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Il CEO di JAN3 critica la proposta di sicurezza quantistica per bitcoin, definendola troppo affrettata: aggiornamenti affrettati potrebbero aumentare il rischio di attacchi informatici.

Il CEO di JAN3 critica la proposta di sicurezza quantistica per bitcoin, definendola troppo affrettata: aggiornamenti affrettati potrebbero aumentare il rischio di attacchi informatici.

Odaily星球日报Odaily星球日报2026/04/05 11:23
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Secondo quanto riportato da Odaily, Samson Mow, CEO di JAN3, ha dichiarato su X che affrontare la minaccia del calcolo quantistico (QC) nei confronti di Bitcoin non dovrebbe avvenire in modo affrettato; passare frettolosamente dall'attuale meccanismo di firma a una soluzione post-quantum (PQ) potrebbe in realtà esporre Bitcoin, nel breve termine, a rischi legati ad attacchi di computazione classica. Le firme PQ potrebbero essere da 10 a 125 volte più grandi, riducendo significativamente la capacità di throughput della rete e, addirittura, riaprendo dispute sull'espansione simili alle "guerre dei blocchi" degli anni passati. Inoltre, Samson Mow avverte che alcuni schemi PQ potrebbero includere potenziali backdoor. La minaccia rappresentata dal quantum computing resta di medio-lungo termine (potrebbero servire dai 10 ai 20 anni); l'approccio più ragionevole attualmente è proseguire nella ricerca senza implementazioni affrettate. Infine, ha menzionato una specifica piattaforma exchange, affermando che, a causa del riutilizzo degli indirizzi nel proprio wallet, vi sono rischi di attacchi quantistici e raccomanda di risolvere prioritariamente questi problemi infrastrutturali.

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