Sequestri nel Golfo di Aden + dispiegamento di portaerei + blocco iraniano: questo fine settimana il petrolio e l’oro saliranno ancora alle stelle?
Huitong News 20 agosto—— Oggi i mercati globali sono guidati da due principali linee tematiche: la prima riguarda le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la sicurezza della navigazione, la seconda le operazioni di liquidità sui Treasury statunitensi che indeboliscono il dollaro. L'ansia per l'offerta di petrolio si intensifica, il raddoppio delle operazioni di riacquisto sui Treasury USA comprime i rendimenti, con benefici per i metalli preziosi.
Giovedì (20 agosto), la situazione di stallo in Medio Oriente non si è risolta, la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz rimane gravemente limitata, nel Golfo di Aden si registra un nuovo sequestro di una petroliera, i premi di rischio sul petrolio rimangono elevati. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha ampliato le operazioni di riacquisto di titoli a lungo termine, i rendimenti dei Treasury calano e il dollaro si avvicina ai minimi di tre mesi, sostenendo oro e argento. Nel breve termine, il mercato è trainato a fasi alterne dall'ansia per la fornitura di materie prime e dalla debolezza del dollaro, con possibile aumento della volatilità.
Oggi i mercati globali sono guidati da due tematiche principali: la sicurezza della navigazione e la tensione geopolitica in Medio Oriente, e le operazioni di liquidità sui Treasury americani che portano a un dollaro più debole. L'ansia per l'offerta di petrolio si intensifica, i livelli di traffico nello Stretto di Hormuz sono molto inferiori a quelli precedenti le tensioni tra Iran e Stati Uniti, nel Golfo di Aden si registra un nuovo assalto armato su una nave; il raddoppio delle operazioni di riacquisto dei Treasury comprime i rendimenti, favorito il comparto dei metalli preziosi. Gli ordini delle fabbriche britanniche raggiungono un nuovo massimo del periodo, ma le aspettative sui prezzi aumentano.
Hormuz e Golfo di Aden: il “doppio motore” dell’ansia di forniture
La Marina USA mantiene il blocco dei porti iraniani, il volume giornaliero di petrolio protetto in uscita dal Golfo è di circa 5 milioni di barili, nettamente inferiore ai livelli precedenti il conflitto, rinforzando la narrativa di tensione sull’offerta. In Golfo di Aden sei uomini armati hanno preso il controllo di una petroliera dirigendosi verso la Somalia; crescono le previsioni di aumento dei costi assicurativi e dei noli navali sulle rotte del Mar Rosso/Golfo di Aden, supportando indirettamente il prezzo del petrolio. La conferma del dispiegamento di portaerei rafforza le aspettative di una maggiore presenza militare: nel breve ciò può rafforzare la domanda di dollaro per rifugio, ma nel medio-lungo termine le conseguenze dipenderanno dalle azioni concrete intraprese.
Operazioni di liquidità sui Treasury: indebolimento del dollaro, vantaggi per i metalli preziosi
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato almeno un raddoppio delle operazioni di riacquisto di titoli a lungo termine per sostenere la liquidità, con conseguente calo dei rendimenti dei Treasury e un dollaro indice vicino ai minimi degli ultimi tre mesi. Questo ha spinto direttamente i prezzi di oro e argento, con l’oro vicino ai massimi di periodo e un rimbalzo ancora più evidente per l’argento; si rafforzano anche le valute diverse dal dollaro. Se nel breve termine la debolezza del dollaro proseguirà, i metalli preziosi continueranno ad essere sostenuti; tuttavia, se il mercato dovesse interpretare le operazioni di riacquisto come segnale di preoccupazione per il debito, potrebbe rafforzarsi la pressione su una “narrativa di svalutazione del dollaro”, amplificando la volatilità.
Ripresa degli ordini britannici: segnali positivi dal lato della domanda e pressioni sui prezzi
Secondo un sondaggio delle principali istituzioni internazionali, l’indice degli ordini delle fabbriche britanniche ad agosto è salito ai massimi dal novembre 2024, mentre gli ordini di esportazione hanno superato lo zero per la prima volta da giugno 2022, trasmettendo una ventata positiva per gli asset rischiosi sul fronte della domanda. Ma le aspettative sui prezzi sono salite di pari passo, riflettendo la trasmissione dell’aumento dei costi del petrolio. Per la sterlina, i dati sono moderatamente positivi ma non sufficienti da soli a cambiare le aspettative di politica monetaria, con la valuta che tende più a seguire la debolezza del dollaro.
