetaria della Banca del Giappone.
Secondo i dati più recenti pubblicati il 21 agosto dal Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni del Giappone, a luglio l'indice generale dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dell'1,9% su base annua, raggiungendo così il livello più elevato dell'anno. L'inflazione core (escludendo alimenti freschi, inclusa energia) è stata in linea con le attese, segnando l'1,8%. Per la prima volta da novembre 2025, i prezzi dell'energia sono aumentati, nonostante le politiche di sussidio varate dal governo guidato da Sanae Takaichi siano ancora operative; le pressioni sull'aumento del costo del petrolio greggio causate dalla guerra in Medio Oriente sono ormai difficili da compensare completamente.

Il rafforzamento dei dati sull'inflazione conferma gli avvertimenti precedenti della Banca del Giappone. Nel rapporto sulle prospettive pubblicato il mese scorso, la Banca del Giappone ha avvertito che l'inflazione core potrebbe accelerare nel secondo semestre dell'esercizio 2026 (cioè settembre-marzo dell'anno successivo), salendo a un livello "nettamente superiore" al 2%, elencando tra i principali fattori trainanti la traslazione dell’aumento salariale sui prezzi di vendita, l'ascesa dei prezzi del petrolio greggio e il recente deprezzamento dello yen. Gli analisti ritengono che, in questo contesto, il dato superiore alle attese di luglio rafforzerà ulteriormente le aspettative di mercato riguardo ad un inasprimento della politica monetaria da parte della banca centrale.
Rimbalzo dei prezzi energetici, inflazione all'ingrosso al 7,2%
L’energia è il fattore chiave nei dati sull’inflazione di questa volta. A luglio, i prezzi dell’energia sono aumentati per la prima volta da novembre 2025, riflettendo direttamente l’impatto esterno dell’aumento dei prezzi internazionali del greggio dovuto al perdurare del conflitto tra Iran e Medio Oriente.
Questa pressione è ancora più evidente a monte. A luglio, l’inflazione all’ingrosso ha raggiunto il 7,2%, con l’elettricità come principale contributo, dimostrando che i costi energetici si stanno rapidamente trasmettendo dalla produzione al consumo.
Va sottolineato che la politica di sussidi all’energia attuata dal governo Sanae Takaichi ha contribuito in parte a contenere le letture dell’inflazione lato consumatori. Secondo quanto riportato da CNBC in precedenza, proprio grazie a tale meccanismo di supporto l'inflazione al consumo è rimasta relativamente moderata. Tuttavia, anche con i sussidi in vigore, i prezzi dell’energia sono aumentati, indicando che le pressioni sui costi del petrolio hanno ormai superato la capacità di ammortizzazione delle politiche governative.
Prezzi degli alimenti freschi in forte aumento, quasi raddoppiata la crescita rispetto al mese precedente
L’importante balzo dei prezzi degli alimenti freschi rappresenta un’altra caratteristica notevole dei dati di luglio. I prezzi degli alimenti freschi sono aumentati del 7% su base annua a luglio, quasi il doppio rispetto all’incremento del 3,9% di giugno, segnalando che le pressioni inflazionistiche nel settore alimentare stanno crescendo rapidamente.
Sebbene i prezzi degli alimenti freschi non siano inclusi nell’indice core CPI, le loro forti oscillazioni hanno un effetto diretto sul dato complessivo di inflazione. A luglio, l’indice generale CPI ha raggiunto l’1,9%, mentre l’inflazione “core-core” (escluse sia alimentari fresche che energia) ha anch’essa segnato l’1,9%, il che evidenzia che, anche senza i due fattori più volatili, le pressioni inflazionistiche di fondo in Giappone restano da non sottovalutare.
L’avvertimento della Banca del Giappone pone alla prova l’orientamento della politica
Nel rapporto sulle prospettive pubblicato lo scorso mese, la Banca del Giappone ha lanciato un avvertimento preciso: l’inflazione core dovrebbe accelerare nella seconda parte dell’esercizio 2026 fino a “nettamente oltre” il 2%. Tre le cause principali indicate dalla banca centrale — il trasferimento del costo degli aumenti salariali sui prezzi di vendita da parte delle imprese, la crescita dei prezzi del greggio, e il recente e costante indebolimento dello yen.
La banca centrale ha poi dichiarato che, con la successiva discesa dei prezzi del petrolio, l’inflazione dovrebbe lentamente tornare intorno al 2%. Tuttavia, i dati di luglio mostrano che le pressioni rialziste sui prezzi dell’energia persistono e la tempistica di questo potenziale “rientro” rimane incerta.
Secondo gli analisti, il costante avvicinamento dell’inflazione core all’obiettivo del 2% e il raggiungimento dei massimi annuali dall’inflazione generale metteranno la Banca del Giappone di fronte a bilanciamenti ancora più complessi nel prossimo meeting di politica monetaria — trovare l’equilibrio tra sostenere la crescita economica e il controllo delle aspettative inflazionistiche sarà la questione chiave a cui il mercato continuerà a guardare con attenzione.
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