Il crollo del KOSPI mina la fiducia degli investitori al dettaglio! L'"esercito delle formiche" sudcoreano torna a Wall Street con 4,6 miliardi di dollari: la fuga di capitali potrebbe mettere nuovamente sotto pressione il won coreano
Il crollo del mercato azionario sudcoreano ha portato gli investitori al dettaglio sudcoreani a riversarsi sul mercato statunitense nella maggiore ondata degli ultimi sei mesi, riaccendendo il rischio che da tempo grava sul won coreano.
Secondo quanto riportato da Zhitong Caijing APP, il crollo della borsa sudcoreana sta minando gli sforzi del governo per incentivare il ritorno delle “formiche” (ovvero gli investitori retail) sul mercato nazionale, portando i piccoli investitori coreani ad affluire sul mercato statunitense con il volume più alto degli ultimi sei mesi, riaccendendo così i rischi di lungo termine che pesano sul won.
Secondo i dati della Korea Securities Depository, a luglio — mentre l’indice di riferimento KOSPI registrava il più brusco calo mensile dai tempi della crisi finanziaria globale del 2008 — gli investitori retail sudcoreani hanno acquistato azioni statunitensi per un valore di 4,6 miliardi di dollari. Questo importo supera nettamente la media mensile del 2025 pari a 2,7 miliardi di dollari. Vale la pena notare che già nel 2025 gli investimenti degli investitori retail coreani sulle azioni statunitensi erano più che raddoppiati rispetto all’anno precedente.

I dati mostrano che a luglio l’intensità degli acquisti di titoli statunitensi da parte degli investitori retail sudcoreani ha superato, per la prima volta da febbraio, quella degli investimenti sul mercato interno, sottolineando come la fiducia degli investitori nel mercato locale vada rapidamente affievolendosi. Gli analisti avvertono che questa inversione potrebbe riattivare il trend di lungo periodo che vede i capitali retail coreani dirigersi all’estero, mettendo così sotto pressione il won, e ponendo ulteriori sfide ai responsabili politici che intendono ampliare la partecipazione al mercato dei capitali nazionale.
Il crollo del KOSPI indebolisce l’attrattiva del mercato azionario domestico
Gli investitori retail di piccole dimensioni in Corea vengono soprannominati “formiche” per il loro comportamento d’investimento collettivo. Per lungo tempo hanno mostrato una predilezione per il mercato statunitense rispetto a quello domestico sudcoreano, dal momento che il mercato locale è spesso influenzato dalla performance dei grandi conglomerati orientati all’export — attivi nell’elettronica, nella cantieristica e nella manifattura.
Tuttavia nei mesi scorsi questa tendenza si era temporaneamente invertita: grazie al costante rialzo del KOSPI, nuovi capitali retail erano confluiti nel mercato coreano. Il boom dell’intelligenza artificiale (AI) e le nuove agevolazioni fiscali introdotte dal governo — pensate per incoraggiare la vendita di titoli esteri e l’acquisto di azioni locali — avevano favorito tale dinamica. Anche i continui sforzi del governo per aumentare il rendimento degli azionisti attraverso riforme della governance aziendale hanno contribuito ad attrarre i piccoli investitori.
Ultimamente, però, le pesanti vendite sulla borsa coreana hanno sciupato la pazienza degli investitori retail: mentre affiorano dubbi circa la sostenibilità dell’entusiasmo AI e crescono le pressioni competitive da parte di realtà cinesi, il KOSPI ha perso il 33% dal picco di giugno. Le big del settore dei semiconduttori — come Samsung Electronics e SK Hynix, che pesano enormemente sull’indice — hanno cancellato una capitalizzazione di mercato pari a 225.780 miliardi di won (circa 1.590 miliardi di dollari), contribuendo per circa il 76% al ribasso dell’indice. Inoltre, gli ETF a leva, molto scambiati e legati ai titoli dei semiconduttori, hanno amplificato la volatilità del mercato. Per contro, nello stesso periodo il Nasdaq è rimasto sostanzialmente stabile.
Kwon Ah-min, analista FX di NH Investment & Securities a Seul, afferma: “La solidità del mercato domestico aveva temporaneamente rallentato i deflussi di capitale. Ma con il tracollo del KOSPI, le fuoriuscite sono riprese vigore, rafforzando negli investitori la convinzione che il mercato statunitense sia la scelta migliore. Sono ormai stanchi del mercato interno.”
La rivalutazione del won incentiva gli investimenti all’estero
Va sottolineato come il rafforzamento del won abbia ulteriormente favorito gli investimenti oltreconfine da parte delle ‘formiche’ coreane. A luglio, il won si è apprezzato dell’8% sul dollaro, raggiungendo i massimi degli ultimi nove mesi e marcando la migliore performance mensile da novembre 2022. Questa tendenza del won è stata parzialmente influenzata dalla raccolta di 26,5 miliardi di dollari da parte di SK Hynix a Wall Street, parte dei quali sono stati successivamente rimpatriati in Corea.
Tuttavia, il rafforzamento del won riduce l’incentivo per gli investitori a rimpatriare i capitali detenuti all’estero, aumentando contestualmente la propensione a nuove allocazioni globali — in particolare se si prevede che il contesto dei tassi USA continuerà a sostenere il dollaro.
Secondo la Korea Financial Investment Association, a luglio, per la prima volta, i depositi sui “conti d’investimento rimpatriato” — creati dal governo a marzo per incentivare il ritorno dei capitali tramite benefici fiscali — sono diminuiti su base mensile. Nonostante alcuni fondi rimangano indirizzati verso strumenti legati ad asset domestici — ad esempio, lo scorso mese ben 319 milioni di dollari hanno affluito nel Direxion Daily MSCI South Korea Bull 3X ETF — capitali molto maggiori stanno invece migrando verso azioni statunitensi e fondi focalizzati sugli Stati Uniti. Solo ad agosto, mentre Wall Street toccava nuovi massimi e il KOSPI rimaneva instabile, gli investitori retail coreani hanno acquistato azioni estere nette per un valore di 278 milioni di dollari.
Nel frattempo, secondo la Korea Financial Investment Association, i depositi sui conti di trading azionario domestico — usati come indicatore della domanda di titoli sudcoreani — sono scesi lunedì a 102.800 miliardi di won, il livello più basso da metà febbraio, ben al di sotto del massimo storico di 140.000 miliardi toccato a inizio giugno.
Gli analisti di Bank of America hanno osservato in un report: “Se il mercato azionario coreano continua a sottoperformare quello statunitense, temiamo che i deflussi di capitali retail domestici possano ripartire.” “In altre parole, lo spazio per creare un ambiente stabile per i flussi di portafoglio favorevoli a un’apprezzamento sostenuto del won è molto limitato.”
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