Mar Nero e clima: rumore marginale, non ancora una linea guida principale
Presso un porto energetico del Mar Nero sono stati trovati detriti di droni che hanno causato un incendio, subito domato, impatto valutato come limitato. Piogge regolari sulle aree marittime di Europa e Regno Unito, monsone più intenso nel sud-est asiatico ma nessuna interruzione significativa sulle principali rotte petrolifere. Eventi di questo tipo possono essere trascurati nel breve termine, ma il rischio nell’area del Mar Nero è destinato a persistere e, se dovesse sommarsi ad altri shock di approvvigionamento, potrebbe amplificare la volatilità.
PART 4:Prospettive di tendenza
Nel breve termine, il sequestro nel Golfo di Aden, i segnali di mediazione dal Qatar, così come le fluttuazioni dei rendimenti dei Treasury e del dollaro possono innescare alta volatilità, specie nelle fasi di apertura dei mercati asiatici ed europei. Il prezzo del petrolio si mostra estremamente sensibile a qualsiasi segnale di navigazione o diplomatico, oro e argento sono sostenuti dalla debolezza del dollaro. Su orizzonti temporali più lunghi, se le restrizioni nello Stretto di Hormuz dovessero persistere, le attese di calo delle scorte globali potrebbero far salire ulteriormente il premio di rischio sul petrolio, e riaccendere il dibattito sulla possibile entrata in una fascia di prezzo superiore; un dollaro debole protratto potrebbe mantenere forti i metalli preziosi. Tra i rischi estremi figurano la chiusura totale dello Stretto, un’escalation militare a seguito del fallimento della mediazione, l’ampliamento delle tensioni nel Golfo di Aden e altri sviluppi geopolitici nel fine settimana da osservare con attenzione.
FAQ (Domande Frequenti)
Qual è oggi l’impatto dello Stretto di Hormuz?
Il volume protetto in uscita dal Golfo è di circa 5 milioni di barili al giorno, molto inferiore al periodo pre-conflitto; il traffico commerciale è fortemente limitato e la narrativa delle difficoltà di fornitura sostiene i prezzi del petrolio.
Come influiscono le operazioni di riacquisto dei Treasury sull’oro?
L’aumento della liquidità dovuto alle riacquisto comprime i rendimenti e indebolisce il dollaro; l’oro, essendo quotato in dollari e senza rendimento, trae vantaggio sia dalla debolezza della valuta che dal clima di rischio.
La situazione nel Golfo di Aden potrebbe peggiorare ancora?
L’evento si è già verificato e se risolto rapidamente, l’impatto sarà di breve durata; tuttavia, i rischi connessi al Mar Rosso/Golfo di Aden possono riverificarsi, con una tendenza persistente all’aumento dei costi assicurativi e dei noli.
La mediazione del Qatar può invertire il trend del petrolio?
La mediazione è in corso, ma le probabilità di una svolta nel breve periodo sono basse; se dovessero emergere segnali concreti di dialogo, potrebbe ridursi temporaneamente il premio di rischio, ma è necessario monitorare lo sviluppo degli eventi.
L’episodio nel porto sul Mar Nero è rilevante ai fini operativi?
Ad oggi, l’impatto viene valutato come minimo, più rilevante come rischio di contesto; tuttavia, i rischi nell’area del Mar Nero permangono e, se dovessero sommarsi ad altri shock di offerta, potrebbero amplificare la volatilità.
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Attualmente, il mercato si concentra su due aspetti principali: primo, l’escalation dei rischi geopolitici in Medio Oriente con scontri navali tra Stati Uniti e Iran, mentre gli Stati Uniti lasciano intendere la possibilità di distruggere direttamente la capacità nucleare iraniana, aumentando così i timori sul prezzo del petrolio e sull’inflazione; secondo, i dati CPI degli Stati Uniti in uscita questo venerdì saranno decisivi nel determinare se la Federal Reserve aumenterà i tassi d’interesse a settembre. Allo stesso tempo, le aspettative restrittive della Banca del Giappone stanno rimodellando l’andamento dello yen.
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