Huitong News, 11 settembre—— Venerdì (11 settembre), l’oro spot ha registrato un rimbalzo, recuperando la maggior parte della perdita del giorno precedente. Il calo del dollaro, il rendimento dei Treasury USA e il prezzo del petrolio in discesa offrono supporto ai metalli preziosi. Tuttavia, i più recenti dati sul Consumer Price Index (CPI) degli Stati Uniti hanno rafforzato l’aspettativa del mercato: la Federal Reserve potrebbe alzare i tassi la prossima settimana, limitando così lo spazio di crescita per il prezzo dell’oro. Al momento della redazione, l’oro spot scambia intorno ai 4370 dollari, in rialzo dell’1,20% nella giornata, e durante la sessione ha testato quota 4400 dollari.
Venerdì (11 settembre), l’oro spot ha registrato un rimbalzo, recuperando la maggior parte della perdita del giorno precedente. Il calo del dollaro, il rendimento dei Treasury USA e il prezzo del petrolio in discesa offrono supporto ai metalli preziosi. Tuttavia, i più recenti dati sul Consumer Price Index (CPI) degli Stati Uniti hanno rafforzato l’aspettativa del mercato: la Federal Reserve potrebbe alzare i tassi la prossima settimana, limitando così lo spazio di crescita per il prezzo dell’oro. Al momento della redazione, l’oro spot scambia intorno ai 4370 dollari, in rialzo dell’1,20% nella giornata, e durante la sessione ha testato quota 4400 dollari.
Giovedì l’oro era crollato di quasi il 2%. In quel momento, l’impennata del prezzo del petrolio aveva intensificato le preoccupazioni sull’inflazione, spingendo il rendimento dei Treasury USA su livelli massimi da anni. Il rendimento del decennale di riferimento ha raggiunto il 4,97% nella sessione mattutina, il massimo da ottobre 2023, ora è tornato verso il 4,91%. Nel frattempo, il grezzo West Texas Intermediate (WTI) ha toccato i 100 dollari, ora tornato a circa 96,50 dollari, con un calo giornaliero di circa il 4%. Nonostante la consistente correzione, il WTI resta comunque in procinto di chiudere in rialzo per la seconda settimana consecutiva.
I dati statunitensi sul CPI hanno nel complesso rispettato le attese del mercato, generando solo una reazione limitata a breve termine. Ad agosto il CPI generale è salito dello 0,4% rispetto al mese precedente, in linea con le aspettative, e superiore all’incremento dello 0,1% di luglio; su base annua la crescita si mantiene al 3,4%, anch’essa in linea con le stime.
Escludendo i prezzi più volatili di alimentari ed energia, il core CPI è salito dello 0,3% su base mensile, oltre le attese dello 0,2% e il valore precedente; annualmente, il core CPI è sceso dal 2,5% al 2,4%, in linea con le aspettative. Ad agosto, il prezzo della benzina è aumentato del 3,9%, contribuendo per oltre un terzo all’incremento mensile totale del CPI.
Dopo la pubblicazione del CPI, il dollaro si è momentaneamente rafforzato, ma la spinta non è riuscita a mantenersi. L’indice del dollaro (DXY) è schizzato a 99,36 al rilascio del dato, attualmente tornato vicino a quota 99.
Prima del CPI, il Producer Price Index (PPI) pubblicato giovedì ha mostrato che l’inflazione alla produzione ad agosto è salita dal 4,8% di luglio al 5,4% su base annua. Secondo il CME FedWatch Tool, al momento il mercato prezza con una probabilità dell’85% un rialzo dei tassi della Federal Reserve di 25 punti base nella riunione del 15-16 settembre, in forte aumento rispetto al 67% delle prime ore della stessa giornata.
TD Securities ha dichiarato: “Anche se il mercato si trova ad affrontare una nuova spinta ai prezzi energetici e una maggiore probabilità di rialzi della Fed nel breve termine, l’oro mantiene il supporto nell’area dei massimi.” L’istituto ritiene che: “Dati economici robusti e una Fed con orientamento hawkish potranno innescare al massimo una breve ondata di prese di profitto, ritardando l’inizio della prossima fase rialzista dell’oro, senza però causare un crollo significativo.”
In una prospettiva di medio-lungo termine, TD Securities sottolinea: “Le aspettative di deprezzamento del dollaro che tornano ad aumentare, l’acquisto continuo di oro da parte delle banche centrali e il ritorno degli afflussi negli ETF costituiscono un solido supporto di base.” Questo conferma la valutazione che: anche nel caso di un indebolimento a breve, l’oro dovrebbe mantenere una limitata possibilità di ribasso in un contesto positivo generale.