La nuova scommessa di Paul Tudor Jones su IBM è improvvisamente sotto pressione dopo uno shock da 30 miliardi di dollari nell'IA
Paul Tudor Jones non è nuovo nell’individuare i punti di svolta macroeconomici. Tuttavia, la sua società, Tudor Investment, si trova improvvisamente di fronte a una prova inattesa con la sua più recente scommessa su International Business Machines Corp. (NYSE:IBM).
La scommessa di Paul Tudor Jones su IBM incontra la realtà dell’AI
Il miliardario gestore di hedge fund ha aperto una nuova posizione su IBM nel quarto trimestre del 2025, acquistando circa 100.000 azioni per un valore di circa 29,6 milioni di dollari, con un prezzo medio di acquisto di 289,19 dollari, secondo HedgeFollow. All’epoca, la mossa segnalava fiducia nella posizione di IBM come beneficiaria dell’AI aziendale, non come vittima.
Questa narrazione è cambiata bruscamente questa settimana.
Le azioni IBM sono crollate di circa il 13% in una sola seduta dopo che Anthropic ha presentato Claude Code, uno strumento di AI capace di analizzare e modernizzare codici legacy, incluso COBOL, il linguaggio di programmazione vecchio di decenni che ancora sostiene molti dei sistemi aziendali di IBM.
La svendita ha cancellato circa 30 miliardi di dollari dalla capitalizzazione di mercato di IBM, segnando la peggiore perdita in una sola giornata da decenni.
Per Tudor Jones, il tempismo è significativo. Con il titolo IBM che ora scambia circa il 20% al di sotto del suo prezzo di ingresso riportato, la sua nuova scommessa è già sotto pressione — sottolineando quanto rapidamente l’AI stia rimodellando il panorama degli investimenti.
Il core business di IBM ora nel mirino
La reazione del mercato riflette una preoccupazione più profonda: Claude Code prende di mira uno dei fossati più preziosi di IBM — la modernizzazione dei sistemi legacy e la consulenza aziendale.
Per decenni, il predominio di IBM si è basato sull’aiutare grandi organizzazioni a mantenere e aggiornare infrastrutture critiche per la missione. Claude Code minaccia di comprimere tempistiche che una volta richiedevano mesi in poche ore, sollevando dubbi sulla durabilità a lungo termine di quel modello di business.
Questo cambiamento sta costringendo gli investitori a riconsiderare se IBM sia davvero una vincitrice dell’AI — o una delle sue prime vittime tra le large-cap.
Per ora, il messaggio dai mercati è chiaro. Anche investitori leggendari come Jones non sono immuni alla velocità — o alla portata — della disruption portata dall’AI.
Foto: Shutterstock
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