BCE: enfasi sulle prospettive mentre lo shock petrolifero si fa sentire – Commerzbank
L'economista di Commerzbank invita la BCE a concentrarsi sull'inflazione a lungo termine in seguito all'aumento del prezzo del petrolio
Il Dott. Jörg Krämer, Chief Economist presso Commerzbank, raccomanda alla Banca Centrale Europea (BCE) di affrontare il recente aumento dei prezzi del petrolio concentrandosi sulle aspettative di inflazione sostenute nel tempo. Krämer sottolinea che l'aumento dei costi energetici sta contemporaneamente alimentando l'inflazione e rallentando la crescita economica, presentando uno scenario complesso per i responsabili delle politiche. Krämer suggerisce che, se le aspettative di inflazione superassero il 2%, la BCE dovrebbe valutare un aumento dei tassi d'interesse, possibilmente già nella riunione di fine aprile.
La volatilità del prezzo del petrolio presenta sfide politiche per la BCE
La BCE si trova di fronte ad una scelta difficile in seguito allo shock sui prezzi del petrolio. Mentre un'inflazione in aumento normalmente richiederebbe un rialzo dei tassi per riportare l'inflazione all'obiettivo del 2%, i prezzi elevati del petrolio stanno anche frenando l'attività economica. Questo rallentamento potrebbe infine aiutare l'inflazione a tornare ai livelli target, il che potrebbe giustificare il mantenimento stabile dei tassi.
Per orientarsi in questo ambiente complesso, Krämer consiglia alla BCE di monitorare le aspettative di inflazione a lungo termine di famiglie e imprese, utilizzando dati provenienti dai mercati finanziari e dai sondaggi. Se il pubblico rimane fiducioso che la BCE raggiungerà, nel tempo, il suo obiettivo del 2% di inflazione, non vi è necessità immediata di modificare i tassi chiave.
Tuttavia, se le aspettative di inflazione dovessero salire ben oltre il 2%, questo processo potrebbe auto-alimentarsi. Ad esempio, se i sindacati prevedono un'inflazione costantemente elevata, potrebbero richiedere aumenti salariali maggiori, che a loro volta potrebbero spingere i prezzi ancora più in alto.
Se le aspettative di inflazione a lungo termine dovessero aumentare, secondo Krämer la BCE dovrà agire rapidamente incrementando i tassi di politica monetaria. Questa decisione modificherebbe l'attività economica, riducendo il potere negoziale di lavoratori e imprese ed evitando una spirale salari-prezzi.
Rinviare un rialzo dei tassi di fronte a crescenti aspettative di inflazione potrebbe costringere la BCE a ulteriori aumenti più aggressivi in seguito. Krämer cita la Federal Reserve statunitense, che dovette portare i tassi quasi al 20% all'inizio degli anni '80 per controllare l'inflazione fuori controllo del decennio precedente.
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