Citigroup: le restrizioni sulle ricompense degli stablecoin potrebbero rallentare l'espansione di USDC, ma non influenzeranno i fondamentali di Circle
Odaily riferisce che Citibank ha dichiarato che le restrizioni sul meccanismo di ricompensa degli stablecoin previste dalla bozza della legge statunitense "CLARITY Act" potrebbero rappresentare un ostacolo temporaneo per Circle (CRCL), ma non ne scuoteranno la logica d'investimento a lungo termine. Gli analisti sottolineano che questa politica influenzerà più probabilmente il ritmo di espansione della scala, piuttosto che costituire una minaccia fondamentale. La legge intende limitare i rendimenti degli stablecoin simili agli interessi sui depositi, ma consente ancora meccanismi di incentivazione legati a transazioni o pagamenti. Poiché Circle non paga direttamente i rendimenti ai detentori di USDC, ma distribuisce i proventi delle riserve a partner di canali come certe piattaforme di trading, il suo modello principale di entrate non subirà un impatto diretto.
Citibank ritiene che la diminuzione dei premi possa ridurre la motivazione a breve termine degli utenti a detenere USDC, influenzando così il volume in circolazione e la liquidità del mercato secondario, ma il vero indicatore chiave dell'adozione degli stablecoin resta il volume di transazioni e pagamenti, non semplicemente il volume in circolazione.
In precedenza, l'incertezza normativa aveva portato le azioni di Circle a scendere di circa il 20%. Tuttavia, istituzioni come Bernstein ritengono che il mercato abbia potuto fraintendere l'impatto della politica: la regolamentazione si concentra su piattaforme che distribuiscono rendimenti agli utenti (come alcune exchange), non sul modello di reddito da riserve di Circle. (CoinDesk)
Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.
Ti potrebbe interessare anche
Il decennale britannico viene messo all'asta oggi: potrebbe essere aggiudicato al 5,41%, con il rendimento dell'asta che rischia di raggiungere il massimo dal 1999.
Il rendimento dei titoli di Stato britannici a 10 anni ha raggiunto il 5,41%, segnando il livello più alto degli ultimi 19 anni. Il costo dell’asta di 4,25 miliardi di sterline è stato il più elevato dal 1999.
Peggiore del 2008? Al di fuori della bolla dell’AI, il nuovo fondo sostenuto dal "Grande Scommettitore" Burry mira ai rischi del credito privato
Mentre Wall Street è impegnata a cercare segni di una bolla nei titoli AI, un nuovo hedge fund legato a Michael Burry, famoso per "The Big Short", ha rivolto la sua attenzione verso un'altra direzione potenzialmente ancora più pericolosa: il credito privato.
