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Lo yen si rafforza rapidamente nel breve termine! Report: Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi sostiene un rialzo dei tassi di interesse più rapido da parte della Banca del Giappone

Lo yen si rafforza rapidamente nel breve termine! Report: Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi sostiene un rialzo dei tassi di interesse più rapido da parte della Banca del Giappone

华尔街见闻华尔街见闻2026/08/13 06:06
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Per:华尔街见闻

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il governo giapponese sostiene il recente aumento dei tassi da parte della Banca Centrale del Giappone. La prossima finestra temporale per un ulteriore rialzo dei tassi potrebbe essere a settembre o ottobre. Le preoccupazioni della Banca Centrale giapponese sull’indebolimento dello yen che alimenta l’inflazione, insieme alla volontà del governo di consolidare gli effetti dell'intervento recente sui tassi di cambio tra yen e dollaro, stanno gradualmente convergendo, portando entrambe le parti a favore di un altro aumento dei tassi nel prossimo futuro.

Il tasso di cambio dello yen rispetto al dollaro statunitense è salito rapidamente sul breve termine; secondo Bloomberg, il governo del Primo Ministro giapponese Sanemaru Takaichi sostiene il recente rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan.

Fonti informate hanno riferito che la prossima finestra temporale per un rialzo dei tassi della Bank of Japan potrebbe essere a settembre o ottobre. Le crescenti preoccupazioni della banca centrale per l'indebolimento dello yen, che alimenta l'inflazione, stanno convergendo con il desiderio del governo giapponese di consolidare gli effetti della recente intervento sul tasso di cambio tra Giappone e Stati Uniti: entrambe le parti sono propense a sostenere un rialzo dei tassi nel prossimo futuro.

Dopo la diffusione della notizia, il tasso di cambio dello yen si è rapidamente apprezzato di 20 punti.

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Attualmente, la probabilità di un rialzo dei tassi durante la riunione di politica monetaria della Bank of Japan del 18 settembre è salita al 74% secondo il mercato. Contestualmente, il Segretario del Tesoro statunitense Wally Adeyemo aveva già segnalato la necessità che la Bank of Japan intervenisse per sostenere lo yen. Questa posizione governativa rafforza ulteriormente le aspettative di una rapida normalizzazione della politica monetaria giapponese da parte del mercato.

Allineamento degli obiettivi tra il governo e la banca centrale

Secondo quanto riportato da Bloomberg, ci sono due logiche chiave che stanno avvicinando le posizioni delle due parti: in primo luogo, la Bank of Japan è preoccupata che il continuato indebolimento dello yen possa intensificare le pressioni inflazionistiche importate; in secondo luogo, il governo vuole amplificare l'effetto delle recenti misure congiunte sul mercato valutario tra Giappone e Stati Uniti.

L'efficacia dell'intervento congiunto — il primo acquisto di yen USA-Giappone dal 1998 — sta svanendo, e il mercato si aspetta che la banca centrale accompagni tali interventi con un rialzo dei tassi per sostenere strutturalmente la valuta.

Il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, alla conferenza stampa dopo la riunione del 31 luglio ha già accennato alla possibilità di accelerare il ritmo delle strette monetarie, a causa dei rischi legati alle pressioni al rialzo sui prezzi. Fonti hanno anche rivelato che prima della riunione di luglio, il governo aveva comunicato alla banca centrale di sostenere una posizione più "falco" di Ueda nella conferenza stampa.

In una dichiarazione dell'Ufficio del Primo Ministro è stato affermato che "riteniamo che misure specifiche di politica monetaria, incluso il rialzo dei tassi, dovrebbero essere decise dalla Bank of Japan", sottolineando che la banca centrale dovrebbe collaborare strettamente con il governo per raggiungere in modo "stabile" l'obiettivo dell'inflazione al 2%. La Bank of Japan ha rifiutato di commentare.

Gli esponenti della banca centrale mantengono la flessibilità, non escludendo azioni a settembre

Sebbene la posizione del governo sia sempre più favorevole, i funzionari della banca centrale vogliono comunque valutare ulteriormente l’andamento economico e dei prezzi prima di prendere una decisione definitiva, ma non escludono la possibilità di agire già a settembre.

Nel riassunto delle opinioni emerse nella riunione della banca centrale di luglio, un membro ha ribadito la necessità di una maggiore flessibilità nella politica monetaria. Questo componente ha affermato che, dato che il tasso d'inflazione core del CPI si sta avvicinando al 2%, "il ritmo dei rialzi dei tassi potrebbe essere più rapido di quanto il mercato si aspetti".

Dal punto di vista normativo, la Bank of Japan gode di indipendenza nella politica monetaria, quindi il gabinetto non può imporre direttamente un livello specifico dei tassi di interesse, ma può influire sulle decisioni trasmettendo nuovi segnali.

Di recente, diversi funzionari governativi hanno espresso il loro sostegno all’indipendenza della banca centrale, inclusil ministro per la strategia della crescita Minoru Kiuchi che, intervistato da Bloomberg TV questo lunedì, ha dichiarato "rispettiamo l’indipendenza della banca centrale", frase che il mercato ha interpretato come un segnale di apertura del governo a un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.

Un nuovo rialzo segnerebbe il ritmo di strette monetarie più rapido dal 1989

Dall’inizio del mandato di Sanemaru Takaichi, la Bank of Japan ha già alzato i tassi due volte, ma il tasso di riferimento rimane ancora al livello basso dell’1%. Se dovesse esserci un altro rialzo a settembre o ottobre, si tratterebbe del terzo aumento in dodici mesi, il ritmo più rapido dal 1989 — l’epoca del picco della bolla degli asset giapponesi.

In passato, Sanemaru Takaichi era considerata una figura politica prudente rispetto a un rapido aumento dei tassi d’interesse, preoccupata che un tale atteggiamento potesse frenare la ripresa economica giapponese vista positivamente dagli investitori globali. Tuttavia, le pressioni inflazionistiche e l’aumento del costo della vita dovute al protratto indebolimento dello yen sono ormai diventate un tema centrale dell’opinione pubblica, costringendo il governo a virare verso una politica più favorevole ai rialzi dei tassi.

L’ampio differenziale dei tassi tra Stati Uniti e Giappone è una delle cause strutturali della svalutazione dello yen. Con l’indebolimento dell’efficacia degli interventi sui cambi, il rialzo dei tassi viene ora visto come uno strumento più durevole per stabilizzare il tasso di cambio e un punto cruciale per il coordinamento attuale delle politiche tra governo e banca centrale.

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