Il WTI scambia con una tendenza positiva poco sotto la metà dei 79 dollari a causa dell'incertezza sull'Iran e delle preoccupazioni sull'offerta
Il West Texas Intermediate (WTI) – il prezzo di riferimento del petrolio greggio statunitense – registra un leggero aumento durante la sessione asiatica di martedì e sembra voler consolidare il rimbalzo della notte precedente dopo un calo intraday a livelli inferiori alla metà dei 77 dollari. Attualmente la commodity viene scambiata intorno all'area dei 79,40 dollari, in rialzo dello 0,75% nella giornata, sebbene manchi una reale convinzione rialzista a causa dell’incertezza legata alla guerra in corso in Medio Oriente.
Secondo gli ultimi sviluppi, lunedì l’Iran ha dichiarato che non sono in corso colloqui con gli Stati Uniti e non è previsto alcun incontro. Questo ha contraddetto quanto affermato dal Presidente statunitense Donald Trump, che aveva indicato la ripresa dei negoziati come motivazione per annullare gli attacchi durante il fine settimana. Inoltre, notizie non confermate su attacchi con droni contro asset statunitensi in Kuwait riducono le speranze di un potenziale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, inducendo i trader a considerare un premio di rischio geopolitico e offrendo così un certo supporto ai prezzi del petrolio greggio.
Nel frattempo, Mohsen Rezaee, consigliere militare senior della Guida Suprema dell’Iran, ha dichiarato che Teheran non permetterà alcuna rotta di navigazione attraverso lo stretto strategico diversa da quella designata dalla Repubblica Islamica. Rezaee ha inoltre avvertito che navi e forze statunitensi potrebbero affrontare seri rischi e perdite se l’attuale stallo sull’accesso allo stretto dovesse continuare. A complicare la situazione, il blocco navale imposto dai ribelli Houthi sostenuti dall’Iran contro l’Arabia Saudita accentua ulteriormente le preoccupazioni sull’approvvigionamento energetico globale.
Benjamin Picton di Rabobank descrive le tensioni ricorrenti intorno allo Stretto di Hormuz come una sorta di “giorno della marmotta” per i mercati, avvertendo che “più avanti nella settimana gli attacchi riprendono normalmente, i prezzi del petrolio risalgono, le azioni vengono vendute e i rendimenti obbligazionari aumentano.” Precisa che “ci sono tutte le probabilità che ciò accada questa settimana”, anche se, per il momento, la sensazione prevalente è quella di uno scenario da “‘colpo su colpo’”, con gli investitori prudenti poiché il modello noto di rinnovate azioni e movimenti di risk-off potrebbe ripresentarsi.
Questo aspetto mette in secondo piano la decisione dell’OPEC+ di domenica di aumentare la produzione da settembre, fungendo da vento favorevole per i prezzi del greggio. Tuttavia, la mancanza di acquisti convinti induce cautela prima di assumere nuove posizioni rialziste sulla commodity o di attendersi un apprezzamento significativo.
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