USD/CAD scende poiché i deludenti dati NFP USA e i prezzi più alti del petrolio rafforzano il Loonie
Il dollaro canadese si rafforza mentre il dollaro USA si indebolisce e i prezzi del petrolio salgono
Il dollaro canadese (CAD) ha guadagnato terreno contro il dollaro USA (USD) venerdì, mentre il biglietto verde ha perso slancio in risposta ai deludenti dati sui Nonfarm Payrolls (NFP) statunitensi. Allo stesso tempo, le continue tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno spinto i prezzi del petrolio più in alto, avvantaggiando ulteriormente la valuta canadese, legata alle materie prime.
Attualmente, USD/CAD viene scambiato vicino a 1,3607, segnando un calo di circa lo 0,45% nella giornata e avvicinandosi al suo punto più basso nelle ultime tre settimane. L'indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il USD contro sei principali valute, è sceso intorno a 99,00 dopo aver toccato un picco giornaliero vicino a 99,43.
Sebbene il DXY abbia effettuato un ritracciamento intraday, resta sulla buona strada per una performance settimanale positiva, poiché i maggiori rischi geopolitici tra Stati Uniti e Iran hanno rinnovato l’interesse degli investitori per asset rifugio come il dollaro statunitense.
I dati economici USA deludono
L’ultimo rapporto NFP degli Stati Uniti ha mostrato una diminuzione di 92.000 posti di lavoro a febbraio, ben al di sotto dell’aumento previsto di 59.000. Anche la cifra di gennaio è stata rivista al ribasso a 126.000 da 130.000. Nel frattempo, il tasso di disoccupazione è salito al 4,4%, rispetto al 4,3% del mese precedente.
Nonostante i deboli dati occupazionali complessivi, la crescita dei salari è rimasta robusta. Il guadagno orario medio è aumentato dello 0,4% su base mensile a febbraio, in linea con il mese precedente e superiore alle previsioni dello 0,3%. Su base annua, i salari sono cresciuti del 3,8%, rispetto al 3,7% precedente.
Vendite al dettaglio e preoccupazioni sull’inflazione
Altrove, le vendite al dettaglio statunitensi sono diminuite dello 0,2% a gennaio, un calo inferiore rispetto alla diminuzione prevista dello 0,3%, dopo una variazione nulla a dicembre. Il Retail Sales Control Group, che incide direttamente sul PIL, è aumentato dello 0,3%, mentre le vendite escluse le auto sono rimaste invariate.
I dati NFP inferiori alle attese hanno aumentato i timori di un rallentamento nel mercato del lavoro degli Stati Uniti, spingendo la Federal Reserve a rimanere vigile mentre persistono i rischi inflazionistici.
Prezzi del petrolio ed economia canadese
Le pressioni inflazionistiche sono state esacerbate da un forte aumento dei prezzi del petrolio, alimentato dai continui problemi di approvvigionamento nello Stretto di Hormuz. Il West Texas Intermediate (WTI) Crude Oil è balzato di oltre il 30% finora questa settimana, scambiando vicino a 88,75 dollari al barile nell’ultimo aggiornamento.
Il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha avvertito che uno stop alle esportazioni energetiche dal Golfo potrebbe far schizzare il prezzo del greggio a 150 dollari al barile.
Per il Canada, uno dei maggiori esportatori di energia al mondo, l’aumento dei prezzi del petrolio tende a rafforzare il dollaro canadese aumentando le entrate nazionali e migliorando la bilancia commerciale.
Migliorano gli indicatori economici canadesi
Sul fronte interno, l’indice Ivey Purchasing Managers Index (PMI) del Canada è salito a 56,3 a febbraio rispetto al precedente 47, segnalando una ripresa della crescita dell’attività economica. L’Ivey PMI destagionalizzato è aumentato a 56,6, dai 50,9 precedenti.
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